LOCARNO 66 – "Una musica contro la crisi", incontro con Andrea Segre e Vinicio Capossela

locarno 66, vinicio capossela
Dopo le affollatissime anteprime in Piazza Grande,
 il Festival parte ufficialmente con Indebito, il documentario di Andrea Segre firmato assieme al cantautore Vinicio Capossela. Un viaggio appassionato nel rebetiko, genere musicale nato sotto le dittature. I due autori raccontano l'esperienza in un incontro con il pubblico moderato dal neodirettore Carlo Chatrian

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vinicio capossela a locarnoLocarno, 7 agosto. Dopo le affollatissime anteprime in Piazza Grande, che malgrado le defaillance della tecnica (circa un'ora di ritardo alla proiezione di Chinatown per guasti all'impianto elettrico) testimoniano la grande voglia di cinema del pubblico locarnese, il festival parte ufficialmente con Indebito, il documentario di Andrea Segre, già autore dell'apprezzatissimo Io sono Li, firmato assieme al cantautore Vinicio Capossela. Un viaggio appassionato nel rebetiko, genere musicale nato sotto le dittature, canto struggente contro quella "bile nera" che attanaglia le esistenze del popolo greco oggi come allora.

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Carlo Chatrian lo ha scelto come film d'inizio della sua gestione del festival. In Indebito ritrova quell'idea di frontiera, di viaggio tra mondi e culture che vuole caratterizzi i film della rassegna. "Il cinema stesso è nato per far viaggiare quelli che non potevano farlo e mi sembra che Vinicio incarni il principio del viaggio". 

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Le persone

"Il film è nato come viaggio nella musica ma sono stato subito attratto dalle persone che la tenevano in vita e viceversa", racconta Segre. "Come molti di questi musicisti hanno raccontato, questa musica non li fa sentire soli, li avvicina alla sofferenza vissuta dalle generazioni precedenti. Proprio per questo ad un certo punto la scelta piu giusta ci è sembrata quella di affiancare alle parole delle canzoni i pensieri dei musicisti, le loro riflessioni notturne, quando la stanchezza ti fa avere meno filtri"

vinicio capossela, andrea segre e chatrian presentano Indebito a Locarno
Il rebetiko

Vinicio Capossela spiega il suo approccio al film: "Mi sono chiesto quale attualità potesse avere questa musica oggi, di fronte alla crisi. Tutto cio' che appartiene alla cultura greca mi sembra raccontare l'uomo in maniera universale. Noi volevamo raccontare questo paese davanti alle cose che ci arrivano senza riparo. Non si affrontano altro che i macro e microdebiti ma non i debiti che ognuno di noi ha nei confronti della vita. Volevamo descrivere, attraverso questa musica e questa gente, chi siamo una volta che ci è stato tolto tutto, il credito e il debito della persona".

"Il rebetiko è uno stile di vita, un modo di esprimere se stessi. Gli stessi strumenti usati sono indicativi di un atteggiamento verso la vita: il buzuki viene da buzuk che significa 'errore', e dà quindi alla fallibità dell'esperienza tutto un altro valore. Il baglamas, invece, questa chitarra cosi' piccola, fatta apposta per poter essere nascosta, ha una specie di conchiglia alla fine. Dentro, come diciamo nel film, ti sembra di poter sentir suonare le anime di tutti i rebetes morti".

 

 

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