DVD – "The Informers – Vite oltre il limite", di Gregor Jordan

The Informers, di Gregor Jordan - cover dvdTitolo originale: The Informers
Anno: 2008
Durata
: 94’

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Distribuzione: Sony Pictures
Genere
: drammatico
Cast
: Kim Basinger, Mickey Rourke, Winona Ryder, Billy Bob Thornton, Amber Heard, Chris Isaak, Rhys Ifans, Jon Foster, Lou Taylor Pucci, Mel Raido
Regia
: Gregor Jordan
Formato DVD/Video
: 2.40:1 Panoramico – anamorfico 16:9
Audio
: Italiano Dolby Digital 5.1, Inglese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli
: Italiano, inglese, italiano per non udenti
Extra: Commento del regista e del cast. Intersezioni umane: dietro le quinte di The Informers – Vite oltre il limite
. Trailer edizione in blu-ray, trailer vari 

 

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IL FILM
Breve, sconsolata (e scontata) domanda: quando si pianterà di trattare lo spettatore italiano come un idiota affibbiando al titolo originale di un film una delucidazione enfatica e spesso involontariamente umoristica (al di là di tutti i limiti)? In ogni modo, per il film di Gregor Jordan (Ned Kelly, Buffalo Soldiers) questo resta l'ultimo dei problemi e la domanda principale è un'altra, che rubo al Ny Magazine: “The Informers è il peggior film dell'anno?”. Dispiace immaginare che le generazioni presenti, almeno quelle che noleggiano i dvd, visto che il film non è arrivato nelle sale italiane, si imbattano magari per la prima volta nel mondo senza speranza di Bret Easton Ellis attraverso The Informers, lavoro non riuscito e fuorviante,The Informers, di Gregor Jordan malgrado la sceneggiatura scritta dallo stesso scrittore losangelino (il suo secondo script per il cinema diventerà The Golden Suicides di Gus Van Sant) coadiuvato da Nicholas Jarecki. Del mondo gelido e disperato di Acqua dal sole, raccolta di racconti di un Ellis giovanissimo, inspiegabilmente considerata minore nella sua carriera, nel film non rimane nulla. Probabilmente Less Than Zero di Marek Kanievska, uscito nel 1987, con Robert Downey Jr. e James Spader, aveva dalla sua la minore distanza anagrafica rispetto agli anni in cui si muovono i figli e i genitori smarriti di Ellis; riusciva a concentrarsi infatti meno sull'apparato scenografico e più sulla sostanza. The Informers, tutto preso dal tentativo di riprodurre esteticamente l'atmosfera del tempo, quella peculiare mescolanza di edonismo e disperazione, risulta inoffensivo, innocuo, come autocensurato. 
Con una carrellata convenzionale che presenta tutti i personaggi, blandamente legati tra loro da un debole intreccio – dovuto all'esigenza di creare delle connessioni che nel libro non esistevano – il film cerca di rielaborare frammenti di Acqua dal sole mescolando elementi ora di uno, ora dell'altro racconto, senza rivelarsi mai all'altezza di quella sottile, potentissima angoscia che li pervade e infilando una serie di tradimenti importanti: Chris Isaak (altro volto degli anni '80, altro tentativo di catturarci per nostalgia) e Lou Taylor Pucci – padre coglione e prole saggia – sostituiscono il genitore fantasma e il figlio apatico di Sulle Isole, uno dei racconti più acuminati del libro; si aggiunge la figura improponibile di una sorella moralista; la rockstar, specialmente il suo risveglio nella suite accanto a due bei corpi qualsiasi è una sgradevole macchietta: in Scoprendo il Giappone raccontava in prima persona un risveglio nudo e bagnato di sudore, muovendo un braccio e facendo cadere brandelli di kleenex che ora ricordava di aver fatto mangiare alla ragazza nel suo letto. Non bastano le sequenze di veglie funebri con buffet a base di sushi, atti di devozione coniugale – hai una siringa? Si, ne ho una qui – moglie e marito dell'alta società che si iniettano droga prima di una serata di beneficenza, a descrivere lo stato di perenne noia e indifferenza in cui si trovano i personaggi. Al contrario, peccato mortale, si cerca di raccontare i loro presunti sentimenti, quei sentimenti che in realtà non riescono più in alcun modo a provare. Si salva qualche momento riuscito, poche immagini: un pugno in pieno volto dopo un bacio a una groupie del Nebraska, una mosca che si posa sulla pelle in decadenza di Amber Heard, il suo corpo coperto di lividi che resta disteso su una bellissima spiaggia, improvvisamente fuori luogo. Ma anche questi momenti li si costringe in una messinscena forzosa: i pochi fotogrammi in cui si scivola da una mano improvvisamente lucida e piena di sangue al ballo della Heard che si muove nuda di fronte a un televisore, il corpo perfetto che si abbandona alle mani di due ragazzi – only youuuuu – quella peculiarità dei suoni anni '80 di diventare toccanti quasi a sopresa! – vengono interrotti bruscamente da una telefonata, evidente necessità capziosa di “procedere con una storia”, a ricordarci insomma che in un film deve “succedere qualcosa”. Si fa così totalmente a meno di quella magnifica visionarietà tipica di Ellis, che penetra ostinatamente le fibre di una realtà fatta solo di marchi e desolazione.
The Informers, di Gregor Jordan Malgrado le interpretazioni impeccabili degli attori più navigati, che sono anche i più credibili – una Kim Basinger che non teme di mostrare le rughe, un affascinante Billy Bob Thorton nerovestito, come al solito capace di esprimere struggimento con una sola alzata di sopracciglio e una Wynona Ryder fragile e volitiva, l'unica performance che rimane nel cuore è quella di Brad Renfro, il volto di angelico bambino in Sleepers, diabolico adolescente in Bully e L'allievo, ormai gonfio e irriconoscibile, il corpo goffo, tremiti incontrollabili, un dolore lacerante che fuoriesce dalla messa in scena. Interpreta un portiere d'albergo, personaggio mutuato da La ruota di scorta, in cui “cerca di pugnalare nel buio un ragazzo pallido e carino, ma non ci riesce”. Triste creatura di autoinganno, l'ennesimo aspirante attore di uno spot per gomme da masticare, ingoiato da una Los Angeles troppo crudele, skyline notturno che brilla fino alle lacrime come in Mulholland Drive. Si sporcherà letteralmente le mani di un sangue non versato, messo nei guai da un losco Mickey Rourke accompagnato da una minorenne strafatta (anche lui troppo “in parte”, ad aumentare la buona volontà, ma anche l'artificio del film. Da questo racconto Jordan ha eliminato anche la metafora soprannaturale dei vampiri). Vale la pena guardare il film solo per il momento in cui cerca di trattenere Jon Foster nell'atrio dell'albergo, come chi tende una mano a casaccio mentre annega: Non vuoi farmi compagnia? Sta per succedere qualcosa. Renfro morirà di overdose di eroina poco dopo aver completato le riprese. A lui spetta di incarnare alla perfezione le lacerazioni di Acqua dal sole, Meno di zero, Glamorama, un universo tutto impregnato di morte. Solo a lui riesce di farsi carico di tutta la vertigine dei personaggi di Ellis, che manca al film, la necessità di nutrire continuamente lo stesso horror vacui che li divora, mostri ordinari.

