#Berlinale68 – Incontro con Steven Soderbergh e Joshua Leonard

Steven Soderbergh ha presentato oggi alla 68° edizione del Festival di Berlino, insieme all’attore Joshua Leonard, Unsane, il suo thriller psicologico interamente girato con l’iPhone. “Ho iniziato a lavorare a questo progetto – ha detto il regista – per risolvere le mie frustrazioni da cineasta, perché volevo tornare a fare film con uno spirito da adolescente. Usare l’iPhone è stato come ricominciare da capo e a questo punto non credo tornerò più indietro. Siamo in un momento di grande transizione nella cinematografia mondiale, in seguito all’uso delle tecnologie molto innovative delle camere digitali, quindi non vedo perché non trarre vantaggio da queste tecniche. Girare con l’iPhone mi ha permesso di avere un livello di controllo altissimo sul mio lavoro, potendo girare le scene da prospettive diverse senza aspettare i tempi delle macchine da presa, inoltre uno strumento così poco invasivo permette di rimanere nel mondo del film e dei personaggi senza brusche interruzioni. Oltretutto in un film come questo, in cui la tensione è sempre alle stelle, con una tecnologia del genere credo di essere riuscito ad entrare davvero nella prospettiva dei personaggi, tenendo la lente vicinissima al loro viso, e di aver dato anche allo spettatore una prospettiva diversa sulla scena”.

IMG_8321L’attore Joshua Leonard a tale proposito ha aggiunto: “Con l’iPhone la distanza tra attore e regista diminuisce radicalmente, perché il telefono si trova a pochi centimetri dal volto di chi sta recitando, è poco invasivo ed estremamente sensibile ai movimenti dell’attore. Se avessimo avuto uno strumento del genere quando abbiamo girato The Blair Witch Ptoject il risultato sarebbe stato senza dubbio più soddisfacente”.

IMG_8310“Tornare indietro a un modo di girare convenzionale – ha concluso Soderbergh – sarebbe molto frustrante, quindi credo che continuerò ad utilizzare questo strumento, cercando di fare sempre un passo avanti. Dopotutto credo che qualunque sia la tecnologia usata per un film l’autore resti comunque unico e insostituibile. E anche se spesso la tecnologia viene definita in termini negativi, io ho sempre pensato che il problema non sia nella tecnologia, ma in noi stessi. L’evoluzione ha avuto e avrà sempre un impatto sul nostro lavoro ma sta a noi cogliere i lati positivi della tecnologia”.