THE WITCHER: tra libri, videogame e Netflix

La fine del 2019 ha regalato agli amanti delle serie tv uno dei prodotti più attesi degli ultimi anni: The Witcher ha debuttato il 20 dicembre su Netflix, catalizzando immediatamente su di sé le attenzioni di pubblico e critica, e diventando la serie più ricercata e con più coinvolgimento social al mondo.

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Con un punteggio di 8.5 su IMDB, risultato di 172.735 voti al momento risulta essere una delle serie Netflix a rating più alto, superata solo da colossi come Stranger Things, Narcos, House of Cards e The Crown. Numeri importanti, un protagonista i cui mugugni sono diventati materia per svariati meme e una canzoncina che è diventata un tormentone.

La serie è tuttavia solo l’ultimo tassello di un franchise dark fantasy fra i più noti ed apprezzati al mondo, che comprende raccolte di racconti, romanzi, videogiochi e fumetti oltre ad un’altra serie tv ed un film che non ottennero tuttavia un grande successo.

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Alla base di tutto c’è la saga letteraria di Geralt di Rivia, scritta dal polacco Andrzej Sapkowski. Il primo libro, Wiedzmin, risale al 1990 e comprendeva cinque racconti con protagonista il witcher Geralt. Il successo porta Sapkowski a continuare una saga che finora comprende tre raccolte di racconti e sei romanzi, tutti recepiti con grande entusiasmo da pubblico e critica, soprattutto grazie a un protagonista cinico e disilluso ma con un preciso codice morale, che si muove in un mondo fatto di manipolazioni, guerre e crudeltà.

The Witcher
Nel 2002, in contemporanea con l’uscita di un film e una serie tv di scarso successo, una software house polacca, la CD Projekt (che fino a quel momento si era occupata esclusivamente della traduzione in lingua polacca di videogiochi famosi) acquista da Sapkowski, per una cifra irrisoria (intorno ai  10.000 dollari) i diritti per trarre un videogioco dalla saga letteraria. The Witcher vede la luce nel 2007, dopo anni di lavoro e un team creativo che diventa sempre più grande. Il successo è immediato, le copie vendute superano abbondantemente il mezzo milione ed espandono ulteriormente la fama della saga.

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Al primo capitolo videoludico ne segue un secondo, The Witcher 2: Assassins of Kings, pubblicato nel 2011 e anch’esso di grande successo. Nello stesso periodo, Sapkowski torna a scrivere un nuovo  romanzo della saga, finora l’ultimo: La stagione delle tempeste.

C’è da precisare, riguardo ai libri, una peculiarità: l’ordine di uscita dei volumi non rispetta necessariamente la cronologia interna degli eventi, caratteristica di cui è in parte rimasta traccia nell’adattamento Netflix e che ha causato  non poche perplessità negli spettatori; l’account Twitter ufficiale della serie ha messo a disposizione un  grafico.

Nel 2015 esce The Witcher 3: Wild Hunt, ultimo capitolo della saga videoludica. Se il successo dei primi due capitoli era stato grande, questo batte ogni record: vince più di ottocento premi del settore, viene acclamato dalla critica e vende circa 10 milioni di copie.

Era inevitabile quindi che si concretizzasse il progetto di una nuova serie, con un attore di richiamo come Henry Cavill (anche se alcuni fan avrebbero preferito Mads Mikkelsen) ed un budget più sostanzioso. Il lavoro ha dato ottimi risultati, e la serie è già stata rinnovata per una seconda stagione, che non vedrà però la luce prima del 2021.