RIVISTE DI CINEMA – Intervista a Jim Jarmusch: “Appena cominciamo le riprese, i miei film si fanno più divertenti.”

Il sessantunenne Jim Jarmush è il lupo solitario del cinema indipendente americano. Dopo un inizio all’insegna del DIY (Do It Yourself) ha trovato la sua nicchia da autore idiosincratico capace di appropriarsi di generi molto diversi – il western nel 1995 con Dead Man, la commedia romantica Broken Flowers nel 2005 – e di contaminarli con il suo tocco inconfondibile di umorismo hipster, intelligenza beffarda e romanticismo assorto. Il suo ultimo esperimento è Only lovers left alive, nel quale Tilda Swinton e Tom Hiddleston, due vampiri vecchi di qualche secolo, lottano per scendere a patti con una vita moderna.

Cos’è che ti ha fatto vedere Tilda come un vampiro?

“I vampiri non sono dei mostri goffi e privi di coscienza, sono sofisticati. Tilda mi è parsa molto “vampiresca”. E’ pallida, ha un aspetto elegante ed è aggraziata. Quando la filmavo mentre camminava per le strade di Tangeri ho realizzato che c’era qualcosa di predatorio in lei.”

Tom Hiddleston ha sostituito Fassbender. Cos’è che ti ha attratto in Tom?

“Inizialmente mi sentivo sconfitto perché adoro Michael, eppure penso ci sia una ragione perché poi abbia scelto Tom. Michael ha qualità viscerali ma Tom era capace di aggiungere un carattere maggiormente cerebrale. L’ho visto in Midnight in Paris di Woody Allen e mi sono detto “No, quello non è il mio ragazzo”. Ma ho avuto l’opportunità di incontrarlo a New York ed è stato incredibile. Era così alto, aggraziato e fisicamente elegante e sembrava aver acquisito tutte le caratteristiche che cercavo. Col passare degli anni questo progetto è sempre naufragato. Chiamavo Tilda e le dicevo “Va bene così. Vuol dire che non eravamo ancora pronti.” Abbiamo dovuto aspettare di avere le componenti giuste e penso che Tom fosse una di queste.”

C’è un sacco di umorismo, molto asciutto, in questo film, come del resto anche negli altri tuoi lavori…

“Comincio ogni film pensando a quanto possa essere pesante e ricco di aspettative. Ma appena cominciamo le riprese tutto si fa più divertente. Nella sala di montaggio, di solito termino il lavoro dicendo fra me, “Hey, è proprio una commedia, Jim.”Sembra non sia capace di rimuovere una certa propensione allo humor nemmeno provandoci.

Cos’è che ti ha fatto decidere di utilizzare le musiche della tua band, Sqürl, nel film?

“Ho sempre voluto che il film fosse immerso nella musica ma il nostro budget era limitato e gli Sqürl lavorano veramente a buon mercato. Inoltre ho deciso che il nostro personaggio musicista, Adam, dovesse essere così anti-virtuoso nella sua vita che usare gli Sqürl aveva senso. Noi suoniamo un rock lento, da ronzìo fuso.” 

Il film è immerso in una specie di decandeza sensuale. Sei romantico? 

“Veramente non saprei. Però riconosco un certo appeal romantico nella desolazione dei paesaggi post industriali. Le città nel film sono molto importanti, Detroit, Tangeri. Detroit è una città fantasma spopolata e Tangeri è un posto virante e pieno di vita. Queste location hanno aiutato a definire i personaggi.”

Uno dei passaggi più importanti nel film è quando Adam dice “Non sappiamo proprio niente dei funghi.” E’ vero?

“Ah! Certo che è vero! Sono diventato un micologo amatoriale qualche anno fa quando ho preso un bel piatto di pappardelle e funghi selvatici in un ristorante di New York e a mezzanotte tutti i miei organi interni hanno cominciato a chiudere le attività. Mi hanno portato di corsa all’ospedale e se fossi arrivato anche solo un’ora più tardi me ne sarei andato. Così ho approfondito e approfondito aspetti che non conoscevo. Il loro dna è più vicino agli animali che alle piante. Ovviamente presentano proprietà psicoattive. Alcune teorie sostengono che arrivino dalle profondità dello spazio e riguardino la nostra evoluzione.sono l’organismo più diffuso sulla terra. Molti credono che presentino un’intelligenza molto potente. Sono davvero fenomenali. Potrei continuare ma rischierei di annoiarti…”

Su Time Out l'articolo nella versione originale.