Box Office 2015: i rimandati del primo semestre

CHAPPIE (Sony/Columbia)

(Incasso USA: $31,569,268; Incasso Worldwide: $102,069,268; Budget: $49,000,000)

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L’esordio di Neill Blomkamp aveva fatto gridare al miracolo e l’ottimo rendimento internazionale del low-budget District 9 era stato salutato come la salvezza della fantascienza. Il suo percorso successivo è stato simile a quello dell’altro newcomer Gareth Edwards e per entrambi il passaggio decisivo al blockbuster non è stato in linea con le attese. Chappie è stato un ritorno alle origini e le spese contenute gli hanno permesso di incassare il doppio del suo costo ma il conto finale ha anche rafforzato la sensazione che era stata lasciata dal mancato salto di qualità di Elysium. L’effetto sorpresa è svanito e il regista sudafricano sta lentamente perdendo il credito che si era guadagnato. Un cumulativo mondiale da centodue milioni non era quello che ci si aspettava dopo le brillanti premesse e le sue mani diventano sempre più inaffidabili. Neill Blomkamp potrebbe funzionare solo in un contesto limitato e mettergli in mano dei grandi capitali potrebbe non essere redditizio.

 

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??????????CINDERELLA (Buena Vista)

(Incasso USA: $200,587,758; Incasso Worldwide: $539,287,758; Budget: $95,000,000)

Il film di Kenneth Branagh ha avuto un ampio consenso critico ma il verdetto del pubblico non ha corrisposto la grande fiducia nel trionfo che aveva accompagnato la sua distribuzione. La posizione del calendario in concomitanza con le festività pasquali era perfetta ma Cinderella non ha sfondato nonostante le condizioni di partenza gli fossero state cucite su misura. L’idea della Disney di fare una versione live-action dei suoi grandi classici era andata decisamente meglio con il primo tentativo di Maleficent e il pur ragguardevole traguardo del mezzo miliardo worldwide non ha convinto fino in fondo. Il confronto tra i due film ha contato un divario americano di quaranta milioni e un gap internazionale che è salito fino a duecentotrenta milioni. I costi di produzione si sono virtuosamente dimezzati ma il progetto di sfornare successi in serie sulla base del proprio repertorio ha subito un brusco ed inatteso rallentamento.

 

FRD-22003.JPGMAD MAX: FURY ROAD (Warner Bros.)

(Incasso USA: $149,352,509; Incasso Worldwide: $358,652,509; Budget: $150,000,000)

La Warner Bros. aveva scommesso centocinquanta milioni sul rilancio di un franchise di cui non si avevano più notizie dal 1985. L’azzardo ha avuto un ritorno complessivo di trecentocinquanta milioni ma la produzione si è salvata dal baratro solamente con il bonus delle entrate dall’estero. Il film non ha pareggiato le spese in casa e questo ha minato la certezza che Tom Hardy avrebbe vestito a lungo i panni dell’eroe post-apocalittico. L’attore resta una grande promessa che non ha ancora trovato un adeguato e duraturo trampolino di lancio. Mad Max: Fury Road ha risentito del potere di attrazione di un film come Furious 7 e la competizione impossibile per lo stesso tipo di pubblico non gli ha giovato. Lo studio potrebbe dare un’altra chance al personaggio ma sicuramente con un rischio minore e con un progetto economicamente ridimensionato. Il timido esordio in patria aveva fatto temere un flop memorabile ma la catastrofe scongiurata non ha nascosto una strada che è stata sempre in salita.

???????????????????????????????????????????????????TAKEN 3 (20th Century Fox)

(Incasso USA: $89,256,424; Incasso Worldwide: 325,771,424; Budget: $48,000,000)

Liam Neeson doveva essere il mattatore invernale ma la sua agenda non aveva fatto i conti con il clamoroso colpo di coda di Clint Eastwood. La travolgente cavalcata di American Sniper ha penalizzato soprattutto la star dell’action e gli ha impedito di chiudere degnamente la sua trilogia più seguita. L’attore riscoperto da Luc Besson si è mantenuto su dei livelli tra spese e ricavi che farebbero invidia a molti suoi colleghi ma il film ha perso per strada una cinquantina di milioni rispetto al solito. Il dato più preoccupante è stato che per la prima volta il suo vendicatore non ha scavalcato il muro dei cento milioni sulla piazza americana. Taken 3 è arrivato al momento giusto e ha messo fine ad una brillante operazione commerciale prima che diventasse stucchevole. Le tendenze a ribasso di Liam Neeson sono state confermate dal tonfo di Run All Night che è seguito poche settimane dopo. Il suo nome ha ancora una buona tenuta all’estero ma la simpatia degli spettatori di casa si è chiaramente appannata.

 

HOMEHOME (20th Century Fox)

(Incasso USA: $175,508,037; Incasso Worldwide: $368,508,037; Budget: $135,000,000)

La Dreamworks si era lentamente inabissata in una crisi dai contorni poco definibili. L’esaurimento dei suoi franchise storici e la penuria di nuove idee avevano toccato un punto di non ritorno che non teneva conto del suo passato e fondamentale contribuito alla rinascita dell’animazione. I centosettantacinque milioni di Home sono stati una boccata d’ossigeno per chi si stava rassegnando ai miseri rendimenti di Turbo e di Penguins of Madagascar. La cifra si è difesa nello storico degli incassi dello studio ma non ha reso molto bene sullo scenario internazionale. Il suo cumulativo worldwide si è fermato molto sotto ai quattrocento milioni quando gli standard di un tempo si accontentavano a fatica del mezzo miliardo. La letteratura illustrata di Adam Rex potrebbe diventare un buon serbatoio ma la sua notorietà dovrebbe uscire fuori dai confini nazionali. La debole ripresa è stata incenerita da Inside Out della Pixar in meno di due settimane e la velocità della resa ha dimostrato che la Dreamworks è lontana da un ritorno alla competitività.

 

s4 (1)SPY (20th Century Fox)

(Incasso USA: $99,182,505 (PARZIALE); Incasso Worldwide: $205,182,505 (PARZIALE); Budget: $65,000,000)

Melissa McCarthy ha conquistato la commedia americana in modo così rapido da aver seminato la confidenza che la sua discesa sarà altrettanto repentina. Il suo progetto personale di Tammy aveva avuto un riscontro ben diverso da quello di The Heat e il fatto di aver mancato i cento milioni era stato interpretato come un segno di declino. L’attrice è tornata ad affidarsi alle mani sapienti di Paul Feig ma il ritorno alle cure del regista che l’ha lanciata con Bridedmaids non ha offerto un cambiamento significativo. Spy ha raggiunto a fatica i cento milioni anche se Melissa McCarthy è stata l’unica a raggiungere questo traguardo nel contesto del genere. La contemporanea delusione di Get Hard con Will Ferrell e Kevin Hart ha testimoniato una più generale difficoltà della commedia in questa prima parte del 2015. Le quotazioni dell’attrice non sono in caduta libera ma la sua ascesa si è fermata e solo il tempo dirà se la colpa è della disaffezione del pubblico nei suoi riguardi oppure di una più diffusa mancanza di attenzione verso la risata facile.