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IL DVD
Inspiegabile il lavoro sulla cover: sotto il volto di Mickey Rourke leggiamo il nome di Winona Ryder, sotto quello di Amber Heard ilThe Informers, di Gregor Jordan - contenuti speciali nome di Rourke. Video (senza particolari difetti, buon contrasto che esalta le componenti cromatiche) e audio (eccellente 5.1. per entrambe le lingue) sono ineccepibili, come nella media di Sony Pictures. Oltre ai trailer di vari altri film e al trailer dell'edizione in blu-ray, nei contenuti speciali troviamo il  “dietro le quinte”: Lou Taylor Pucci (attore molto giovane ma già maturo) Amber Heard, Mel Raido e Jon Foster raccontano brevemente i loro personaggi, un Billy Bob Thornton in occhiali scuri interpreta se stesso, specie in un momento divertente in cui dichiara di aver odiato gli anni '80 e che il suo personaggio rappresenta ciò contro cui ha combattuto per tutta la vita. Gregor Jordan racconta il processo di selezione del cast come un'esperienza zen e le reazioni forti di alcuni attori rispetto alla sgradevolezza dei ruoli previsti; il produttore spiega il lavoro dello scenografo per creare un contesto lussureggiante, citando il De Sica degli anni '70 de Il giardino dei Finzi Contini, e Gregor Jordan le difficoltà per ricreare la Los Angeles del 1983 (la gigantesca insegna Hollywood con i graffiti è, necessariamente, un'immagine di repertorio; molti esterni e interni sono stati girati in Argentina e Uruguay, più economici). Entrambi si soffermano sul lavoro del compositore Chris Young (Spider-Man 3, Drag me to Hell) che ha accettato di lavorare a compenso ridotto, e sui suggerimenti di Ellis, che aveva inserito nello script diverse canzoni significative (come avviene anche nei suoi romanzi). Le dichiarazioni più intereessanti sono quelle del regista, che richiama l'attenzione sulla sua scena preferita (effettivamente la migliore del film) che vede Brad Renfro alle prese con i demoni personali della città con più aspiranti attori d'America: “In questa città ce la fai solo se sei disposto a fare cose orribili. Io sono disposto”.