Home Education. Le regole del male, di Andrea Niada

Da un corto del regista del 2016, un horror psicologico intrigante che però ha il passo incerto e troppi passaggi a vuoto. Julia Ormond è l’anima nera, convincente Rocco Fasano.

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“Le cose che vogliamo accadranno”. La mente prevale sul corpo nei protagonisti di Home Education. Le regole del male, esordio nel lungometraggio di Andrea Niada che amplia un suo corto nel 2016. Il cineasta punta infatti soprattutto a restituire un’atmosfera magico-mortifera che contrasta invece con i pochi accenni con la vita reale, soprattutto all’inizio del film prima di raggiungere la location della casa isolata nel bosco. Qui vivono Rachel con l’autoritaria madre Carol e il padre Philip. L’uomo è malato e non può andare al lavoro. Ma in realtà è morto. Le due donne sono però convinte che ritornerà in vita. La figlia, per raggiungere questo obiettivo, suona nel bosco un corno che emette un particolare richiamo. Quando però la ragazza conosce Dan, un giovane macellaio e aspirante musicista figlio del principale di Philio, per Carol rappresenta una minaccia.

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Julia Ormond, protagonista negli anni ’90 di film come Vento di passioni e il remake di Sabrina, è l’autentica anima nera di Home Education. Inquietante, sinistra, manipolatrice, esercita il suo potere sulla figlia anche solo con uno sguardo soprattutto quando le impartisce le lezioni a casa. Niada riesce a equilibrare il potere delle due protagoniste, figure potenzialmente demoniache che sono adeguatamente sviluppate soprattutto nella prima parte del film. Il regista mostra tutta la passione del genere attraverso suoni inquietanti (quasi una versione rivisitata di quel banjo di Un tranquillo weekend di paura), vermi, muffa, sangue, dettagli di occhi ed esplosione di una follia incontrollata e azioni in preda a un delirio, dimostrazione ancora di come la mente s’impossessa del corpo. Ma al tempo stesso Home education non sembra avere ancora il respiro del lungometraggio soprattutto per troppi passaggi a vuoto che ne disperdono la tensione e soprattutto per a progressiva perdita di ambiguità da parte della madre e la figlia nella parte finale, evidente nella scena in cui Carol fa sparire lo zucchero per potere restare da sola con Dan, che aveva invitato a casa. Il film è più attento alla costruzione, soprattutto degli ambienti, che dello svolgimento. Le doppie personalità di De Palma si affacciano solo come pallidi riferimenti così come i pochi effetti digitali (la mutazione del corpo del padre) risentono del budget limitato. Niada non smarrisce la strada ma il suo film procede incerto anche come horror psicologico. Qualche intuizione lo ravviva (la radio che si accende da sola) ma, per quanto interessante, appare un film ancora troppo incompiuto dove è più chiaro il disegno del progetto piuttosto che la sua realizzazione. Buona comunque la prova di Rocco Fasano, noto soprattutto per il ruolo di Niccolò Fares in Skam Italia e Non mi uccidere di Andrea De Sica.

 

Titolo originale: Home Education
Regia: Andrea Niada
Interpreti: Julia Ormond, Lydia Page, Rocco Fasano
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 100′
Origine: Italia, UK 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5
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Il voto dei lettori
1.33 (3 voti)
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