FILM IN TV – Un’altra donna, di Woody Allen

18° film del regista newyorkese in cui Gena Rowlands esplora il suo personale “posto delle fragole”, rivivendo con sguardo presente le svolte di un passato. Lunedì 14/12, ore 22.50, Rai Movie

“Se qualcosa sembra che funzioni, lasciala stare!”, così Woody Allen porta a termine il monologo introspettivo d’esordio di Marion (Gena Rowlands), la protagonista di Un’altra donna (1988), suo 18° film intimamente bergmaniano. È questa l’illusione esistenziale che Allen smaschererà con la farsa, poco più di un decennio dopo in Basta che funzioni (2009), decretando che anche una gioia estemporanea può valere una vita intera, purché sia fortunatamente autentica, mentre a Marion tocca ancora sollevare il sipario sulla messa in scena della propria vita, affinché prima della fine, possa trovare il coraggio di abbandonare il palcoscenico, su cui pirandellianamente la vita si blocca; ma Allen non ne dà conto allo spettatore, rimettendo il proposito di abbattere la quarta parete schermica in futuro, nell’interrogazione diretta del pubblico cinematografico, alla base di Basta che funzioni.

Marion vanta una brillante carriera accademica ed una relazione stabile con un medico di fama, in apparenza stimata da tutti, non trova motivo per doversi chiedere se ha fatto le scelte giuste o perso delle occasioni. Sarà al contrario il motivo (nell’accezione musicale il tema Gymnopedie N°1 di Erik Satie) a trovare Marion e volutamente sarà ancora una voce di donna ad invadere il campo in voice off. Diegeticamente si tratta delle confessioni di una paziente in seduta psicologica, provenienti dall’appartamento adiacente a quello in cui Marion si è ritirata per lavorare al suo nuovo saggio di filosofia; eppure lo strategico raccordo sonoro si incarica di metaforizzare l’ascolto acusmatico, cogliendo Marion dormiente, col capo chino sui fogli sul tavolo e stringendo sul suo volto ora sveglio, a lasciarsi invadere, come valicando la soglia onirica del subconscio, dalle parole tormentate di quella donna, che teme che la propria vita sia solo irrealtà e inganno. È la voce di un’altra donna, certo, persino della donna diversa che Marion è stata, in ogni momento del tempo sino allora vissuto: la voce della promessa sposa, la voce della studentessa ambiziosa, della ragazza che amava dipingere.

gena rowlands e gene hackman in un'altra donna

In una spirale di ricordi in agguato, complice anche la casualità di incontri inaspettati, Marion esplora il suo personale “posto delle fragole”, rivivendo con sguardo presente le svolte di un passato infestato di fantasmi messi a tacere e di moniti da tenere bene a mente. Accecata dal suo stesso rigore sentimentale scorge chiarezza tra le tenebre di una figura, che riconosce come alter ego in difficoltà. In un paradosso temporale, che nella realtà della vita è solo l’eterno ritorno di prove di forza col destino, finalmente Marion incrocerà faccia a faccia Hope (Mia Farrow), la giovane donna, futura madre, in cura dal medico suo dirimpettaio, ed affronteranno insieme il simulacro femminino che le accomuna. In un negozio di antiquariato le due contemplano il dipinto di Gustav Klimt, intitolato ”Speranza”, il ritratto di una maternità conflittuale, che sovrasta un corpo forse troppo esile per sostenere una nuova vita, stretto nella morsa delle proiezioni minacciose di se stesso. Ma basta fare umilmente i conti con le proprie presunzioni, per dirsi davvero fuori da una gabbia dorata? In questo suo viaggio appena intrapreso verso se stessa, Marion torna al proprio lavoro, con animo certo più leggero, chiedendosi a questo punto quale sia lo statuto reale dei propri ricordi, se siano ricchezza o smarrimento, non considerando affatto che nella sublimazione soggettiva esercitata sulla memoria, siano ancora irrimediabile finzione.

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Titolo originale: Another Woman

Regia: Woody Allen

Interpreti: Gena Rowlands, Mia Farrow, Ian Holm, Gene Hackman, Martha Plimpton

Durata: 81′

Origine: Usa 1989

Lunedì 14 dicembre, ore 22.50, Rai Movie

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