Girl Power. La rivoluzione comincia a scuola, di Amy Poehler

Tratto dal romanzo Moxie di Jennifer Mathieu, un teen movie femminista che è più costruito che liberatorio e la protagonista Hadley Robinson non sembra avere il carisma necessario. Su Netflix

Vivian corre nel bosco. Forse sta scappando da qualcuno. Sembra un horror. In realtà è solo l’incubo della protagonista prima del risveglio. La scena è proprio all’inizio di Girl Power. La rivoluzione comincia a scuola, teen-movie sulla presa di coscienza dei diritto femminili di Netflix e secondo film come regista dell’attrice Amy Poehler, dopo Wine Country, girato nel 2019.

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La protagonista Vivian (Hadley Robinson) è una sedicenne timida che frequenta il tipico liceo americano. Lei e la sua migliore amica Claudia (Laren Tsai) passano spesso inosservate. L’aria che si respira al liceo è pesante; una nuova studentessa, Lucy (Alycia Pascual-Peña) cerca di denunciare i sorprusi e gli atti di bullismo ma viene praticamente ignorata dalla preside (Marcia Gay Harden). La situazione diventa esplosiva dopo che vengono postate le classifiche dove vengono inclese gran parte delle studentesse: “la più chiavabile”, “il più bel culo”, “la più ubbidiente”. Per Vivian è il momento di passare alla riscossa. Prendendo ispirazione dal passato della madre (interpretata dalla stessa Amy Poehler) ex Riot Grrrl (movimento punk rock femminista che ha avuto origine all’inizio degli anni ’90), pubblica anonimamente la fanzine Moxie in cui vengono denunciati tutti i torti subiti dalle ragazze dando origine a un movimento di cui fanno subito parte un gruppo di ragazze pronte a fare una vera e propria rivoluzione.

Tratto dal romanzo Moxie di Jennifer Mathieu e adattato da Tamara Chestna e Dylan Meyer, Girl Power. La rivoluzione comincia a scuola raggiunge l’obiettivo a metà. Il senso di isolamento e di libertà appare infatti più costruito che liberatorio. La Poehler mette a fuoco i vari personaggi che fanno parte del mondo della protagonista. Li rende anche interessanti ma poi, tranne nel caso di Claudia e in parte Lucy, non li riesce a far emergere dal gruppo. In più riduce Marcia Gay Harden a poco più di una macchietta e ciò risulta particolarmente evidente quando impone a una sua studentessa con la conottiera di coprirsi.

L’impeto è coinvolgente e c’è anche la giusta dose di cattiveria. L’urlo della rivoluzione non appare però veramente libero tranne nel bel momento in cui Vivian salta e balla nella sua stanza sul brano Double Dare Ya delle Bikini Kill. Quello è il momento in cui non ha più bisogno di scappare come nell’incubo all’inizio del film. C’è molta più rabbia qui che in tutto il film e per un attimo si avverte quella ribellione sottotraccia di La rivincita delle sfigate, uno dei migliori teen-movie degli ultimi anni. Per il resto Girl Power. La rivoluzione comincia a scuola attraversa su molte scene tipiche del genere come la festa hawaiana e arriva anche a un colpo di scena nel finale che poteva avere un effetto più dirompente. Certo, il film scorre senza intoppi. Per l’obiettivo che si era prefissato, aveva però bisogno di una protesta più accesa. La protagonista Hadley Robinson non sembra infatti avere il carisma necessario per guidare questa rivolta.

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Titolo originale: Moxie
Regia. Amy Poehler
Interpreti: Hadley Robinson, Laren Tsai, Alycia Pascual-Peña, Amy Poehler, Marcia Gay Harden, Patrick Schwarzenegger, Nico Hiraga
Distribuzione: Netflix
Durata: 111′
Origine: USA, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.6

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.67 (6 voti)
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