FILM IN TV – Ti amerò… fino ad ammazzarti, di Lawrence Kasdan

Ispirata ad una storia vera degli anni ‘90, è un’opera dal tono grottesco, i contenuti acidi, il ritmo delle gag sempre notevole. Lawrence Kasdan, il grande regista di Il grande freddo, Brivido caldo, Turista per caso, Silverado e L’acchiappasogni e sceneggiatore, tra gli altri, di Star Wars – L’impero colpisce ancora e I predatori dell’arca perduta, ha amato sempre divincolarsi e attraversare trasversalmente i generi, senza mai perdere l’orientamento, in questo caso, verso la commedia. Spettacolare William Hurt. Senza contare i continui riferimenti al nostro Paese, come ad esempio, il poster della nazionale italiana campione del mondo nel 1982 o la citazione di Non dimenticar di Gino Redi e il pezzo Futura di Lucio Dalla, inserito nella colonna sonora.

ti-amero-fino-ad-amazzarti-kevin-klineJoey Boca, ama sua moglie Rosalie, ma non può fare a meno di tradirla continuamente con altre donne. Rosalie lo scopre in una delle sue tante scappatelle e decide di suicidarsi, ingurgitando un’enorme quantità di farmaci in pillole. Salvata in extremis, Rosalie vuole comunque risolvere drasticamente la questione e non trova altro da fare che ammazzare il marito.Ecco partire, quindi, un serie di tentativi per accopparlo. Dapprima un maldestro aggressore con mazza da baseball, viene messa alla fuga da Joey. Poi la madre di Rosalie ci prova con una bomba nella macchina, ma nonostante la madre di lei provi a fermare l’attentato perché nella macchina è salita anche la figlia, miracolosamente la macchina non esplode, quando Joey la mette in moto. Madre e figlia provano ad avvelenarlo con gli spaghetti, ma Joey invece, dopo averli mangiati, cade semplicemente in un sonno profondo. Chiedono quindi al ragazzo che lavora nella loro pizzeria, di ucciderlo nel sonno, il quale spara un colpo ma riesce solo a ferire Joey di striscio alla testa. Infine due tossici vengono convocati, perché provino a finire il lavoro del pizzaiolo, ma usando una pistola da piccolo calibro, riescono soltanto a farlo ricoverare in ospedale. Nel frattempo i due tossici, avendo confabulato e architettato l’agguato in un bar, sono stati uditi da altre persone che non hanno perso tempo ad avvertire la polizia. Così Joey è all’ospedale, Rosalie, madre e i vari sicari vengono arrestati. Joey si dimette dall’ospedale e scoperto tutto, anche che Rosalie sapeva di avere un marito fedifrago, fa rilasciare tutti dalla polizia. Rosalie vuole però adesso il divorzio….

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Certamente il film potrebbe mostrare il fiato corto sul fatto che lavora soprattutto su alcuni stereotipi nostrani, senza mai probabilmente riuscire a trovare una chiave originale nel dipanare l’intreccio narrativo e visivo. Ma tutto ciò però passa in secondo piano, proprio perché il regista riesce con grande maestria a sfruttare al meglio il cast, e risponde a quanti considerano questo film come l’inizio della sua parabola discendente.

Titolo originale: I Love You to Death

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Regia: Lawrence Kasdan

Interpreti: Kevin Kline, Tracey Ullman, River Phoenix, Joan Plowright, William Hurt, Keanu Reeves

Durata: 96′

Origine: Usa 1990

Genere: commedia

Domani, ore 23.00, LA7