#Russia2018 – Allucinazioni

Eduardo Galeano riporta in “Splendori e miserie del gioco del calcio” (uno dei libri più belli che sia mai stato scritto su questo sport): Allo scrittore uruguaiano Paco Espinola il calcio non interessava neppure minimamente, ma un pomeriggio dell’estate del 1960, cercando qualcosa da ascoltare alla radio (anche il sottoscritto l’altro giorno era tutto orecchie per carpire vanamente un sussulto mondiale in etere…), s’imbatté per caso nella cronaca di una partita. Era un derby locale, Nacional contro Peňarol, che finì 4 a 0 per il Nacional. Giunta la sera, Paco si sentiva così triste che decise di cenare da solo per non amareggiare nessuno. Da dove veniva tutta quella tristezza? Paco stava già pensando che fosse una tristezza così, senza una causa precisa, una tristezza vaga, esistenziale, dovuta forse al dolore di essere mortale, quando invece all’improvviso si rese conto che si sentiva così triste perché il Peňarol aveva perso, peraltro sonoramente. Era tifoso del Peňarol e non lo sapeva…”.

2018, Dortmund, anticipo di Cannavaro sulla trequarti  prima di cedere palla a Totti, verticalizzazione a Gilardino che parte in contropiede e punta solitario la porta teutonica; l’attaccante giunto al limite dell’area pare abbia esaurito il suo compito, ma all’improvviso, come in un’allucinazione, compare Del Piero, a tutta velocità, partendo da un angolo nascosto, come quel podista amatoriale barese alla maratona di Londra, che accorcia il percorso di 16 chilometri, appare miracolosamente davanti a tutti e taglia il traguardo addirittura prima dell’oro olimpico Mo Farah. Allora anche Del Piero arriva fresco come una rosa, va in sovrapposizione a Gilardino, riceve palla sulla corsa e prende il “sette”. L’Italia è a Berlino!!! La Germania contro di noi ai Mondiali esce sempre con le ossa rotte. Siamo la loro bestia nera. Anche stavolta la storia si ripete. Su questi concilianti pensieri, da lontano parte “Messico e nuvole”, la faccia triste dell’America, il vento suona la sua armonica, che voglia di piangere ho… e sale: “Scusi, chi ha fatto palo?”. Al vetro rotto, parte un fendente in pieno volto.

Bene, il risveglio è tremendo, devastante, era solo un remake, con un tricolore diverso, interpreti nuovi, ma lo stesso controcampo. Mi risveglio e finisco catapultato a Frosinone, dietro una telecamera “nascosta”, puntata sulla panchina ciociara, che riprende di spalle i calciatori. A pochi minuti dalla fine dello spareggio promozione contro il Palermo, tutto il mondo assiste ad uno spettacolo raccapricciante, allucinante, da non credere, un “fake” sperato: calciatori locali lanciano di nascosto palloni in campo, durante la gara, intenti a bloccare gli ultimi sforzi avversari per  raddrizzare il risultato sfavorevole. Questa è la realtà nostrana, di giugno 2018? Se siamo tornati all’età della pietra, allora meglio averne almeno 4 di pietre, due per ogni porta. Allucinazioni, remake, esercizi di “attribuzione erronea” (Borges):  sempre in sé il rischio dell’errore per qualcosa che resta irripetibile. Italia e nuvole, la faccia triste dell’Unione, il vento suona la sua fisarmonica, che voglia di piangere ho…