La programmazione d Fuori Orario dal 31 dicembre al 6 gennaio

In prima tv il marocchino Transes nella notte di Capodanno. E poi Gianikian-Ricci Lucchi e il progetto Un film all’anno (1924-89) di Home Movies.

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Domenica 31 dicembre dalle 4.15 alle 6.00

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Fuori Orario cose (mai) viste                                                                      

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di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

presenta

SULLE TRACCE DEGLI DEI (1)

a cura di Fulvio Baglivi

TRANSES      PRIMA VISIONE TV  

(Trances, Marocco, 1981, col.,  86′, v.o. araba con sott., it)

Regia: Ahmed El Maanouni

Con: Nass El Ghiwane, Larbi Batma, Abderrahman Paco, Omar Sayed, Allal Yaala (loro Stessi

Girato nel 1981,  il film è stato il primo titolo restaurato dalla  World Cinema Foundation con la Cineteca di Bologna e fu presentato da Martin Scorsese al Festival di Cannes del 2007. A metà tra il film concerto e un esperimento free-form audiovisivo, il film segue quattro mesi di vita e attività della band di culto Nass El Ghiwane, dagli anni ’70 i cantastorie di Casablanca, per Martin Scorsese i Rolling Stones africani da cui il regista americano si è dichiarato molto influenzato.

 Negli anni Settanta, grazie a cinque musicisti “di strada” deter­minati a prendere le distanze dagli imperanti “languori orientali”, il Marocco conobbe infatti un exploit musicale che divenne espressio­ne dei desideri, delle frustrazioni e dei sentimenti di ribellione dei giovani. Nel film Ahmed El Maanouni ripercorre l’itinera­rio geografico e culturale della band, che nel 1974 perse uno dei suoi membri più rappresentativi, Boujemaa, scomparso all’età di ventotto anni. Attraverso le canzoni e le musiche del gruppo, il film descrive momenti tradi­zionali della vita sociale (il tè o lo scambio, il fuoco o la soffe­renza, l’acqua o la durezza di spirito), ma affronta pure impor­tanti temi di attualità (il tempo, la storia, l’allegria, la speranza). La trance, forma di espressione sacra e rituale per gli Gnaouas di Essaouira, diviene moderno delirio profano nelle riprese dei concerti di Cartagine, Agadir e Parigi.

“Le trance del gruppo sono il nostro equivalente della soul music, l’espressio­ne della nostra irrazionalità. Seguendo l’esempio dei Nass El Ghiwane, anch’io sono ritornato alle radici. La loro musica trae origine da un inte­ro millennio di storia marocchina e africana e il film cerca di mostrare e mettere in evidenza questa eredità. Per sottolineare le trance ho scelto la musica della confraternita sahariana degli Gnaouas e i versi del celebre poeta El Mejdoub”. (Ahmed El Maanouni, dal catalogo del Cinema Ritrovato, 2007)

 

Venerdì 5 gennaio dalle 00.40 alle 6.00

CINEMA ANNI VITA. YERVANT GIANIKIAN E ANGELA RICCI LUCCHI (2)

a cura di Roberto Turigliatto

I DIARI DI ANGELA – NOI DUE CINEASTI. CAPITOLO I 

(Italia, 2018 col., e b/n, dur., 127’)

Regia: Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi

Ogni giorno, da sempre, Angela tiene un diario, scritto e disegnato, fatti pubblici, privati, incontri, letture, tutto vi viene registrato. Anche il resoconto di due viaggi in Russia (1989 -1990). Cadeva l’URSS. Diario su librini cinesi, sin da prima di Dal Polo all’Equatore (1986), del nostro ininterrotto lavoro sulla violenza del Novecento. Dai nostri tour negli Stati Uniti con i Film Profumati di fine anni Settanta, all’Anthology Film Archive di New York, a Berkeley Pacific Film Archive… Rileggo ora questi diari e rivedo il film-diario di tutti questi anni, sono rimasto da solo, dopo molti anni di vita e di lavoro d’arte insieme. L’ho portata sulle Alpi Orientali che amava e dove insieme camminavamo. Angela rivive per me nelle sue parole scritte a mano, con grafia leggera, che accompagnano i suoi disegni, gli acquarelli, i rotoli lunghi decine di metri. Guardo i nostri film privati, dimenticati. Registrazioni che stanno dietro al nostro lavoro di rilettura e risignificazione dell’archivio cinematografico documentario. La vita di ogni giorno, fatta di cose semplici, le persone vicine che ci accompagnano, la ricerca nel mondo dei materiali d’archivio, un viaggio nell’Armenia sovietica con l’attore Walter Chiari. Testimonianze che nel corso del tempo abbiamo raccolto.

«È il mio ricordo di Angela, della nostra vita. Rileggo questi quaderni e ne scopro altri a me sconosciuti. Nuovi elementi nei suoi ultimi scritti e nei disegni: sulla Linea Gotica da bambina, in “prima linea “, nella Seconda guerra mondiale. La scuola d’arte con Oskar Kokoschka in Austria. Le pagine intorno a lui. Dresda. Sud Tirolo, la casa dove Mahler compone il Canto della Terra, il suo amore per Alma Mahler, la costruzione della bambola con le sue sembianze, l’ossessione dell’artista.

