Querido Fidel, di Viviana Calò

Una commedia familiare ambientata a Napoli, nel 1991, tra canti rivoluzionari, sorrisi, e principi non in vendita. Presentato in anteprima al Bif&st 2021

Vienes quemando la brisa, con soles de primavera, para plantar la bandera, con la luz de tu sonrisa. Aquí se queda la clara, la entrañable transparencia, de tu querida presencia Comandante Che Guevara

Emidio è un rivoluzionario, dunque Emidio è pazzo. Di una pazzia imprudente, sfacciata, libera di mostrarsi, senza il pericolo di essere riconosciuta per quello che veramente rappresenta, un ideale di libertà. Facile vestire panni di comodo, facile seguire i leader del momento, assecondare le mode, disimpegnarsi con l’emulazione. Più complicato lottare, scendere in piazza a gridare un dissenso, compiere degli atti di disobbedienza al fine di sabotare un sistema considerato iniquo. Costruito sulle spalle dei deboli e tenuto in vita a costi altissimi. Emidio (Gianfelice Imparato) vive a Napoli, con la moglie Elena (Alessandra Borgia), il figlio Ernesto e la nipotina, Celia. È cresciuto nel mito del padre, andato a Cuba a condividere la battaglia di Fidel Castro. Diventato adulto, ha trasformato la sua casa in un avamposto del socialismo, dove si ascolta musica caraibica, come Hasta la vista comandante Che Guevara, si attua un razionamento e si mangiano piatti esotici a base di platano. Si fanno scorte di fagioli e tabacco. Si respira un’altra epoca, un aria diversa. Tutti nel quartiere pensano sia uno strambo.

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La vicenda raccontata da Viviana Calò, in tono da commedia, si svolge a Napoli, nel 1991, in una città ancora frastornata e distratta dal tornado Maradona, l’eroe dei due scudetti partenopei, successi clamorosi, storici, tali da far dimenticare un attimo i gravissimi problemi che la attraversano in un tanto atteso spirito di rivalsa. Lui vive di ben altri simboli, si sente figlio della rivoluzione, indossa un uniforme e soprattutto esprime aperto dissenso verso la filosofia Yankee e le sue regole improntate al capitalismo spinto.
Oltre ai familiari, escluso Ernesto, venduto al nemico ed ossessionato da calcio e donne, suo compagno di fronte e’ nientemeno che lo stesso Fidel, con il quale intrattiene un rapporto epistolare da trent’anni. Le lettere sono il tracciato vocale, accompagnano lo spettatore, registrano i segni del tempo e ricostruiscono con le parole un che mondo sta cambiando. Sempre più velocemente, ed ogni cambiamento porta in sé entusiasmo o incertezza, la differenza spesso sta negli occhi di chi guarda. La sua famiglia subisce identico destino, viaggia nei suoi umori, le gioie e la tristezza, la nascita e la morte, e riduce in una dimensione minore movimenti e percorsi più grandi.

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Querido Fidel è come un sogno, dove nessuno è normale e si possono accarezzare i desideri, prima di svegliarsi. Sono dolci e riflessivi e abitano scenari impensabili. Ribadisce la necessità di sfuggire alle etichette, di ripensare il futuro e rischiare, essere sempre e comunque incoscienti, quando la saggezza significa rinunciare e mettersi in fila insieme alla massa. Le alternative sono bizzarre, anacronistiche alcune volte, eppure esistono, servono a sfuggire ad un unico mantra, il denaro, e concepire altri idoli, e poi, magari dopo una vita, andare oltre. Le differenze aiutano il confronto, sono una risorsa, ed i motivi di scontro l’anticamera di uno scambio doloroso ma necessario. Cadono gli idoli, transitori, restano i principi, non in vendita. Tradito il principio resta soltanto il nulla.

Regia: Viviana Calò
Interpreti: Gianfelice Imparato, Alessandra Borgia, Marco Mario De Notaris, Sonia Scarfato, Marcella Spina, Antonella Stefanucci, Valentina Acca, Ninni Bruschetta
Distribuzione: TeleAut produzioni, Altri Sguardi
Durata: 91


Origine:
Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.29 (7 voti)
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