SPECIALE TRUE DETECTIVE: Woody Harrelson, la scia dell'iconoclasta

 "Life is quite a dichotomy. I was in a taxi the other night, and we started talking about life and the taxi driver goes, 'Chaos and creativity go together. If you lose one per cent of your chaos, you lose your creativity.' I said that's the most brilliant thing I've heard. I needed to hear that years ago".  W.H. intervistato dal The Guardian

 

 

woiody harrelsonUna faccia che può esplodere come un quadro astratto. Il fisico solido da texano, un passato difficile che spesso appare di sfuggita nelle luccicanze di uno sguardo fiero e disincantato. Woody Harrelson, classe 1961 da Midland (TX) appunto, ha trovato nella pelle di Marty Hart, il poliziotto delle serie True Detective, l'ennesimo caparbio personaggio su cui edificare la sua incontrollabile ed efficace capacità attoriale. Ma non è una sorpresa, diciamolo ad alta voce, dopo Larry Flynt (candidato all'Oscar), Non è un paese per vecchi, The Messenger-Oltre le regole (seconda candidatura alla statuetta d'oro), Out of the furnace, a memoria

 

Figlio di un sicario condannato all'ergastolo (è tutto vero e nell'intervista al The Guardian W.H. racconta per bene cosa ha significato per lui e la sua famiglia), buone scuole lontane dal natio Texas W.H. diventa famoso con la sitcom Cin cin, che gli vale un Emmy lavorando dietro il bancone nei panni di Woody Boyd. Il debutto al cinema avviene nel1986 con Una bionda per i Wildcats, al fianco di Goldie Hawn. La fama arriva nel 1993 con Proposta indecente e poi nel 1994 con Assassini nati – Natural Born Killers e nel 1996 con Larry Flint. La scalata è compiuta. Anche se con film di Stone gli si appiccicherà addosso l'etichetta di attore perfetto per i ruoli del 'fuori di testa'.

W.H., che oggi vive (beato lui) alle Hawaii, ha lavorato con registi come Spike Lee, Micheal Cimino, Robert Altman, Ron Howard, Stephen Frears, Terrence Malick, Volker Schlöndorff, Berry Levinson, i Coen e Paul Schrader. Insomma un bel pezzo di Hollywood e dintorni, che qualcosa di cinema mastica. Difficile però trovarlo come protagonista, in molti hanno visto la sua duttilità e magnetismo in ruoli da antagonista, l'incontrollabile folle che può uccidere da un momento all'altro, confinando un attore dalle grandi potenzialità e dalla forte presenza scenica tra le 'secwoody harrelsononde' linee. Ma W.H non si è certo perso d'animo. O forse non gli è mai interessato sfidare colleghi più blasonati. Le sue scelte, professionali e personali, hanno sempre seguito la scia dell'iconoclasta.  Le battaglie ecologiste, la scelta di vivere alle Hawaii, la passione per il basket e lo sport in generale. Da vedere il suo roadtrip in bicicletta  sulla costa pacifica (nel documentario Go Further) per dimostrare la possibilità di una vita ecosostenibile. L'eclettismo di W.H. non è passato inosservato anche nelle commedie. A fianco di Will Ferrell in Semi-pro e in coppia con Jennifer Aniston in Management. O, recentemente, nella saga di Hunger Games. Ora con l'amico di sempre Matthew McConaughey  ha centrato un altro successo, True detective. Una coppia che si immerge nei paesaggi e tra le storie criminali della gente della Louisiana come raramente si era visto sul piccolo schermo. Nessuno si arrabbierà se una fetta del merito spetta anche a W.H.

 

 

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