Una notte in giallo, di Steven Brill

Una Notte in Giallo

Strizzando l'occhio alle disavventure dei protagonisti di Una notte da leoni, la pellicola non riesce a creare quella continuità nello script che ne sorregga l' impianto narrativo. Il regista cerca di denunciare, con gag non sempre riuscite, il sessismo imperante in ogni strato della società perdendosi in un finale fin troppo buonista che ne annulla l'intento

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Una Notte in GialloMeghan Miles, giornalista televisiva di un'emittente minore, è in lizza per diventare il nuovo volto delle news di un grande network. Oltre a competenza e professionalità è richiesta una condotta esemplare fuori dagli studi televisivi così da non poter mettere in imbarazzo il canale televisivo a causa di ipotetiche foto o video compromettenti. Meghan, sempre ligia al lavoro e con una vita privata serena e a tratti monotona, sembra essere la persona giusta per l'incarico. Ma, quando scopre che il promesso sposo l'ha lasciata e il network sembrerebbe aver preferito la sua rivale più nota, la giovane giornalista decide di abbandonarsi ad una notte di alcool e locali con le sue migliori amiche. Da qui inizia per Meghan, priva di soldi e telefono, una notte fatta di equivoci che la portano a confrontarsi con un'umanità fatta di tassisti immigrati dal grilletto facile, spacciatori di crack sensibili e premurosi e poliziotti incapaci. Un'odissea notturna per poter arrivare in tempo per la diretta televisiva con la quale dovrà convincere i produttori del network che è lei il volto giusto per loro.

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Continuamente scambiata per una prostituta, a causa di un tubino giallo un po' troppo aderente e tacchi vertiginosi, laUna Notte in Giallo giornalista e la sua “passeggiata della vergogna” diventano l'espediente utilizzato dal regista per denunciare, attraverso gag non sempre riuscite, il sessismo che pervade ogni strato sociale. Una notte in giallo, già dalla traduzione italiana del titolo, strizza l'occhio alle disavventure dei protagonisti della trilogia di Una notte da leoni senza però riuscire a creare una continuità nella sceneggiatura che sorregga l'impianto narrativo e lo renda fluido. Nonostante la protagonista, l' Elizabeth Banks di Hunger Games, sia capace di reggere un film che si basa prevalentemente sulla sua interpretazione, la pellicola non convince nel suo passare incessantemente da un evento sventurato all'altro o nella conclusione fin troppo buonista che annulla del tutto quella parvenza di critica sociale che aleggia nella prima parte del film.

 

Titolo originale: Walk of Shame

Regia: Steven Brill

Interpreti: Elizabeth Banks, James Marsden, Gillian Jacobs, Sarah Wright, Tig Notaro

Genere: Commedia

Durata: 95'

Paese: U.S.A.

Distribuzione: Koch Media

 

 

 

 

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