Box Office 2015: i promossi del primo semestre

JURASSIC WORLD (Universal)

(Incasso USA: $577,838,000 PARZIALE; Incasso Worldwide: $1,421,738,000 PARZIALE; Budget: $150,000,000)

Il franchise si era esaurito nel 2001 dopo l’addio di Steven Spielberg e il magro risultato di Jurassic Park III aveva lasciato pochi rimpianti sulla sua estinzione. Il suo ritorno era arrivato nelle sale con molte speranze anche se la rivoluzione totale del cast dava molti motivi di incertezza. Le aspettative non sono state sufficienti a contenere quello che sin dal primo giorno di distribuzione si è imposto come un memorabile record-maker. Jurassic World sta per battere il primato di seicentotrenta milioni di dollari di The Avengers e ha grandi possibilità di diventare il film più ricco del decennio. La sua cavalcata ha stupito tutti anche perchè nessuno all’inizio ci avrebbe scommesso sopra fino a quando il dato del week-end d’apertura non ha distrutto il muro dei duecento milioni e ha superato in volata il limite invalicabile del marvel-movie di Joss Whedon. I due film hanno tenuto lo stesso passo fino alla meta dei quattrocento milioni e da lì in poi Jurassic World ha staccato il rivale con l’Indominus Rex che si è presentato all’appuntamento con i cinquecento milioni ben sei giorni prima dell’avversario. Il film adesso ha davanti soltanto Avatar e Titanic ma è entrato di prepotenza negli annali e ha moltiplicato le possibilità che il 2015 venga ricordato come l’anno più redditizio di tutti i tempi.

 

Furious 7FURIOUS 7 (Universal)

(Incasso USA: $351,032,910; Incasso Worldwide: $1,511,636,779; Budget: $190,000,000)

La stagione dei colpi vincenti della Universal ha iniziato a prendere corpo quando Furious 7 è piombato sulla scena nel suo solito stile e ha confutato le ipotesi che facevo pensare ad una possibile stanchezza del marchio. Le nuove avventure di Dominic Toretto e della sua familiy hanno trasformato le disavventure della produzione in dei punti di forza e la prestigiosa firma di James Wan ha fatto il resto. La tragedia che ha colpito Paul Walker ha indubbiamente attirato una forma di curiosità verso il film ma è anche vero che Furious 7 ha continuato ad andare forte anche dopo il primo week-end. Il film ha capitalizzato al massimo l’opportunità di avere delle attenzioni supplementari e le ha mantenute anche sul lungo termine. La progressiva integrazione di altri divi dell’action all’interno del brand ha facilitato l’intercambiabilità dei protagonisti. Se c’è qualcuno che viene portato via dal destino c’è sempre la possibilità che Jason Statham lo sostituisca a dovere. Vin Diesel si prepara all’ottavo episodio e accelera invece di rallentare: il suo personaggio più amato doveva fare da sparring-partner ad Age of Ultron e lo ha battuto sul panorama worldwide con un miliardo e mezzo. Furious 7 si è tolto persino la soddisfazione di surclassare Jurassic World sul mercato cinese…

 

av295AVENGERS: AGE OF ULTRON (Buena Vista)

(Incasso USA: $454,783,082; Incasso Worldwide: $1,384,083,082; Budget: $250,000,000)

L’atteso secondo capitolo del marvel-movie definitivo ha rischiato di finire nel girone dei rimandati ma un incasso globale di un miliardo e quattrocento milioni lo ha ovviamente riabilitato da questa onta. L’all-star dei supereroi ha lasciato comunque più ombre che luci lungo la sua strada e ha sofferto molto il peso del confronto con il primo capitolo. Age of Ultron aveva l’onore di dare il kick-start della stagione estiva ma tutti speravano che potesse migliorare il riferimento di The Avengers e andare oltre i duecento milioni. Il film si è presentato con centonovantuno milioni e il distacco di quindici milioni è stato subito una nota negativa sul giudizio finale. Il fantasma del paragone non si è mai allontanato e i suoi contorni sono persino aumentati tanto che alla fine il divario è stato di centosettanta milioni sulla piazza americana mentre il gradimento ha tenuto su quella internazionale. La frustrazione per non aver sconfitto Furious 7 sui mercati mondiali è rimasta ma il marvel-movie ha ancora tanta strada davanti a sè.

