Bigger Than Us. Un mondo insieme, di Flore Vasseur

Ottimo nel raccontare l’emergenza climatica e il lavoro di giovanissimi attivisti in diversi ambiti e parti del mondo. Lo slancio è meno forte nella forma filmica, a eccezione di brevi segmenti

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Diretto dalla regista Flore Vasseur, Bigger Than Us è stato presentato al Festival di Cannes nella sezione speciale Cinema for the Climate nel 2021. Nel 2022 riceve la nomination per un César al miglior documentario. La storia parte della protagonista, Melati, che da Bali in tenerissima età ha iniziato a combattere per l’abolizione delle buste e imballaggi in plastica.

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In Bigger Than Us si percorre un viaggio alla scoperta dei giovanissimi attivisti specializzati in diversi ambiti: Xiuhtezcatl Martinez che si batte contro le trivellazioni e il freaking in merito la salvaguardia della natura (Stati Uniti); Memory Banda è un attivista che ha fatto della parità di genere la sua missione (Malawi); René Silva che a 11 anni fonda il suo giornale per raccontare le cronache delle favelas, poi divenuto un icona grazie all’appoggio dei grandi media (Brasile); Mohamad Al Jounde è un 18enne vittima della guerra e che ora grazie a una scuola da lui costruita aiuta giovanissime menti (Siria); Mary Finn è impiegata nel salvare vite nel mare al confine con la Turchia (Grecia); infine Winnie Tushabe promuove l’agricoltura sostenibile come nuovo metodo di sopravvivenza delle foreste e delle biodiversità.

Il film (prodotto da Maion Cotillard) è un interessante sguardo nel mondo del dibattito, tutto neo-generazionale, sull’importanza della salvaguardia. Ma il punto focale di Bigger Than Us sta nello spiegarci come quest’ultima è ormai rivolta a ogni aspetto della società “Uomo” in rapporto alla natura e alle forze che la dominano. Infatti l’intento finale – che è sicuramente più lucido dell’intera visione e messa a fuoco registica – è proprio quello di lasciare intendere che la salvezza ormai deve obbligatoriamente passare per la costruzione di una rete comunitaria, una rete di salvataggio insomma.

Il senso che vuole inculcare Bigger Than Us è proprio un ritorno (e si spera anche un arrivo) all’ unione delle cause per cui si combatte, che poi porterà all’unione delle persone che combattono per quelle cause.

Il film si carica di un senso, un messaggio che supera ampiamente la forza visiva. Di rado accenna a scorci e scenari interessanti (per quanto ve ne siano alcuni distopici, come quello nelle infinite isole di spazzatura in Indonesia nelle quali giornalmente si depositano migliaia di tonnellate di plastica). Ecco quindi che Bigger Than Us è uno di quei casi in cui la forza che vincola (il cosa) prevale sull’immagine (il come), restando comunque una validissima presa di coscienza utile a tutti, oggi.

 

Titolo originale: Bigger Than Us
Regia: Flore Vasseur
Distribuzione: ARTHOUSE di I Wonder Pictures
Durata: 85′
Origine: Francia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
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