Box Office USA 19 marzo 2014

Mr. Peabody & Sherman ha sfruttato la tradizionale longevità dei film di animazione e si è preso la rivincita su 300: Rise of An Empire. I due titoli hanno duellato fino all'ultimo e la sfida si è decisa in volata sulla linea dei venti milioni di dollari. La Dreamworks è ancora scossa da una serie di disavventure commerciali e dalla debacle estiva di Turbo: il ritorno al primo posto è soltanto una parziale consolazione. Mr. Peabody & Sherman dovrà faticare fino all'ultimo per conseguire l'obbiettivo minimo dei cento milioni di dollari e le notizie dai mercati internazionali sono appena sufficienti: il recupero delle spese non è in discussione ma è difficile che il film possa ottenere qualche altro traguardo. La concorrenza con la rinascita della Walt Disney e con l'ascesa della Illumination sta appesantendo il suo passo e sta togliendo tutte le certezze allo studio. 300: Rise of an Empire non ha ripetuto l'exploit del primo capitolo ma ha meno problemi da risolvere: la quota dei cento milioni dovrebbe essere raggiunta con poca fatica e il film ha raccolto quasi duecentocinquanta mlioni sulla scena worldwide: la nuova avventura degli spartani non ha avuto un risultato memorabile ma è stata comunque un buon successo di pubblico. Le previsioni iniziali non erano delle migliori: il tracollo invernale di The Legend of Hercules e di Pompeii avevano azzerato le quotazioni del peplum-fantasy: Rise of An Empire dovrebbe persino superare la prestazione sottotono di un kolossal come Wrath of the Titans del 2012. La ripetizione della battaglia per il primato è stata possibile perchè le new releases non hanno inciso come avrebbero dovuto: la delusione più grande è arrivata da Need for Speed di Scott Waugh. L'esordio in grande stile di Aaron Paul è andato meglio all'estero che in patria ma in ogni caso non ha fatto segnare dei numeri da ricordare: l'eroe di Breaking Bad ha sciupato la prima occasione di affermarsi sul grande schermo. Tyler Perry non ha avuto notizie migliori: la quota degli spettatori afroamericani si sta inflazionando e le affermazioni di Think Like a Man del 2012 e di Best Man Holiday del 2013 hanno intaccato l'egemonia del commediografo. The Single Mom's Club ha confermato che il suo pubblico non è fedele al suo nome come a quello di Madea Brown: il film è stato il peggiore esordio della sua carriera. Frozen ha resistito tra le prime dieci posizioni per la diciassettesima settimana consecutiva: una persistenza che non si registrava da tempo e che potrebbe fargli scavalcare anche il muro dei quattrocento milioni. Le entrate globali del nuovo classico della Disney hanno permesso l'ingresso nel club esclusivo del miliardo di dollari. Wes Anderson è ancora confinato nel circuito dei selected theatres ma The Grand Budapest Hotel ha messo a segno la media per sala più alta del week-end.

 

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