Straordinaria rilettura degli anni '50 piena di riuscitissime gag sull'imprevedibilità del futuro e uno sguardo appassionato verso Frank Capra, Un cult. Da oggi al cinema per il 40° anniversario.
La realizzazione completa dell’ambizioso sogno autoriale del controllo assoluto di ogni dettaglio della messa in scena. Il cineasta gioca non solo con lo spettatore, ma anche con il suo protagonista
Una scommessa audace del cineasta che riesce a trasformare Kal El in un terrestre ancora più goffo di Clark Kent. Una soluzione semplice ed arrogante in una sfida sostanzialmente vinta.
Il cineasta rinnova senza tradire il copione di David Koepp e realizza davvero un nuovo film di Jurassic Park con due pesi massimi come Scarlett Johansson e Mahershala Ali
Si svolge in uno spazio mentale in cui l’indulgenza verso le colpe degli altri conta molto più dell'azione. C'è lo strascico di sfumature indie, tuttavia il risultato finale è affascinante.
Non costruisce nuovi mondi ma cala Jack Black e Jason Momoa in quelli più familiari del popolare sandbox-game. Non ha il coraggio di esplorare strade nuove e resta un'occasione persa
Come far resuscitare senza scalfire il ricordo de Il gladiatore? Potrebbe essere uno dei fallimenti commerciali più divertenti, avvincenti ed eccessivi di questo decennio.
Nella sua apparenza di un giallo classico e ben strutturato, nasconde il supremo inganno allo spettatore. Tra i titoli fondamentali del genere del cinema italiano.
Pacifica il complicato multiverso hollywoodiano di Spider-Man e mette d’accordo le sue diverse generazioni di fan con la prima riflessione metacinematografica sul MCU.
Argento e Tovoli lavorano sullo spazio per dare allo spettatore un costante senso di oppressione. Forse il punto più alto della carriera del regista. Da oggi in sala.
Un pronto riscatto rispetto al primo capitolo soprattutto grazie alla sceneggiatura di Alex Kurtzman e di Roberto Orci. Così Peter Parker torna a fare i conti con il suo potere.
Un requel a tutti gli effetti e lo schema della trama non si distacca molto dal prototipo di de Bont. Ma qualche sfumatura poetica del midwest lo porta un po’ oltre il terreno del blockbuster ludico
Nella sua apparenza di un giallo classico e ben strutturato, nasconde il supremo inganno allo spettatore. Tra i titoli fondamentali del genere del cinema italiano. Da domani in versione restaurata.
Wes Ball potrebbe creare una nuova epica delle scimmie senza gli uomini? Purtroppo, il suo film è solo una nuova, pur spettacolare, declinazione dello scontro evolutivo.
Infantile, rumoroso e divertente come un bambino che inventa una storia per una battaglia tra pupazzi nella sua cameretta. Non ha nessun elemento memorabile ma è confezionato in maniera accattivante.
Si affida a Millie Bobby Brown e ad una declinazione fantasy di Eleven. Troppo infantile per essere un horror ma è troppo violento per essere un film per famiglie. Netflix
Ha appena i requisiti minimi per resistere due ore. Per quello che è lo stato di salute del MCU, è già una notizia. Ma malgrado Dakota Johnson, il film è una grande delusione.
Argento e Tovoli lavorano sullo spazio per dare allo spettatore un costante senso di oppressione. Forse il punto più alto della carriera del regista. Da oggi in sala.
Ha la libertà di chi non ha niente da perdere e si congeda dal DCEU con un film di puro intrattenimento anche se la superficialità dell’operazione non lascerà un’impronta durevole nella memoria
Il regista ha fatto tesoro della sua esperienza nei blockbuster ma non ha perso il suo punto di vista umano e lo fa tornare alle sue origini autoriali restituendogli il controllo della sceneggiatura
In bilico tra la commedia e la fantascienza distopica, è efficace dal punto di vista del ritmo del racconto ma lo è molto meno quando si tratta di mettere a nudo i sentimenti dei suoi eroi.
Nella sua apparenza di un giallo classico e ben strutturato, nasconde il supremo inganno allo spettatore, messo in crisi nella sua percezione delle cose. Da oggi in sala restaurato in 4K.
Distrugge le convenzioni senza un motivo specifico ma per il divertimento di farlo ed è ancora uno dei film più spontanei e meno ambiziosi di tutti i tempi. C’è mai stata una commedia più irrive
Il film d’addio di James Gunn ribadisce che nessun cliffhanger funziona se il pubblico non sente che i personaggi sono i suoi migliori amici. E la trama ha un inedito tono malinconico.
Adam Sandler e Jennifer Aniston tornano sulla scena del crimine di una sceneggiatura di James Vanderbilt. La trama è esile e lo stile piatto ma non manca qualche risata.
È sempre più una storia afroamericana ma non rinnega nessuna situazione tipica di un balboa-movie. Soffre molte ingenuità ma alla fine regge bene sia sul piano emotivo che su quello del ritmo.
Viene fagocitato dal multiverso, non riesce a liberarsi da un manierismo sempre più insistente e anche e il ricambio dei personaggi non è più completamente all'altezza.