FILM IN TV – Notti selvagge, di Cyrill Collard

notti selvagge
Il dramma dell'AIDS da chi lo ha vissuto in prima persona. Film culto per una generazione in Francia, prima e ultima opera di Collard che vinse, postumi, quattro César. Venerdì 6 dicembre ore 1.45 Cielo

Il male incurabile  degli anni '80, l'AIDS, raccontato senza pietismi e con lucido iperrealismo da chi ne è stato vittima. Il mondo (ri)visto da chi non vuole abbandonarlo a soli 30 anni.
“Chi può dire esattamente la rabbia che cos'è? E' un mormorio, un fremito, o una tempesta, un uragano…è solo saper dire no al richiamo delle sirene o ruggire come leoni che entrano nelle arene?”
Autore dell'omonimo romanzo dal quale il film è tratto, regista ed interprete della sua stessa vita Cyril Collard, diventa appunto Jean. E' stato anche aiuto regista di Maurice Pialat (da lui forse l'insegnamento e il gusto di un indagine psicologica iperrealista e una messa in scena spesso ruvide ed essenziale), ex rocker, autore di reportage televisivi e video musicali. E' morto a 38 anni e qui si racconta tramite un affresco descrivendo una Parigi vista ora dall'alto  (il suo attico), ora dal basso (i locali di periferia). La vita vista con la sincerità di chi sa che la fine è vicina, guardando in faccia la malattia con gli aspetti più repellenti come quello del contagio (Jean continua ad avere rapporti con Laura sapendosi sieropositivo). La libertà sessuale conquistata da un ventennio (ce lo ricorda la comparsata della Schneider) è irrimediabilmente limitata, ma l'egoismo e la fame di vita portano alle estreme conseguenze.
Il montaggio frenetico è il tempo che fugge, scandisce la bramosia della passione per la vita manifestato con gli eccessi e la loro reiterazione, mentre l'amore viene inteso come scambio di energie, anche carnali. Finale catartico.
Grazie alla sincerità di questo racconto possiamo penetrare le angosce di chi ha vissuto il dramma dell'AIDS, quando non c'erano test o farmaci retrovirali a dare un'altra opportunità. Meno educato e composto del successivo Philadelphia, ma potente nella rappresentazione della disperazione, con una colonna sonora funzionale: ibrido esagerato fra rock e canti gitani. Film cult per una generazione in Francia, prima e ultima opera di Collard che vinse, postumi, quattro César: al montaggio, all'opera prima, miglior film, miglior promessa (Boheminger). In Italia questo bulimico inno alla vita è stato censurato e tagliato.

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Titolo originale:Les Nuits fauves
Regia: Ciryll Collard
Interpreti: Cyrill Collard, Romane Bohringer, Carlos Lòpez
Durata: 123'

Origine: Francia, 1992
Venerdì 6 dicembre ore 1.45 Cielo

 

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