VIDEOCLIP – Torna Gondry. Microbe, Gasoil e i Chemical Brothers

Michel Gondry sta tornando, è tornato. L’avevamo lasciato allo splendido e chissà da quanti visto documentario Is the Man Who Is Tall Happy?: An Animated Conversation with Noam Chomsky, in cui dialogava con il celebre linguista, girato parallelamente alla tanto attesa trasposizione cinematografica de La schiuma dei giorni e al video musicale dei Metronomy, Love Letters.
Nel 2015 abbiamo di lui due entusiasmati notizie: il trailer del suo prossimo film Microbe et Gasoil e il nuovo video dei Chemical Brothers, Go.

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Già i primi secondi del trailer contengono tutto ciò di cui abbiamo bisogno: un paese della Francia lontano lontano, due ragazzini stralunati e maltrattati dai compagni di scuola che uniscono le loro diversità per lanciarsi in un aventure de Michel Gondry. Costruiscono un veicolo a forma di casa, con il motore di un tosaerba e si mettono in viaggio per la Francia.
Si preannunciano divertenti avventure, dolci ma mai melense come solo Gondry da essere: poliziotti che si fanno i selfie davanti alla casa ambulante, capelli rasati, corse per i campi francesi, balli sconnessi ma felici.
Come si può non celebrare ogni nuovo film di Gondry? Chi altri possiede questo entusiasmo, inventiva, coerenza e tenerezza. E questa semplicità. Ha provato ad adattare la propria sensibilità a qualcosa di distante da sé, ha lavorato ad Hollywood ma il suo accento, come il suo cinema, non hanno mai perso i connotati fortemente “francofoni”.

I film, ovunque si facciano, si fanno a modo suo: letti sulla neve per Kate Winslet e Jim Carrey, tute di carta argentata per Jack Black, una casa ambulante per i piccoli protagonisti di Microbe e Gasoline. Tutti artigiani allo stesso modo.
Questa sperimentazione materica è iniziata, per Gondry, proprio attraverso il videoclip, al quale deve il suo passaggio al cinema. Bijork, Radiohead, Daft Punk, Rolling Stone, Paul McCartney, solo alcuni degli artisti con cui ha collaborato.
Quest’anno, dopo più di dieci anni, torna a lavorare con i Chemical Brothers, realizzando il video di Go, singolo di punta del loro nuovo album, Born in the Echoes.

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Con Go, Gondry sembra riprendere e stravolgere un discorso iniziato negli anni 90, proprio in un altro video dei Chemical Brothers, Let forever be.
In entrambi, protagoniste sono donne super coreografate, che si muovono nello spazio che le circonda a ritmo di musica, finendo per diventare parte organica della scenografia stessa.
Mentre, però, Let forever be era un canto liberatorio, un’ode alla condivisione e alla libertà, dove la protagonista moltiplicava se stessa e si estendeva con entusiasmo negli spazi che percorreva, le donne di Go sono delle canottiere cibernetiche di grigio vestite, che si muovono tra grigi palazzi in modo geometrico, prive di espressività e inesistenti sganciate le une dalle altre. Sorridenti, tutto sommato. Come lo sono i manichini.
In effetti, recuperando il testo di Go i Chemical Brothers ci dicono Mannequins say “We breakin’ the mold, Breakin’ out and we breakin’ the codes.
Passano quindici anni tra Let Forever be a Go, la forma è diversa, come sono diversi gli anni 10 dagli anni 90, ma la missione dei Chemical Brothers è la stessa: We’re only here to make you go and Let forever be.
Prima il veicolo erano ragazze fluorescenti, ora manichini sotto cuffia, che comunque, a pensarci bene, sono vintage anche loro, sembrano venute fuori da una cartuccia del GameBoy.