#Locarno68 – Hong Sang-soo: “Nel film c’è una parte di me”

Hong Sang-soo arriva a Locarno per presentare Right Now, Wrong Then, due film in uno che apparentemente sembra aver avuto una gestazione più complessa e dei tempi più lunghi. Ma lui subito ci contraddice: “Non è stato così complesso, le riprese sono durate tre settimane”. Poi si sofferma sulla scelta del film diviso in due parti apparentemente speculari ma con sostanziali differenze: “Sta allo spettatore decidere cosa scegliere. Ogni persona può interpretare la storia come vuole, evitando ogni spiegazione logica. La differenza è sottile, sta nei dettagli. Comunque è la prima volta che ricorro a una struttura del genere. Nei miei film precedenti ne utilizzavo una più elementare”.

Ci può essere il sospetto che nella figura del cineasta o nella storia raccontata possano esserci elementi autobiografici. Ma Hong è d’accordo a metà: “Certro, ci sono alcuni particolari della mia vita. Comunque mi riconosco in entrambe le parti che, in qualche modo, coesistono dentro di me”. Poi scherza sul cinema dove si deve tenere il dibattito che è quasi vuoto: “È una situazione realistica”. Sull’uso dello zoom: “È una cosa che mi piace fare soprattutto quando vedo che ogni volta il risultato mi soddisfa. Quando uso lo zoom è per creare una zona più interiore o una maggiore distanza”. Sul rapporto con la critica cinematografica coreana, derisa nella prima parte del film, glissa abilmente la domanda.

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Anche Right Now, Wrong Then sembra avere un’immediatezza che potrebbe essere crerata essenzialmente attraverso l’improvvisazione. Ma il cineasta precisa: “Tutti i dialoghi del film sono scritti. E la motivazione e il punto di partenza cominci dagli attori. Ciò che conta è l’impressione che ho di loro. E quando mi fanno ricordare qualcosa del passato, a quel punto inizia a nascere la struttura del film”.