SPECIALE IL NOSTRO NATALE – Gremlins, di Joe Dante

Partiamo da una canzone. Si intitola Christmas (Baby please come home) ed è un classico natalizio di Darlene Love datato 1963. Ebbene per anni questa canzone – che noi e i nostri genitori avremo ascoltato decine di volte in film, spot pubblicitari e magari in qualche playlist dispersa nella rete – la associavo a Gremlins di Joe Dante. Accompagna infatti i titoli di testa del film subito dopo il prologo ambientato a Chinatown nel quale l’inventore Peltzer acquista il mogwai dal bottegaio cinese come regalo di Natale per il figlio Billy. Non c’è niente di più natalizio di questa intro musicale innevata  che si sposa benissimo con il candore della cittadina che di lì a poco sarà messa a ferro e fuoco dai buffi e crudeli mostriciattoli di Dante e Spielberg – qui produttore esecutivo che compare anche in un cameo su una bicicletta stramba con monitor e bandiera americana durante un convegno tecnologico. Tra parentesi la canzone di Darlene Love è presente per qualche manciata di secondi anche in una sequenza di Quei bravi ragazzi di Scorsese – quella dove De Niro sbrocca nel pub ai soci che dopo la rapina si sono messi a spendere soldi per cadillac e pellicce – ma è nel film di Dante che viene usata per “giocare” su un immaginario forte e su memorie fanciulle che durano una vita. Christmas (Baby please home) è la canzone di Natale e Gremlins è il mio/nostro film di Natale.

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È uno di quegli horroracci fantastici tra B movie e cinema di serie A come se ne facevano solo negli anni ’80. Joe Dante è un grande regista sottostimato e ce ne vuole per non riconoscere in Gremlins un vero e proprio capolavoro del genere. Non c’è una scena o un dialogo che non siano giusti in questo film. Tutto avviene con una precisione e un’onestà nei confronti dei personaggi e del pubblico che oggi difficilmente riusciamo a riconoscere in altri autori. Gremlins è un film di (piccoli) mostri che fanno casino, incutono disgusto e risate scena dopo scena. La piccola provincia americana ne esce con la giusta dose di ironia acida che questo tipo di cinema non ha mai lesinato, ma c’è anche una storia d’amore giovanile bellissima che in tanti non ricordano e che lo rende ancora più speciale ai miei occhi. Come ci ha ricordato il recente Burying the ex, Joe Dante è un grande nel raccontare l’innamoramento e i rapporti di coppia contaminati dall’immaginario nerd, pop e cinefilo e qui l’amicizia tra Billy e Kate – che alla fine sfocerà in un bacio sotto gli occhi del dolce Gizmo – produce almeno un paio di momenti malinconici sul Natale che farebbero invidia a tanti cineasti “impegnati”. Il monologo di Kate sulla morte del padre nel giorno di Natale è una scena insolita e disturbante da inserire in una fiaba per bambini – cosa che Gremlins è fino a un certo punto. Da ragazzino mandavo avanti la videocassetta saltando quel momento perché mi faceva soffrire. Ma in anni e anni è forse il frammento che ricordo meglio pur avendolo rivisto pochissime volte. È veramente un piccolo pezzo di cinema e scrittura che sembra preso da Dickens.

Non scherziamo ragazzi, Joe Dante è un grande!