CINELATINO 2011

Bergamo, 14-18 giugno 2011

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CORSO ESTIVO DI CRITICA CINEMATOGRAFICA DAL 15 LUGLIO

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CINELATINO 2011 – QUARTA EDIZIONE

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CORSO ESTIVO DI SCENEGGIATURA (IN PRESENZA) DAL 24 AL 28 GIUGNO

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Bergamo, 14-18 giugno 2011
Dal 14 al 18 giugno, a Bergamo, in Auditorium di Piazza Libertà e a Esterno Notte, si svolgerà la quarta rassegna dedicata al cinema latinoamericano.
L’iniziativa è promossa da TenarisDalmine, organizzata da Gamec, Fondazione Dalmine, Fundación Proa e Bergamo Film Meeting, curata da Sara Mazzocchi (Gamec) e Angelo Signorelli (Bergamo Film Meeting).
Dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna l’appuntamento con i film realizzati nei paesi dell’America Latina, un continente che presenta una ricca costellazione di situazioni geopolitiche in movimento, che stanno vivendo profondi cambiamenti sia sul piano istituzionale che su quello sociale e antropologico. Ben sette quest’anno sono i paesi rappresentati: Argentina, Perù, Colombia, Uruguay, Cile, Costarica, Messico. Le opere proposte hanno ricevuto significativi riconoscimenti nei più importanti festival internazionali.
Grazie anche alla collaborazione con il Festival del Cinema Africano d’Asia e d’America Latina, Cinelatino raccoglie il meglio delle produzioni provenienti dalle singole realtà nazionali.
 
La rassegna di quest’anno si caratterizza per una forte attenzione al contemporaneo, alle storie quotidiane, alle incrinature di una borghesia che si sta sempre più occidentalizzando, a personaggi che incarnano disagio, marginalità, fatica ad adattarsi a un mondo ancora segnato da conflitti e grandi differenze sociali, dove convivono arcaicità, tradizione, superstizione e spinte moderniste.
Paesaggi urbani affollati, interni fatiscenti e caotici, quartieri periferici, ma anche la natura, ora vasta ora indifferente, ora rigogliosa ora inquietante, fanno da scenografia alle vicende, in un contesto narrativo dove la sorpresa si mescola al mistero, l’eccentricità alla fatica di vivere, la disperazione alla voglia di sopravvivenza e di riscatto. Ma il cinema latinoamericano non rinuncia mai allo humour, alle deviazioni nell’universo fantastico, alle storie un po’ surreali, ad attingere alla parte irrazionale e incontrollabile dell’esistenza.
 