I “bambini folli” di Angela nella scuola speciale che le fanno abbandonare l’arte per un impegno civile durato anni, al fine di aiutarli. Per poi tornare con forza al lavoro d’arte compiuto insieme. Un ultimo rotolo privato contiene tutto il suo vissuto infantile, famigliare, pubblico. Il mio sforzo. Rivedere l’insieme dei quaderni del Diario infinito di Angela e lo sguardo all’indietro dei nostri film privati, che accompagnano la nostra ricerca. Il mio disperato tentativo di riportarla al mio fianco, di farla rivivere, la continuazione del nostro lavoro come scopo, missione attraverso i suoi quaderni e disegni, una sorta di mappa per l’agire ora, che ne contiene le linee direttrici e ne prevede la continuazione. Angela ed io abbiamo predisposto nuovi importanti progetti da compiere. La promessa, il giuramento, di continuare l’opera.».  (Yervant Gianikian, dal catalogo della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia del 2018)

I DIARI DI ANGELA – NOI DUE CINEASTI. CAPITOLO II          

(Italia, 2019, col., e b/n, dur., 105′)

Regia: Yervant Gianikian

I diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo secondo racconta la nostra vita privata innanzitutto, rivela ciò che vivevamo mentre i film in cantiere – sulla violenza delle guerre, sul Colonialismo e il Fascismo – prendevano forma. Il film riprende gli scritti dei soldati, dei mutilati e dei prigionieri della guerra. Le pagine descrivono alcuni luoghi delle battaglie, i confini dell’Impero Austro-Ungarico, mostrano il volto e lo sguardo acuto di Freya Stark ad Asolo e fanno ripensare alla voce inconfondibile di Walter Chiari in Armenia sovietica. In quegli anni contemporaneamente alla Trilogia della guerra lavoravamo a La marcia dell’uomo, una grande installazione. Poi ci siamo dedicati al Trittico del Novecento, iniziato nel 2002 e terminato nel 2008 per il Mart di Rovereto. Tra i tanti temi sviluppati ci sono la fine della Seconda guerra mondiale, la fame, e il miracolo economico. Nel nuovo film c’è l’essenza della nostra missione artistica, storica e politica. La promessa fatta ad Angela si rinnova e splende ancora attraverso la scrittura appassionata delle sue pagine che senza barriere attraversano la cruna stretta, oscura, del mondo violento.

 «Ho sentito l’urgenza di continuare con I diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo secondo, per me un mondo di simboli e colori. Il nostro lungo viaggio insieme non può che essere di nuovo risignificato. Mi inoltro, con non poco pudore, nella seconda parte del film che nel 2018 ha trovato accoglienza in tutto il mondo. Ho riflettuto a lungo su come utilizzare ancora le sue parole, i disegni e i suoi silenzi. Io e Angela abbiamo filmato e scritto due diari paralleli. Le immagini da me riprese in giro per l’Europa, per l’America e altrove, incontrano perfettamente i suoi testi» (Yervant Gianikian, dal catalogo della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia del 2019)

FRAMMENTI ELETTRICI N. 6 – DIARIO 1989. DANCING IN THE DARK  

(Italia 2009, col., dur., 62’)

Regia: Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi

E’ il sesto titolo  della serie “Frammenti elettrici”. Gianikian e Ricci Lucchi  recuperano e lavorano le immagini che avevano girato nel 1989, rubate nelle varie feste dell’Unità, tra l’Emilia e la Romagna, alla vigilia della caduta del muro di Berlino.

 

Sabato 6 gennaio dalle 00.55  alle 7.00

IL CINEMA CERCA CASA (2)

HomeMovies100 – Un film all’anno (1924-1989) 

a cura di Fulvio Baglivi

IL SECOLO RIDOTTO – UN’INTRODUZIONE DI MIRCO SANTI E PAOLO SIMONI

(Italia, colore, 15’ circa)

A cura di: Fulvio Baglivi

Con: Mirco Santi e Paolo Simoni

Mirco Santi e Paolo Simoni, fondatori di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e del festival Archivio Aperto, raccontano il progetto Un film all’anno (1924-1989) che Fuori Orario presenta in prima visione TV e che ben rappresenta lo spirito e le idee che sono alla base della ricerca e della collezione dell’archivio Home Movies.

 HOMEMOVIES100 – UN FILM ALL’ANNO (1924-1989)        PRIMA VISIONE TV

(Italia, colore e b/n, dur., 260’ circa)

A cura di: Mirco Santi e Paolo Simoni

Fuori Orario torna a presentare una notte curata da Home Movies, questa volta i materiali di cineamatori e filmmaker abbraccia larga parte del secolo scorso, dal 1924 fino al 1989, date simboliche per la messa in commercio del formato 16mm la prima, il 1989 come segno di cambiamenti epocali non solo nell’ambito del cinema di famiglia.

Diviso in cinque parti, la prima dal 1924 al 1939, 1940-1956 la seconda, 1957-1968 la terza e a seguire 1968-1976 e poi 1977-1989 nella notte si susseguono riprese di eventi privati come matrimoni e feste di famiglia con filmati relativi a momenti storici “collettivi” come i funerali delle vittime della strage dell’Italicus o le tornate elettorali.

“Per il festival Archivio Aperto e Fuori Orario proponiamo Un film all’anno, un’antologia dei frammenti dell’Almanacco presentati in cinque programmi e in ordine cronologico, dal 1924 al 1989. Un film a rappresentare un anno. La linea del tempo come flusso in cui immergersi. E così, ancora una volta, sondiamo il rapporto tra il cinema amatoriale e la Storia.

Vediamo dunque il Novecento nel suo farsi, raccontando il “secolo breve” ovvero, nel nostro caso, il “secolo ridotto”.” [Mirco Santi e Paolo Simoni, Home Movies]

 

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