#Berlinale70 – Notes from the Underworld, di Tizza Covi e Rainer Frimmel

In Panorama Dokumente i due registi di Mister Universo girano forse la loro opera più diretta, in grado di farsi evocazione dei bassifondi malavitosi di Vienna negli anni ’60 come fossimo in un noir

Gli autori di Mister Universo mettono da parte le abituali strutture del loro cinema, fatto di innesti di finzione e improvvisazione su impianti documentaristici, per l’opera più diretta della loro produzione quantomeno post-Pivellina: Aufzeichnungen aus der Unterwelt raccoglie gli aneddoti e le memorie di due star dell’underworld viennese degli anni ’60, il cantante da taverna Kurt Girk e il gangster Alois Schmutzer, seduti con amici e sopravvisuti dell’epoca ai tavoli di birrerie a scolare un’altra media, o in stanze spoglie a finire l’ennesimo pacchetto di sigarette. Non c’è bisogno stavolta di approntare intorno a “Kurtl e Loisl” una sezione di ricostruzioni come di solito accade nelle opere dei due cineasti (come lo zio intruso di Der Glanz des Tages), a Covi e Frimmel qui bastano i racconti di questi personaggi mitologici, rievocazioni di nottate balorde tra sparatorie, accoltellamenti, risse e omicidi. Non sempre le versioni coincideranno, anzi le iperboli sembreranno rimpallarsi come una sorta di sfida in perfetto stile “print the legend”, a recuperare così quello slittamento che costituisce quella “magia” di cui parlammo con Tizza, e che amiamo nelle immagini dei due autori.
Ogni tanto, nei volti di questi due vecchietti che paiono oramai innocui, brilla ancora la risolutezza minacciosa della gioventù (come quando Kurtl sbotta che sparerebbe ancora oggi a tutti quelli che mentirono per mandarlo dietro le sbarre), per il resto se li vedessi soltanto cantare struggenti arie popolari al suono di una fisarmonica e sostenuti dagli avventori del locale, come accade più volte nel corso del documentario, ti sembrerebbero soltanto degli amabili ed eleganti ubriaconi.

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Ecco, Covi e Frimmel sono abilissimi nel costruire e mantenere il patto di fiducia con i due protagonisti e con tutti gli altri amori e compari che intervengono a condire queste storie di particolari sempre più romanzeschi, echi di un passato forse solo sognato attraverso i servizi della rete nazionale ORF, che il documentario utilizza a supporto d’archivio alle narrazioni incrociate. Tradimenti, rimpianti e screzi destinati a finire nella maniera peggiore: l’amarezza che a volte fa capolino nella voce di questi testimoni si riversa nel bianco e nero sporchissimo delle immagini, che trasforma Aufzeichnungen aus der Unterwelt in una mappa inedita delle strade e degli angoli bui di una Vienna di mezzo secolo fa, probabilmente mai davvero raccontata prima d’ora.
E così insieme alla città riprende vita tutto un sottobosco di figure dai tratti ultra-cinematografici, come lo spietato fratello di Loisl e l’intera banda di opponenti per il controllo sul giro delle scommesse e dei giochi d’azzardo in giro per i marciapiedi di Vienna, quando bastava solo un mazzo di carte e la dose giusta di sfrontatezza e abilità, per tentare la propria fortuna e cercare di sopravvivere almeno ad un’altra notte da “re dei bassifondi”, come in un noir.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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