È un personaggio poco loquace, chiuso nel suo mondo ma ostinato nella sua passione maniacale, la protagonista di Rompecabezas, il bel film dell’argentina Natalia Smirnoff. Maria è una donna sulla cinquantina, ancora piacente, religiosamente attratta dai puzzle, ai quali affida totalmente la sua concentrazione. Nel ricomporre le numerose tessere, ha un metodo tutto suo ma che funziona e le permette di partecipare a un importante torneo in compagnia di un uomo verso cui prova qualche brivido tardivo. La sua dedizione interseca la vita degli altri componenti della famiglia, che la guardano come se fosse non del tutto a posto.
Il peruviano Octubre, realizzato dai fratelli Daniel e Diego Vega, è la storia di Clemente, che per mestiere presta denaro, di una bambina di pochi mesi che si trova costretto ad accudire e della sua vicina di casa, alla quale chiede aiuto per risolvere alcuni problemi di gestione quotidiana. In questo modo si costruisce una specie di famiglia, dove non mancano relazioni sessuali e definizioni di ruolo, egoismi e ricatti, fastidi e incomprensioni. L’uomo difficile e introverso, poco abituato alla vita sociale: il suo appartamento, per lui di volta in volta un rifugio e l’ufficio per le sue transazioni, si trasforma in una vera e propria casa, popolata di quegli affetti e di quelle tensioni di fronte ai quali egli si trova del tutto impreparato.
Dalla Colombia arriva Los colores de la montaña di Carlos César Arbeláe, che ha come protagonisti tre ragazzini vivaci che vivono in un villaggio colombiano visitato di tanto in tanto dai guerriglieri. Il pallone di Manuel, la cosa più preziosa che possiede, finisce in un campo minato. Come riuscire a recuperarlo? Il film, attraverso le avventure dei tre piccoli compagni di gioco, racconta la Colombia di oggi, lo scontro tra i guerriglieri e l’esercito, la difficoltà di vivere in un territorio martoriato da conflitti violenti, il dramma dell’esilio e l’impossibilità di condurre una vita normale. Ma la tenacia di Manuel è più forte di qualsiasi ostacolo.
Il dramma della disoccupazione, quello che oggi può far dire che tutto il mondo è paese, è al centro di Norberto apenas tarde, di Daniel Hendler, una co-produzione uruguayana e argentina. Norberto rimane senza lavoro, ma non ha il coraggio di dirlo alla moglie Silvia. Egli è sostanzialmente una persona timida e reticente che poco si adatta ai modi aggressivi e falsi di chi lo vorrebbe coinvolgere in una nuova professione. Nel suo girovagare, Norberto si iscrive a un corso di teatro, con cui spera di liberarsi della sua timidezza e ritrovare la stima di Silvia e dei suoi compagni di lavoro. Film intimista che si avvale dell’ottima di interpretazione di Fernando Amaral, molto bravo nel tradurre, con il corpo lo sguardo e la voce, il carattere di Norberto, il suo impaccio, le sue innumerevoli perplessità davanti al mondo che lo circonda.
Il costaricano e messicano Agua fría de mar, di Paz Fábrega, inizia con l’incontro notturno sulla spiaggia  tra una coppia di giovani benestanti in vacanza e una bambina che si inventa di essere scappata di casa per sfuggire alle molestie dello zio. La giovane donna, lasciata sola dal marito che di giorno si assenta per lavoro, decide di andare alla ricerca della piccola, ma la vispa creatura è scomparsa senza lasciare tracce. Il loro ritrovarsi la porterà ad aprire gli occhi su di sé e la sua vita privilegiata, ma drammaticamente vuota. Un’opera prima di grande tensione, abile nel fare dialogare, prima a distanza e poi nella contiguità di una reciproca anche se sospettosa attrazione, due “donne di età diversa” e due mondi molto distanti tra di loro.
Lucia, del cileno Niles Atallah, si svolge nel 2006, durante le settimane trascorse tra il funerale di Pinochet e le festività ntalizie. Lucia, la protagonista, lavora come cucitrice e condivide l’appartamento dove abita con il padre Luis. Il regista ci parla del suo paese e degli sforzi fatti dalle persone per riprendersi dopo gli anni crudeli della dittatura militare. Ma lo fa attraverso l’allusione, concentrandosi sulle piccole tracce lasciate dalla storia nella vita quotidiana e sui suoi effetti sui caratteri individuali. Interessante è l’uso, in alcuni momenti, dell’animazione fotografica ottenuta con la tecnica della ripresa fotogramma per fotogramma.
Ultimo film della rassegna è il messicano Martha di Marcelino Islas Hernández, che racconta le reazioni di una anziana donna che, dopo trent’anni di lavoro, di punto in bianco riceve il benservito dal giovane datore di lavoro, preso dalle grazie della procace segretaria e dall’esigenza di rinnovare le tecnologie per la gestione dell’attività. La disperazione la porta alla decisione di togliersi la vita, ma il destino ha ancora in serbo per lei altre sorprese. Un esordio riuscito e spiazzante quello del giovane Hernández, che nel solco di una felice tradizione del cinema messicano, coniuga con mano sicura la commedia nera con il grottesco e il dramma.
14-17 giugno: Auditorium di Piazza Libertà
Piazza della Libertà
24124, Bergamo
 
18 giugno: Esterno Notte, cinema all’aperto
Cortile Biblioteca Caversazzi
Via Torquato Tasso 4,
24124, Bergamo
 
Ingresso
Intero: € 5
Ridotto: € 4
 
Info
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