Alvin Superstar – Nessuno ci può fermare, di Walt Becker

La singolarità di una saga come quella di Alvin Superstar, giunta qui al quarto episodio, si conferma quella di tentare un mix impossibile tra il cinema con pupazzi in CGI per un pubblico di piccoli spettatori e un piglio da commedia USA di quelle invece per ragazzi in piena esplosione di pubertà, bacino da cui da sempre la serie pesca i registi chiamati ad assecondarsi dietro la mdp (stavolta è il turno del Walt Becker di Svalvolati on the road) e gli attori da introdurre nel cast, a partire dal protagonista Jason Lee, volto di culto della comicità indie statunitense, e dalle voci dei criceti che vantano i timbri di gente come Justin Long o Anna Faris.
Il risultato è puntualmente quello di dover rinunciare alle scorrettezze e alla scurrilità della tradizione demenziale mantenendone invece strutture e gusto per il nonsense catastrofico. The Road Chip prende un canovaccio tra i più sacri del genere, il viaggio rocambolesco on the road per le province d’America per rafforzare il bromance nel gruppo di amici, e lo condisce con una manciata di divertiti cameos (i teenagers d’oltreoceano impazziranno per quello della nuova starlette Bella Thorne, ma il più rappresentativo è sicuramente quello di John Waters in aereo che racconta di aver “viaggiato recentemente con le Chipettes, delle gran signore!”), e una serie di coreografie danzanti in striduli falsetto artificiali, mediamente più curate di quelle viste nei film precedenti.

Jason My name is Earl Lee è tremendamente invecchiato dai tempi degli inizi al fianco di Kevin Smith, e dunque adesso viene spedito lontano dai Chipmunks, che si fanno tutto il viaggio per riacciuffarlo al fianco del nuovo protagonista “giovane” del brand, un belloccio già pronto per il prossimo prodotto young adult, Josh Green. Sostituito anche l’antagonista ritornante dei film precedenti, David Cross, rinnovato con un volto proveniente anche stavolta dalla compagine di Arrested Development, ovvero il leggendario Buster della serie, Tony Hale in salsa clouseauesca, o sarebbe più corretto dire frankdrebiniana, dati i riferimenti.

E davvero Becker sembra guardare ad una versione per famiglie del plot e del concept di Ted 2, affrontando di petto per la prima volta anche la questione della natura animale dei criceti canterini e la possibilità o meno che possano essere ufficialmente adottati dal loro padrone Dave come figli effettivi dell’uomo: formalmente, però, il respiro si mostra debitore del Todd Phillips “su strada”, tra Road Trip e soprattutto Parto col Folle, con Alvin al posto di Galifanakis.
E’ un peccato allora che gli sketch siano tutti particolarmente scontati quando non imperdonabilmente tirati via, perché tra la parata con brass band a New Orleans e la sequenza nel locale country con scazzottata di rito in chiusura poteva sul serio venir fuori una sorta di omaggio squittente al padre fondatore John Landis…