Carlo Verdone in uno spot per la ricerca sulla fibrosi cistica

 Carlo Verdone

L'attore e regista romano mette a disposizione della ricerca le proprie manie in materia di medicina, prestando il suo volto per un simpatico spot realizzato per la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica – onlus e diretto dall’amico e critico cinematografico Giovanni Bogani.

Carlo VerdoneIl noto attore e regista Carlo Verdone (prossimamente al cinema con Vicini per caso), famoso per essere un grandissimo appassionato di medicina ed esperto di farmaci (nel 2007 l’Università Federico II di Napoli l’ha omaggiato con una targa di riconoscimento con citazioni tratte dal Giuramento di Ippocrate), ha messo a disposizione il suo volto e la sua simpatia per realizzare uno spot pubblicitario a favore della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica – onlus. Lo spot, diretto dal critico cinematografico Giovanni Bogani coadiuvato nella direzione artistica da Clab Comunicazione, sarà on air sulle reti Rai, Mediaset e Sky.

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Questa mattina a Roma, presso la Terrazza degli Aranci del Rome Cavalieri – Waldorf Astoria Hotel & Resorts, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dello spot, la cui durata è di 30 secondi. Hanno partecipato, oltre a Carlo Verdone e Giovanni Mogani, Graziella Borgo, vicedirettore della Direzione Scientifica della Fondazione, e Matteo Marzotto, del Consiglio di Amministrazione.

Al termine dell’incontro Carlo Verdone ha ricevuto in dono una scultura a forma di farmaco realizzata da Antonio Lo Pinto.

 

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La fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa: colpisce molti organi, in particolare polmoni e pancreas. Il danno ai polmoni determina la qualità e la durata della vita, portando alla fine all’impossibilità di respirare. Un neonato ogni 2500 è malato di fibrosi cistica, ogni settimana nascono 4 nuovi bambini e una persona muore di questa malattia. In Italia c’è un portatore sano ogni 25 persone e quasi sempre non sa di esserlo.

 

La conferenza stampa è stata anche un’occasione per soffermarsi, ancora una volta, sull’importanza della ricerca, del sostegno economico alla sanità e all’università, e dunque a tutti coloro che dedicano la propria vita per trovare nuove cure.

 

 

Come è nata l’idea di realizzare uno spot?

Giovanni Bogani: L’idea è nata dal Rotary Club di Firenze, grazie a un’idea dell’avvocato Renzo Gambi e di Carlo Verdone. Avevamo pensato di realizzare una serata di raccolta fondi invitando l’amico Carlo che però non poteva essere lì e allora abbiamo realizzato un video, che poi è diventato uno spot. E’ una piccola gag di 30 secondi in cui Verdone recita la parte di un medico un po’ nervoso che al telefono spara nomi di ricette e di medicinali a improbabili signore all’ascolto. Nella seconda parte cambia gli occhiali e diventa serio, promuovendo la sensibilizzazione. E’ un esempio di campagna pubblicitaria a costo zero. Abbiamo realizzato il filmato in 10 minuti, Carlo si inventava i nomi delle medicine ed era molto divertente. E’ stata interessante l’idea di usare una figura negativa, quale quella del medico nervoso e ossessivo, per dire qualcosa di assolutamente positivo, come fosse una legge del contrappasso.

 

 

Fondazione FFCPerché hai partecipato allo spot?

Carlo Verdone: Io sono sempre stato sensibile a questo genere di messaggi, ho già partecipato a delle campagne di sensibilizzazione sulla lotta contro il cancro, oppure contro malattie in Africa. La fibrosi cistica è una malattia particolare, è complicata e genetica. Per me è un atto dovuto, significa dare un senso a quello che faccio e per questo ringrazio la Fondazione. Un volto noto ha il dovere di dare al pubblico visto che ha ricevuto tanto da questo. Io vivo in un quartiere di anziani, che spesso mi chiedono di andarli a salutare per attenuare le loro sofferenze visto che spesso sono malati, per portare un po’ di allegria. Quando torno a casa sono sempre un po’ triste ma nello stesso tempo sollevato perché so che il mio lavoro è servito a qualcosa, ho dato un senso a quello che faccio perché ho distratto dai dolori.

 

 

Che diffusione ha questa malattia?

Dott.sa Graziella Borgo: Ci sono due versanti della malattia, quello dei portatori e quello dei malati. Il gene portatore è stato scoperto nel 1989 e da allora la ricerca è andata molto avanti. I portatori sani non sono malati e non hanno alcun sintomo, scoprono la malattia nel momento in cui hanno dei figli con altri portatori che non sapevano di esserlo – in questo caso c’è un quarto di probabilità che il figlio venga malato. Ogni 25/30 persone c’è un portatore. Una coppia su 600 è fatta di portatori. Ogni settimana nascono 4 bambini malati. La ricerca attualmente si sta impegnando per trovare dei metodi per identificare i portatori, in America c’è già un test ma costa molto e ci sono varie difficoltà. Fino a trent’anni fa i malati non arrivavano all’età adulta, adesso sì perché ci occupiamo di curare i sintomi. Il nostro obiettivo sarebbe quello di trovare un qualcosa di risolutivo per la malattia, magari una pillola da tenere in tasca e prendere al mattino.

Adesso abbiamo avviato un progetto di ricerca del valore di 70000 euro, coordinato da Mario Romano (Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Chieti-Pescara, Lab. Medicina). Lo studio è incentrato sul ruolo dell’endotelio vascolare nell’infiammazione causata dalla fibrosi cistica. A questo fine abbiamo avviato la raccolta fondi alla quale tutti possono partecipare con un sms o una chiamata al numero 45507.

 

Fondazione FFCQual è il tuo ruolo e quali le tue attività all’interno della Fondazione?

Matteo Marzotto: Ho perso mia sorella lo stesso anno in cui è stato scoperto il gene della fibrosi cistica. La mia è una storia d’amore. Io Sono cofondatore della Fondazione, do un contributo nell’organizzazione, presto il mio volto nelle occasioni in cui è possibile parlarne. La nostra attività è iniziata nel 1997, attualmente ci sono 110 gruppi sparsi per l’Italia dai quali provengono il 55/60% dei finanziamenti annuali. Adesso sono alle prese con la seconda edizione dell’FFC Bike Tour che è una fatica divertente: insieme ai tre amici Max Lelli, Davide Cassani e Fabrizio Macchi percorreremo in tandem 1100 kilometri attraverso la penicola.

 

Alcuni dei prossimi appuntamenti della Fondazione:

 

– Dal 14 al 19 ottobre il Bike Tour

– Il 28 ottobre a Roma il concerto “Vorrei..” con i cantanti più famosi del momento.

– Appuntamento nelle principali piazza italiane nei weekend di ottobre con la vendita dei ciclamini.

 

 

Dall’11 al 20 Ottobre è possibile donare, grazie al numero 45507, 2 euro per ciascun sms inviato da rete mobile (Tim, Wind, Vodafone, Tre, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca) e fissa (Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e TWT).

 

Per ulteriori informazioni: http://www.fibrosicisticaricerca.it/

 

Lo spot:

 

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