Un matrimonio da favola. Incontro con i fratelli Vanzina e il cast

E' stato presentato questa mattina a Roma Un matrimonio da favola, l'ultimo film di Carlo e Enrico Vanzina (Sapore di te, Mai Stati Uniti, Buona giornata). Ad accompagnare i due prolifici cineasti , durante la conferenza stampa, è intervenuto il nutrito cast della pellicola, composto tra gli altri da Ricky Memphis (La mossa del pinguino, Immaturi, Mai Stati Uniti), Emilio Solfrizzi (Femmine contro Maschi, La terra,Mi rifaccio vivo), Giorgio Pasotti (Nottetempo, Sapore di te, L'ultimo bacio) e Stefania Rocca (Piazza delle cinque lune, Voce del verbo amore, Casomai). Il film, distribuito da 01, uscirà il prossimo 10 aprile in 380 copie.



Che genere di commedia è Un matrimonio da favola?

Carlo Vanzina:
II nostro è un film comico con una piccola ambizione. Raccontare la vita di cinque compagni di scuola pronti a fare il bilancio della loro vita. Guardando ad altri grandi classici del genere penso che ci siamo riusciti.

Enrico Vanzina:
Una volta ai francesi quando si paragonava un loro film alla commedia all'italiana era motivo d'orgoglio. Oggi si fa il contrario e sentirsi dire che la propria pellicola sembra una commedia francese è un grande complimento visto i grandi successi che questa ha ottenuto negli ultimi anni. Siamo molto contenti del film, credo che Carlo davvero sia riuscito a migliorare una già ottima sceneggiatura. 


Vi siete ispirati a un fatto di cronaca per scrivere il film?

Enrico Vanzina:
La storia della sposa e il testimone è un classico delle barzellette. Mi piaceva l'idea di vedere una brava ragazza come Andrea tradire il suo futuro sposo. L'ispirazione sono stati molti film sulle rimpatriate e i matrimoni. Siamo passati da classici  come Il matrimonio del mio migliore amico e Il grande freddo a film più vicini a noi come Compagni di scuola e Immaturi

Ci parlate dei vostri personaggi?
Giorgio Pasotti: Nel mio c'era la difficoltà chiara di far trasparire il suo segreto senza essere sfacciato. Era questa la sfida del personaggio e ho lavorato molto per non cadere mai nella trappola della macchietta. 

Stefania Rocca:
 In Luciana c'è molto di quella vena malinconica di chi ha vissuto una vita lontana dai suoi sogni. L'incontro con i suoi vecchi cinque amici segna la svolta che cercava. Reputo questo un film importante perchè è una commedia sulla vita realtà, sui sentimenti. 

Emilio Solfrizzi:
Il mio, invece, è un personaggio meschino, un fallito. Giovanni non è il classico adultero che abbiamo imparato a conoscere nella commedia italiana ma un personaggio davvero terribile.

Ricky Memphis:
Il mio cornuto è un personaggio tragicomico, quasi classico. Potrei dire altre cose ma in realtà sul set sono sepre stato distratto per guardare Ilaria Spada.

Qual è il segreto per mettere insieme un cast come questo?

Carlo Vanzina:
Esiste una tecnica molto costosa per creare l'alchimia tra tutti: portarli sempre tutti quanti a cena insieme. Gli ottimi ristoranti svizzeri hanno reso possibile questo amalgama.

Dietro il film c'è un anettodo interessante che coinvolge Hitchcock…

Carlo Vanzina:
Si è vero. L'idea del rapporto problematico tra Daniele e il suo zio ladro è ripreso da un vecchissimo script di Age e Scarpelli, scritto per Hitchcock. Il maestro inglese voleva dirigere un film leggero e i nostri grandi sceneggiatori avevano pensato alla storia di questo direttore d'albergo italiano che, durante l'innaugurazione di un hotel di lusso in America, deve tamponare i tanti furti dei suoi familiari ladri. Un altro piccolo omaggio a Hitchcock sta  anche nella scelta di Andrea Osvart, la nostra speciale Grace Kelly.