Compromessi Sposi, di Francesco Miccichè

Sarà che in Italia i ragazzi sono effettivamente pochi, sarà che è terribilmente complesso raccontare le turbe di un teenager se sei più vicino alla pensione che alle indimenticabili estati passate in bicicletta, ma il cinema italiano continua a mostrare limiti atavici nel dipingere i giovani ed i loro mondi, le loro paure, i loro conflitti. C’è davvero da preoccuparsi se i nuovi liceali dovessero essere davvero tanto frivoli, esacerbati dai social, poco combattivi, come un certo cinema si ostina a raccontarli.
La questione è duplice: o i giovani d’oggi sono davvero così – per buona pace dei sognatori – o padri e figli in questi anni hanno smesso di dialogare tra loro in maniera netta, definitiva. O entrambe le cose.
E da inserire nella lista dei prodi che provarono ad invertire la tendenza, raccontando una gioventù diversa, salvo poi sventolare bandiera bianca agli affondi del nemico, c’è l’ultimo film di Francesco Miccichè.

In un universo filmico in cui, se sei under 25, puoi fare o il rapper (per rimanere su immaginari recenti vedasi L’agenzia dei bugiardi) o il blogger, gli autori di Compromessi Sposi si sono spinti sulla seconda opzione per raccontare la storia di Ilenia (Grace Ambrose) e Riccardo (Lorenzo Zurzolo). Influencer di Gaeta lei, belloccio figlio di papà lui, i due dopo una festa in spiaggia si innamorano e decidono di sposarsi.
Non fosse che i genitori rappresentano l’antitesi per eccellenza, l’astio antico di genesi medievale, acuitosi in maniera irreparabile dopo l’Unità d’Italia: il Nord contro il Sud. Il padre di Riccardo è infatti un ricco costruttore, interpretato da un Diego Abatantuono che riesce nella difficilissima impresa di rendere coerente una carriera fatta di film Oscar, comparsate tv da opinionista calcistico e incursioni nel cinema meno blasonato. Buona è l’intesa con Vincenzo Salemme, sindaco dalle venature grilline alla “chi vuol capire capisca”, ma anche uno dei pochissimi a saper ancora indossare la maschera del pulcinella partenopeo senza mai eccedere nella carnevalata. Compromessi Sposi

Compromessi Sposi è sin dal titolo di manzoniana memoria un film che aspira ad essere recupero della tradizione, sia da un punto di vista narrativo che produttivo. Il plot vorrebbe essere un confronto tra nuove e vecchie generazioni, tra un’Italia ancora dei cento campanili ed una più d’avanguardia, veloce come la fibra internet.
Il fatto è che se il passato, pur riproponendosi per inerzia, mantiene ancora genuine certe trovate comiche, la rappresentazione del presente resta una grossa incognita. Se i due promessi sposi sono raccontati con una tale approssimazione, come si può pretendere una seppur minima lungimiranza nell’immaginare il futuro?
Anche perché, come diceva un saggio, “il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”.

 


Regia: Francesco Miccichè
Interpreti: Vincenzo Salemme, Diego Abatantuono, Dino Abbrescia, Rosita Celentano, Elda Alvigini, Vaeria Bilello, Lorenzo Zurzolo, Grace Ambrose
Durata: 90′
Origine: Italia, 2018
Distribuzione: Vision