#TFF33 – “Tra identità e memoria”: presentato il programma del Torino Film Festival

Sotto lo sguardo attento e sornione di Orson Welles, che campeggia sul bel manifesto ufficiale, è stato presentato questa mattina il programma completo del trentatreesimo Torino Film Festival

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Sotto lo sguardo attento e sornione di Orson Welles, che campeggia sul bel manifesto ufficiale, è stato presentato questa mattina il programma completo del trentatreesimo Torino Film Festival (ecco il Link per consultarlo). Subito i numeri: 47 opere prime e seconde, 50 anteprime mondiali, 20 anteprime internazionali e 71 anteprime italiane per un  programma tradizionalemente molto ricco. Emanuela Martini, direttrice artistica del Festival, dice che le linee guida per la selezione sono state “più o meno quelle che hanno improntato il nostro lavoro negli anni scorsi. Tanta attenzione alle opere prime e seconde e un’attenzione particolare agli esordienti, non solo nel Concorso principale, ma in ogni singola sezione. Sinceramente ringrazio il cielo che la città di Torino sia così ricettiva al cinema e riempia le sale ogni anno. Sale che quest’anno sono tornate ad essere 11 in tutto ripristinando le 3 che lo scorso anno ci erano mancate. Il Festival di Torino, come sempre, è rivolto a molti pubblici diversi: dal cinefilo, all’addetto ai lavori, allo spettatore comune che vuole conoscere cose nuove o ricordare il cinema del passato. Ecco: noi dobbiamo rivolgerci a tutti creando un equilibrio. Per questo la retrospettiva di quest’anno su La Terra vista dal Cinema mi è sembrata adatta in questo momento storico.” Infine spazio a Julien Temple come guest director che “oltre a portare il suo attesissimo nuovo film The Ecstasy of Wilko Johnson ha curato una sezione dal nome inquietante (Questioni di vita e di morte) ma dai risvolti belli e inattesi. Poi Julien è perfetto per Torino, è venuto molto spesso in passato, ama questo Festival e sinceramente me lo terrei sempre come collaboratore.”

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Per quel che riguarda i film italiani ce ne saranno ben 4 in concorso, “ormai una tendenza per i Festival: 5 francesi a Cannes, 4 italiani a Venezia e ora anche noi ne proponiamo 4 (Colpa di Comunismo di Elisabetta Sgarbi, Mia madre fa l’attrice di Mario Balsamo, I racconti dell’orso dei giovanissimi Samuele Sestieri e Olmo Amato, Lo Scambio di Salvo Cuccia). Diciamo però che noi privilegiamo un cinema giovane e a volte produttivamente molto, molto, indipendente che di solito non arriva nelle platee di Cannes o Venezia”. Le tematiche ricorrenti, i fili rossi di un festival “quest’anno sfuggono anche a me. Nel senso che forse quanti più film vedi più fili rossi trovi e quindi è veramente difficile isolarne alcuni. Forse la ricerca di radici, il rapporto con i padri, il classico coming of age, è interessante che ritorni in condizioni produttive e in paesi molto diversi.” Un Festival che propone in concorso film dalla Siria al Belgio, dalla Francia alla Danimarca, dall’Argentina al Portogallo senza dimenticare l’amato indie americano che trova da anni a Torino una vetrina importante.

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martiniIl TFF33 verrà aperto da Suffragette, film diretto da Sarah Gavron con Cary Mulligan, Helena Bonham Carter e Meryl Streep che darà il via alla sezione Festa Mobile, quella che ospita gli sguardi più popolari e riconoscibili con Terence Davies come atteso Gran Premio Torino 2015.

Davide Oberto presenta invece la selezione comleta delle tre sezioni di TFF Doc (Internazionale Doc, Italiana Doc, Focus) “anche se diventa sempre più difficile selezionare documentari, visto che il confine con la fiction è sempre più labile. Con Emanuela e Massimo ci scambiamo i film o ci consigliamo l’un l’altro.” TFF Doc quest’anno ospiterà un Focus tutto dedicato al Meditarreneo come crocevia di rotte imprevedibili, “scelta che ovviamente tiene conto dell’attualità ma che vuole anche indagare l’identità forte di un mare che da sempre è stato produttore di grande immaginario popolare”. Sezione che ospiterà anche un omaggio a Chantal Akerman con la visione di due rarità come Lettre d’un cinéaste e Chantal Akerman par Chantal Akerman.

E arriviamo a Massimo Causo che cura la sezione più sperimentale e tradizionalmente ricca di sguardi di rara potenza o invisibili ai più: Onde. Quest’anno è una “selezione mirata a questioni identitarie in un intreccio di meridiani che toccano diverse zone del Mondo. Ci spingiamo dalla vecchia Europa sino alle Filippine (con Balikbayan #1 di Kidlat Tahimik), dalla Cambogia alla Tailandia di Weerasethakul (con Cementery of Splendour). Identità che si allarga poi al cinema come dispositivo e ai suoi supporti: dal VHS al Super 8 visti come memoria irrinunciabile, personale e collettiva. Con la curiosità assoluta di vedere un inedito in 8mm di Glauber Rocha che negli stessi anni ’70 del Cinema Novo ha girato questa sorta di scheggia di cinema resistente”. Appuntamento dal 20 al 28 Novembre, allora, per testare sul campo questo ricco programma.

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