Divergent, di Neil Burger

Inclassificabile e fuori dagli schemi o, perché no, dai generi. E' il segno da sempre del cinema senza fissa dimora e dei suoi padri. Amati, da pochi, proprio perché liberi di stupire e di non arrendersi alla conformità. Ma spesso odiati e poco apprezzati dai molti che li trovano lontani e appunto 'divergenti' dal flusso delle immagini contemporaneo. Questa premessa è d'obbligo per affrontare Divergent il film diretto da Neil Burger (Limitless, L'illusionista) trasposizione sul grande schermo del successo letterario mondiale della saga creata da Veronica Roth (edita in Italia da De Agostini). Un trilogia,  'Divergent', 'Insurgent' e 'Allegiant'. Le tre opere in totale sono rimaste nella classica del New York Times per 183 settimane. La trilogia ha venduto 11 milioni di copie. Numeri pesanti e grandi attese per questo primo film tratto dalla saga.

Siamo in una Chicago post-apocalittica dove gli umani rimasti vivono in modo armonioso in un equilibrio sociale costruito sulla divisione in fazioni basate su alcuni valori atavici: la sapienza per gli Eruditi, la generosità per gli Abneganti, il coraggio per gli Intrepidi, la sincerità per i Candidi e l'amicizia per i Pacifici. Ma c'è anche chi è impossibile da catalogare come Beatrice 'Tris' Prior (Shailene Woodley – Paradiso amaro, La vita segreta di una teeneger)  e
Four (Theo James, I fantasmi di Bedlam, Downton Abbey). Schegge impazzite che un società geometricamente perfetta non può includere, ma solo cacciare: i divergenti. Per loro la fazione non viene prima del sangue, come recita il primo comandamento di questa comunità post apocalisse.

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Nelle oltre due ore abbondanti il racconto di Divergent procede
anelando uno dopo l'altro tutti gli stilemi della sci-fi. Una società ricostruita dopo una guerra atomica secondo nuovi schemi, che dovrebbero assicurare la pace e la rinascita. Ma la natura umana non è facile da domare, soprattutto quando si sceglie di uscire dal nido familiare per seguire l'ndole. E' quello che fa Beatrice o meglio la sua 'gemella' Tris quando sceglie di appartenere agli intrepidi. Creatura diversa dai suoi simili (gli abneganti) e per questo un pericolo per il codice delle fazioni. Se l'ambizione dell'immaginario creato della scrittrice Roth sfiora quello di una nuova genesi umana, ritratto sottotraccia di Paese (l'America) devoto alle piccole comunità e al senso di appartenza che però si sgretola facilmente di fronte alla minaccia del diverso o dell'intruso.  La visione del regista cede il passo ad una messa in scena che vuole tenere insieme l'azione eil ribollire delle passioni tardo adolescenziali (Hunger Games o Ender's Game) non sempre convincendo. La sensazione è quella di un viaggio sulla superficie di un cinema senza anima, forse troppo attento a non sfuggire ai comandi della letteratura, ma per questo pronto a rinunciare ad ogni virata o accelerazione che avrebbe meritato il coraggio indomito di chi si sente 'divergent'.

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Titolo originale: Divergent
Regia: Neil Burger
Interpreti: Shailene Woodley, Theo James, Kate Winslet, Miles Teller, Jai Courtney, Zoe Kravitz, Ansel Elgort, Ray Stevenson, Ashley Judd, Tony Goldwyn, Maggie Q, Mekhi Phifer
Distribuzione: Eagle Picture
Origine: Usa
Durata: 143'