"Cloud Atlas", di Tom Tykwer, Andy e Lana Wachowski

Cloud AtlasFilm impossibile, inevitabilmente fragile e prezioso questo Cloud Atlas. Tratto dal romanzo di David Mitchell, l'ultima fatica firmata dai fratelli Wachowski e Tom Tykwer è un'opera ambiziosissima, smisurata nelle dimensioni e nella confezione che mette insieme registri narrativi e visivi spesso diversissimi per farli confluire in una visione olistica del cinema che senza fatica coniuga l'ormai consueta complessità teorica wachowskiana con un senso dello spettacolo assoluto. Un flusso di immagini ed emozioni che attraversa cinque secoli sorreggendosi su impalcature tematiche ricorrenti nella filmografia dei tre registi: la lotta contro i poteri forti, la propensione per scenari apocalittici, il set come mondo che apre altri mondi cinematografici, il destino, la mutazione come condizione salvifica e sacrificale necessaria. Tanta carne al fuoco per un'opera che inaspettatamente sorprende proprio per la sua coerenza interna, per le risonanze romantiche e concettuali a cui i vari segmenti narrativi rimandano.

1849. Nel Pacifico del Sud l'avvocato americano Adam Ewing si ritrova in affari con il Reverendo Horrox e durante il lungo viaggio di ritorno in mare stringe amicizia con lo schiavo di colore Atua. Un incontro che gli salverà la vita e modificherà la sua visione sullo schiavismo. 1936. Il compositore Robert Frobisher diventa apprendista del grande compositore Vyvyan Ayrs. Insieme a lui scriverà l'opera misicale The Cloud Atlas Sextet. 1973. A San Francisco la reporter Luisa Rey viene a conoscenza di un dossier che accusa i dirigenti di una centrale nucleare i cui intenti sono una seria minaccia per la popolazione mondiale. Inghilterra 2012: l'editore Timothy Cavendish è alle prese con violenti creditori che lo costringono a trovare rifugio in una casa di cura. 2144 Nuova Seoul: Sonmi 451 è progettata per essere una semplice cameriera di un ristorante all'interno di un mondo in cui la società totalitaria ha avuto la meglio sulle classi più povere. Grazie al rivoluzionario Hae-Joo riesce a fuggire e a diventare un'eroina della resistenza. 2321. Dopo la Caduta il mondo sembra tornato a uno Cloud Atlasstato primitivo. Il pastore Zachry si imbatte nella Presciente Meronym, la quale costringerà l'uomo a rivedere le proprie credenze ancestrali e il proprio destino.

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Continua a essere un cinema di anarchia rivoluzionaria e politica quello di Andy e Larry Wachowski, ai quali aggiungiamo piacevolmente anche il tedesco Tom Tykwer, qui alla sua prova migliore dai tempi di Lola corre, persino coerente (suo è l'episodio che ha per protagonista Halle Berry ambientato nel 1973) con il precedente – e non riuscitissimo – The International. Nel rimasticare influenze letterarie, musicale e filolosofiche, forse mai come in questo caso il discorso dei Wachowski ha goduto di una così abbondante erogazione cinefila: passiamo disinvoltamente dal cinema misterico di Peter Weir a Blade Runner con innesti di Cocoon, il cinema complottistico anni '70 e Zardoz di John Boorman. In questo gioco metamorfico con il travestimento – Hanks, Berry, Broadbent, Sturgees, compaiono tutti in più ruoli con buona abilità mimetica e largo uso di make-up – e il passaggio (fisico, mentale, sentimentale e temporale) Cloud Atlas riscrive le geografie dello spazio e del corpo.

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Titolo originale: id.
Regia: Tom Tykwer, Lana Wachowski, Andy Wachowski

Interpreti: Tom Hanks, Halle Berry, Hugh Grant, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess, Susan Sarandon, Ben Whishaw, Doona Bae, James D'Arcy, Keith David
Origine: Usa, Germania 2012
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 170'

 

7 commenti

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    un film meraviglioso!

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    film noioso alla massima potenza. esperimento ardito ma assolutamente non riuscito. Narrazione eccessivamente lunga per il messaggio spicciolo che veicola. visivamente il capitolo di Somni 451 è il più bello. riuscitissimi i cattivi del futuro postapocalittico.

  • Psicogeografico
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    Quando in una recensione leggo due chilometri di sinossi, un frullato di cinefilia post-digitale e la parola 'concettuale' sbattuta come una braciola, ovvero senza farsi carico di alcun concetto, ho la sensazione di aver a che fare con Manuel Fantoni e non con Carlo Valeri . Ma forse è tutto pertinente, Roma, sentieri selvaggi, le interviste in ginocchio a marco mueller e steve della casa, il contesto della regione lazio che ormai ha mutato tutto il sistema percettivo dei romani nel rapporto servile con gli apparati (cloud atlas è un film sulla vostra, la mia, la nostra esistenza frattale) i corsi che vi hanno bruciato il cervello , i commenti dei collaboratori fedeli come pluto (il cane) che si scelgono un nick da utente qualsiasi 'per creare quell'illusione Social da bravo schiavetto post identitario, tutta una famiglia di 'simpatici' cazzari, quelli che , come direbbe il buon tom waits, ti venderebbero' un buco di culo di topo per anello nuziale'. Ma …

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    @psicogeografico non sta molto bene,sembra. Che ti é successo ti hanno chiuso le porte in faccia in redazione? Eri un redattore e sei stato cacciato via? Che hai contro sentieri selvaggi da tirar fuori tutta questa rabbia non spiegata? E soprattutto cosa c'entra con il film? Quali frustrazioni personali manifesti in un commento isterico come questo? Mi fai pensare a Tarantino che dice che starebbe meglio se avesse una donna con se….forse devi solo curarti! Ah Cloud Atlas é bellissimo!!!!

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    @psicogeografico. Hai fatto bene a specificare Pluto il cane. All'inizio pensavo a Pluto la divinità latina. Oppure Pluto il pianeta. E poi è bello vedere quanto capisci del rapporto servile che noi romani abbiamo con gli apparati…

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    A psicopatico io la braciola la sbatto sempre concettualmente, puoi giurarci!

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    ma poi chi diavolo sarebbe Pluto il cane?