DVD – "Lo scapolo", di Antonio Pietrangeli

Regia: Antonio Pietrangeli
Soggetto: Antonio Pietrangeli
Sceneggiatura: Alessandro Continenza, Ruggero Maccari, Ettore Scola, Antonio Pietrangeli
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Montaggio: Eraldo Da Roma
Musiche: Angelo Francesco Lavagnino (il ballo di Abbe Lane eseguito con l'orchestra "Los Javaloyas" e con i ballerini Paul Steffen e Bud Thompson)
Scenografia: Ugo Bloettler
Assistenti alla regia: Franco Zeffirelli, Armando Crispino
Produzione: Maurice Ergas per Film Costellazione (Roma), Les Films Agu (Madrid)
Interpreti: Alberto Sordi, Sandra Milo, Nino Manfredi, Madeleine Fischer, Anna Maria Pancani, Maruja Asquerino, Fernando Fernán Goméz
Durata: 88'
Origine: Italia, 1955
Distribuzione video: Minerva Classic
Formato video: 1.37:1
Audio: italiano mono
Extra: trailer originale 35mm; intervista con Orio Caldiron (Università La Sapienza – Roma)

IL FILM
Cronaca del tempo che fu. Spaccato di vita che la macchina da presa ha tagliato col coltello. Al di là delle mossette di un Alberto Sordi ormai in gloria, la cui consacrazione è già avvenuta con I vitelloni, Sordi poi conquista nel 1956 il Nastro d'argento. Queste opere del 1950, figlie del neorealismo e spesso indicate con il termine dispregiativo "(neorealismo) rosa", risultano stimolanti per una revisione critica che riguarda anche la riabilitazione, se non altro il recupero dal non meritato oblio di intere filmografie di autori come Pietrangeli, Emmer, Vanzina, Girolami, Franciolini, Simonelli. Solo alcuni nomi, tra altre decine di noti e meno noti. Antonio Pietrangeli è il regista dell'indimenticabile Io la conoscevo bene, grande soggettista e sceneggiatore (La terra trema, Europa '51 e L'invidia). Purtroppo ci ha lasciato non ancora cinquantenne. Tutto ciò per indicare sinteticamente l'importanza di Lo scapolo, seconda prova di Pietrangeli al lungometraggio e opera inserita in un contesto molto importante dell'industria cinematografica italiana del periodo che condurrà ai fasti della nota commedia all'italiana negli anni sessanta. In Lo scapolo, che è scritto in maniera eccellente, oltreché da Pietrangeli da Scola, Continenza e Maccari, si percepisce tutto il coraggio di una messa in scena che elabora il dialogo in maniera quanto mai intelligente. La comicità scaturisce proprio dall'azione ficcante delle battute che vanno sempre a bersaglio. Impossibile non ricordare quella citata anche da Orio Caldiron negli extra, l'Alberto Sordi che canzona l'intellettualismo di una ragazza, consigliandole piuttosto di rifarsi i denti che ha visibilmente sporgenti.
Pietrangeli coglie benissimo le psicologie femminili, tanto che esse risultano molto complesse e stimolanti, sono il vero motore della storia e non è un caso che Pietrangeli abbia scelto proprio il soggetto di uno scapolo impenitente per elaborare ed anche sintetizzare i rapporti burrascosi, anche impenetrabili ed ambigui tra i due sessi, e le diverse modalità di comunicazione: il matrimonio tra Paolo e Carla coincide con la scoperta di un canale di comunicazione tra i due personaggi, che è poi l'innamoramento. Numerose le notazioni sulla società dell'epoca. L'inizio di consumi sempre più massicci dalla televisione all'automobile, ai processi di urbanizzazione, laddove i paesi cominciano a svuotarsi, ed il lavoro femminile che riguarda non solo le industrie ma anche il terziario e le professioni che allora rappresentavano un sogno, l'hostess, che già si infrangono nella necessità tutta femminile di un ritorno alla conduzione familiare. Il pregio maggiore di questo film è senz'altro la totale mancanza di eventi, corrispondente ad un'accumulazione di segni minuti, quotidiani, che costituiscono un affresco straordinario dell'Italia degli anni cinquanta.


 

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IL DVD
Le ottime scelte della Minerva Classic di Gianluca e Stefano Curti corrispondono ad un prodotto tecnicamente ineccepibile. La versione dvd di Lo scapolo non presenta difetti. Il bianco e nero è sempre molto nitido. La fotografia contrastata di Gianni Di Venanzo si apprezza in tutte le scene, laddove il direttore delle luci raggiunge l'obiettivo di porre a fuoco i piani diversi dell'inquadratura, come nella prima scena, oppure per rendere sempre interessante lo sfondo dal quale sorgono stimoli importanti per la continuazione della storia, intensi raccordi nello spazio dell'inquadratura. L'audio mono garantisce una discreta resa anche nella difficile sequenza del ballo di Abbe Lane e si riesce ad apprezzare l'esecuzione dell'orchestra Los Javaloyas.
Gli extra contengono, oltre al trailer originale, una preziosa intervista di dieci minuti ad Orio Caldiron, ordinario di cinema all'università La Sapienza, nella quale si fa una precisa contestualizzazione dell'opera. Caldiron si sofferma in particolare sulle caratteristiche di Sordi, il quale passerebbe ad una fase più matura, in cui l'attore abbandona le sue conosciute macchiette per concentrarsi sulle sfumature più importanti che costituiranno le fondamenta dei personaggi di costume del grande interprete della commedia italiana. Personaggi che Sordi sta appunto affinando in quest'epoca e che si possono considerare già compiuti.

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