SmoKings, di Michele Fornasero

SmoKingsUn bel giorno uno dei fratelli Messina ha fatto la doccia e, una volta finita, ha avuto un’idea geniale: vendere sigarette online a prezzi stracciati grazie all’esenzione dalle tasse. Il fratello l’ha subito seguito ed è nato il sito Yesmoke.com che, servendosi di un magazzino con sede in Svizzera e gestito da Mosca, ha permesso ai due di arrivare a un fatturato di 100 milioni di dollari annui. Al culmine del successo è arrivata la causa per concorrenza sleale da parte della Philip Morris che ha chiesto un risarcimento di 550 milioni di dollari. Da questo momento, e in seguito all’apertura della fabbrica di Yesmoke in Italia, è iniziata una vera e propria guerra contro la multinazionale e contro lo stesso Stato italiano che, dagli accordi con le multinazionali, ha dei grandiosi profitti.

E’ di gran rilievo il lavoro condotto dal team di Michele Fornasero il quale è riuscito a seguire la vicenda dei due protagonisti con sorprendente costanza e precisione, a partire dagli esordi virtuali soltanto raccontati fino agli sviluppi quotidiani (come l’assedio dei carabinieri, l’occupazione fatta dai dipendenti o le interviste alle radio) di cui la macchina è sempre stata impeccabile testimone. In un continuo gioco di costruzioni geometriche e con sollazzi in stile Le Iene o Men in black, Fornasero incornicia i fratelli Messina e tutti quelli che li circondano sfruttando le forme della fabbrica in cui lavorano: le sue porte e finestre, le impalcature, attraversate costantemente da questi personaggi tanto interessanti quanto non chiari nei reali intenti. A volte sembra che sia davvero tutto un gioco, che si parla di sigarette ma che in realtà avrebbe potuto trattarsi di qualsiasi altra cosa e allora ecco che si cerca di scrutare le espressioni spesso afflitte ma furbe dei fratelli.

L’ironia, infatti, è l’elemento che maggiormente arricchisce SmoKings (che ha vinto il premio CG Home Video – Cinemaitaliano.info  come Miglior film al Festival dei Popoli e il premio per la Postproduzione al Festival Visions du Réel in Svizzera) che non può essere definito un semplice documentario (di denuncia o di osservazione di una storia) ma si tratta di una sfida cinematografica a realizzare un'opera innovativa pur se dentro le regole, sfruttando una base molto potente dal punto di visto estetico, etico, cronologico e visivo. La fotografia di Paolo Ferrari (Fatti della banda della Magliana, Ragioni politiche) ha contribuito al gioco rendendo la traccia dell’opera simile a un pacchetto di Malboro, con un prevalere di bianchi e rossi che personalizzano un’opera prima pungente e intelligente.

 

Regia: Michele Fornasero

Distrbuzione: I Wonder Pictures

Durata: 96'

Origine: Italia 2014