Venezia 80 – Enea. Incontro con Pietro Castellitto e il cast

L’incontro con stampa di Enea, il nuovo film di Pietro Castellitto alla Mostra del Cinema di Venezia in Concorso. Nel cast Sergio Castellitto, Benedetta Porcaroli, il musicista Tutti Fenomeni

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La sala stampa accoglie con applausi il regista Pietro Castellitto che presenta in Concorso la sua seconda opera Enea (nelle sale italiane il 25 gennaio 2024) all’80esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Castellitto definisce il suo film un “gangster movie ma senza gangster”.

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Seduti al tavolo Pietro Castellitto, Benedetta Porcaroli, Giorgio Quarzo Guarascio, Sergio Castellitto, Chiara Noschese, Matteo Branciamore e il produttore Lorenzo Mieli di The Apartment.

Con il precedente I predatori (2020) il regista aveva raccontato l’incontro di questi due mondi distanti, l’alto e il basso, ed anche qui prosegue su questo contrasto mostrando una borghesia che l’Italia non racconta. “Il desiderio principale è quello di sentirsi vivi, il bisogno di sentire dentro di sé il movimento della vita come fanno d’altronde tutti i personaggi nel film”, spiega Castellitto. “Questo desiderio non è elitario, perché sebbene Enea sia circondato da ambienti agiati, la voglia di vivere è trasversale a tutti i giovani. Poi, la questione della borghesia nasce dall’idea di svincolarsi dal cliché della società borghese cinica che genera figli nichilisti. Enea, infatti, è un eroe romantico che viene da una famiglia non apatica e la scena di Natale credo lo testimoni. C’è inoltre il disagio di provare a essere all’altezza dell’ambizione, generalmente la vita la senti meglio in guerra e i personaggi in questo caso si creano la loro guerra. Il senso era questo”.

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Il regista dichiara, inoltre, la piacevole sorpresa di lavorare sul set in totale serenità con suo padre Sergio Castellitto. “È stata l’occasione per comprendersi”, dice il regista.
Sergio Castellitto prende la parola: “Quando mi propose il film avevo scoperto che ero accreditato a 99 titoli e questo sarebbe stato il mio centesimo film. Il lavoro è stato fatto in totale tranquillità come con gli altri film a cui ho preso parte, obbedendo al tragitto poetico e quando potevo tradendolo nelle scene come fa un bravo attore per sorprendere il regista”.

Sergio Castellitto, riprendendo il discorso, afferma: “Non lo considero il secondo film di Pietro ma la fine di una sua trilogia. Lui ha iniziato a scrivere la sceneggiatura più di 10 anni fa, poi c’è stata la digressione con la letteratura e poi il ritorno al cinema. Ora dovrebbe pensare al suo quarto film. La cosa che mi appassiona è che riesce a trattare bene le fasi della vita, la generazione adulta è composta da persone per bene però che sono crepate e fallite, mentre la nuova generazione ha ancora la forza di essere romantica e tragica, e ciò la rende ancora più reale”.

Benedetta Porcaroli definisce il film una “favola nera” ambientata in una Roma inedita, una culla dove i personaggi cercano di sopportare come meglio possono la vita.
Il cast di attori ringrazia la possibilità di aver preso parte a questo film e racconta di come il regista sia riuscito a creare la giusta atmosfera per l’intera durata del set filmico. Questa stessa atmosfera si riesce a percepire in conferenza stampa: Castellitto, con la battuta sempre pronta, mette a proprio agio il pubblico ed il cast, smorzando la tensione. A questo proposito Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio, racconta un aneddoto: “Lavorare con lui è facile e mi ha messo a mio agio, è un genio ironico. Dovevamo girare questa scena a Roma che doveva essere ambientata in una discoteca e tutte le comparse si lamentavano per il freddo. A un certo punto Pietro ha preso il microfono e ha urlato davanti a tutti “siamo o non siamo una generazione di merda?”.

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