Davide Manuli presenta La leggenda di Kaspar Hauser a Roma

la leggenda di kaspar hauser
Il regista ha presentato il suo  film che arriverà nelle sale il 13 giugno grazie a Mediaplex. Si ispira alla leggenda del ragazzo misterioso apparso sulla riva di una spiaggia in un luogo desolato, senza parole e senza identità. Nel cast: Vincent Gallo, Elisa Sednaoui, Claudia Gerini, Silvia Calderoni e Fabrizio Gifuni

La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli sbarca a Roma, dopo aver fatto il giro dei festival di tutto il mondo e aver ricevuto il premio come miglior film sperimentale all'Arizona Underground Film Festival e ll premio della giuria al San Francisco Independent Film Festival. 

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Ispirato al misterioso ritrovamento del ragazzo di origini ignote, che nei primi anni dell'Ottocento ha attirato l'attenzione di tutti i salotti d'Europa, il film reinterpreta la leggenda in chiave surreale e delirante. Sulla scia del discorso poetico iniziato con Beket, sempre girato in Sardegna, Davide Manuli torna a mettere in scena il mistero e l'assurdo in un paesaggio isolato e desolato, popolato da pochissimi personaggi e dipinto nelle tinte universali del bianco e nero. 
 
 

Il film è interamente girato in esterni in un luogo imprecisato della Sardegna. A cosa è dovuta questa scelta?

Davide Manuli: La Sardegna è una regione che offre una quantità incredibile di paesaggi diversi e in questo caso si prestava perfettamente per una scena surreale e indefinita in cui si muovono pochi personaggi archetipici. Ho girato la maggior parte delle scene in in un luogo desertico e isolato, ma avrei potuto scegliene molti altri. Tengo a sottolineare che  la Sardegna che ho scelto di rappresentare non è quella dei colori brillanti che appare nelle cartoline, ma un non luogo in bianco e nero.
 

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 Come è stato il rapporto con Vincent Gallo sul set?

Davide Manuli: Vincent Gallo non è solo un grande attore, ma un artista a tutto tondo, visto che si dedica alla musica, alla fotografia e alla pittura e questo emerge nel suo lavoro di attore. Quando ho vissuto negli Stati Uniti ho avuto modo di vedere all'opera attori dal talento indiscutibile, come Al Pacino o Dustin Hoffman, che però avevano una tensione esclusivamente attoriale, non artistica come Vincent Gallo. SVincent è una personalità complessa e perfezionista nel lavoro, così come lo sono io. Quindi il confronto non è stato sempre facile, ma sicuramente lavorare con lui è stata l'esperienza più bella che mi sia capitata e ho accettato di buon grado tutti i suoi consigli. 

 

La presenza della musica elettronica è preponderante ed è un mezzo di comunicazione fondamentale, in alcuni casi l'unico, come per esempio per Kaspar Hauser. Qual è la sua funzione?

Davide Manuli: La musica è stata composta da Vitalic, un musicista elettronico francese che al momento sta scalando le classifiche mondiali. In realtà la musica elettronica è un genere a cui mi sono avvicinato solo da qualche anno ma ho scoperto che ha la capacità di creare delle vibrazioni che gli altri generi non riescono a creare. Kaspar è completamente immerso nella musica e non solo la utilizza per comunicare, ma la trasforma nel punto di forza del suo rapporto con lo sceriffo, che dopo il ritrovamento del ragazzo, lo rimette in sesto e diventa il suo mentore. Come ex dj di musica elettronica, insegna il mestiere a Kaspar e la vibrazione stessa  diventa il veicolo attraverso cui tramettere la conoscenza e raggiungere il paradiso.
 

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