Apollo 13, di Ron Howard

Tratto dal libro di Jim Lovell e Jeffrey Kluge e vincitore di due Oscar, è annoverato dal New York Times tra i film più importanti della storia del cinema. Venerdì 16 giugno, ore 15.50, Rete 4

Vincitore di due Oscar, miglior montaggio e sonoro, Apollo 13, nel suo genere, è annoverato dal New York Times tra i film più importanti della storia del cinema. Ispirata dal libro Lost Moon, scritto da Jim Lovell e Jeffrey Kluge, la storia parte dall’11 aprile 1970, dalla base di Cape Kennedy, da cui decolla la missione. Tre giorni dopo il lancio si verifica un incidente: l’esplosione dei serbatoi d’ossigeno durante la procedura di rimescolamento danneggia gravemente la navicella e, oltre ad impedire la prosecuzione della missione, annullando il previsto allunaggio, rende estremamente difficoltoso il rientro sulla Terra, con la possibilità che i tre uomini non sopravvivano. l’intera NASA si attiva e il direttore di volo Gene Kranz (Ed Harris) mobilita tutte le forze possibili per porre rimedio alla difficile situazione; si rende determinante anche il richiamo di un componente dell’equipaggio originale: Ken Mattingly (Gary Sinise), questi trattenuto a terra a causa del sospetto di morbillo, per comporre una procedura straordinaria finalizzata a riportare sulla Terra la navicella nonostante il malfunzionamento o l’indisponibilità di molti sistemi di bordo. Il mondo intero, per tre lunghissimi giorni, seguì la vicenda con il fiato sospeso, nella speranza che i tre astronauti riuscissero a fare ritorno sani e salvi.

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“Huston, abbiamo un problema…”, ecco una delle battute più emblematiche e conosciute nell’immaginario collettivo cinematografico, in cui si rende un poco meno infinito lo spazio, rilevato, tra le prime volte, non solo come luogo e universo di viaggi, perlustrazioni, transiti ricostruibili da diari di bordo, ma anche di narrazioni, di costruzioni dell’intreccio, di diegesi. Spazio non solo interpretato in virtù della ricognizione di corpi celesti lontani e misteriosi o, per opposizione, di microcosmi perigliosi di una fantascienza ormai più che centenaria nella sua vicenda d’esplorazioni fantastiche, ma anche attraverso un aspetto nettamente autoriflessivo, sempre più frequentemente assunto da narrazioni di “spazio” dedicate solo in apparenza a mostri xenomorfi, quasar, o pianeti pensanti. Apollo 13 entra a far parte a pieno diritto di quelle opere capaci di dimostrare che il cinema nello spazio, dello spazio, non è cambiato tanto per lo sguardo, né tanto meno per l’oggetto-mondo osservato, quanto per la distanza che si ha tra l’oggetto e il soggetto scopico, fra chi osserva e chi, o cosa, è osservato all’interno delle relazioni testuali. Lo spazio di Ron Howard diviene, definitivamente, il terreno di una “colonizzazione” narrativa di significazione e tensione affatto diversa da quella attribuibile per semplici percorrenze implosive o esplosive come l’Apollo, appunto.

Dietro lo spazio, a quanto pare, non vi è nulla cui esso possa essere ricondotto. Di fronte ad esso non è possibile distrarre la propria attenzione verso qualche altra cosa. Ciò che è proprio dello spazio deve mostrarsi da se stesso. Ma ciò che è proprio dello spazio lo si può ancora dire? Dovremmo imparare a riconoscere che le cose stesse sono i luoghi e non solo appartengono a un luogo (Martin Heidegger)


Titolo originale: id.
Regia: Ron Howard
Interpreti: Tom Hanks, Kevin Bacon, Bill Paxton, Gary Sinise, Ed Harris, Kathleen Quinlan
Durata: 134’
Origine: USA, 1995
Genere: drammatico

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.5 (2 voti)