 

Fifty Shades of GreyFIFTY SHADES OF GREY (Universal)

(Incasso USA: $166,167,230; Incasso Worldwide: $569,651,467; Budget: $40,000,000)

L’idea di portare sullo schermo la saga letteraria di E. L. James era allettante ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di metterla in pratica soprattutto per evitare di attirarsi lo scherno dei concorrenti. I primi a sfidare il buon gusto sono stati quelli della Universal e la concomitanza con il week-end del Valentine’s Day ha confezionato uno dei capolavori commerciali dell’anno. La scommessa è stata vinta in maniera eclatante e Fifty Shades of Grey ha avuto un esordio degno di un blockbuster che gli ha permesso di diventare il migliore esordio della storia di febbraio. La critica non si è risparmiata nessun tipo di imbarazzo nello stroncare il film di Sam Taylor-Wood ma la produzione se ne è fatta una ragione e ha festeggiato con un incasso internazionale che ha più che decuplicato un investimento a basso rischio. Jamie Dornan aveva fatto capire di non volere partecipare allo sviluppo della storia ma lo studio si è tenuto stretto la sua gallina dalle uova d’oro e Fifty Shades Darker è in uscita per il Valentine’s Day del 2017…

 

INSIDE OUTINSIDE OUT (Buena Vista)

(Incasso USA: $283,638,000 PARZIALE; Incasso Worldwide: $435,438,000; Budget: $175,000,000)

La Pixar ha scelto di prendersi un anno sabbatico dopo Monsters University del 2013 e la decisione di fare una breve pausa ha avuto dei benefici immediati. L’affollamento del mondo dell’animazione e i passi in avanti della Illumination hanno messo in crisi il suo tradizionale ruolo egemone sul genere. La Dreamworks non si è mai ripresa del tutto ma la concorrenza di Despicable Me e dei suoi spin-off ha intaccato anche il prestigio della factory di John Lasseter. Il picco storico dei quattrocentoquindici milioni di Toy Story 3 era stato seguito da un rapido declino e i volumi interazionali erano precipitati dopo aver superato il miliardo per la prima volta nel 2010. Il parziale ritorno di Monsters University era stato attribuito ad un evergeeen di Emeryville e lo studio ha preferito prendersi tutto il tempo necessario per elaborare delle idee nuove. Inside Out ha esordito quando il mercato era sconvolto dalla tempesta di Jurassic World e ha sfiorato i cento milioni nonostante le condizioni non fossero favorevoli. Il film ha il passo necessario per superare i trecento milioni finali e il suo cumulativo worldwide dovrebbe arrivare a settecento milioni. La Pixar ha risposto alle voci di una crisi creativa con il terzo migliore incasso della sua storia.

 

Pitch Perfect 2PITCH PERFECT 2 (Universal)

(Incasso USA: $183,123,000; Incasso Worldwide: $279,923,000; Budget: $29,000,000)

L’exploit di Pitch Perfect 2 è stata una tale sorpresa che la sua sfolgorante prestazione ha avvalorato una costante di questa prima parte dell’anno. La Universal è in un tale stato di grazia da trasformare in oro tutto quello che tocca. Lo studio aveva puntato sul sequel con il riferimento interessante dei sessantacinque milioni messi in cassa dal primo capitolo. Il basso costo dell’operazione ha invitato ad un nuovo tentativo ma nessuno si sarebbe aspettato che in tre giorni il musical con Anna Kendrick avrebbe pareggiato la cifra totale di due anni fa e che avrebbe poi chiuso i battenti intorno ai duecento milioni. Le avventure canore delle Barden Bellas sono passate alla regia di Elizabeth Banks e hanno raddoppiato i loro volumi su scala globale. La serie è ancora un fenomeno locale ma il traino di questo successo inaspettato potrebbe spingere ad una sua maggiore promozione all’estero. Se il tentativo andasse a buon fine il mercato avrebbe tirato fuori un nuovo franchise praticamente dal nulla e con delle prospettive invitanti che ancora non sono state sfruttate in pieno.