Venezia 80 – Priscilla. Incontro con Sofia Coppola e il cast

La regista Sofia Coppola rivela nuovamente il suo punto di vista tutto femminile con il suo nuovo film, basato sul libro della stessa Priscilla Presley Elvis&Me. In Concorso a Venezia 80

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Non sono mancati momenti di commozione alla presentazione all’80esima Mostra del Cinema di Venezia del film Priscilla, diretto da Sofia Coppola. Se al tavolo della sala conferenze c’erano la regista e gli attori protagonisti Cailee Spaeny e Jacob Elordi, la presenza in prima fila della vera Priscilla Presley – ex moglie di Elvis Presley e protagonista della storia d’amore raccontata nel film – non è passata inosservata e, pur non essendo parte dell’incontro, la donna ha accettato di rispondere a una domanda regalando alla sala un momento di reale coinvolgimento emotivo.

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La regista Sofia Coppola impone nuovamente il suo punto di vista tutto femminile con il suo nuovo film, basato sul libro della stessa Priscilla Presley Elvis&Me. Sofia Coppola commenta così la scelta: Quando ho letto il libro di Priscilla sono rimasta affascinata da una storia così universale calata in un contesto, invece, inusuale. Tutte le donne passano attraverso queste fasi della vita, il primo bacio, diventare grandi, diventare madri. Mi ha incuriosito tutto questo immerso nel contesto di una storia d’amore tra Elvis Presley e Priscilla. È una storia leggendaria ma della quale non si conosce il punto di vista di lei.

Più che una favola femminista, Sofia Coppola rivela l’intento di raccontare qualcosa di reale avvalendosi del punto di vista della donna. Per me questa è una storia di esseri umani, di una relazione romantica con tutti i suoi alti e bassi, in cui il punto di vista è di una donna che cresce e cambia all’interno di questa relazione.

A raccontare dell’evoluzione del personaggio è proprio Cailee Spaeny, la giovane – ed emozionata – attrice che lo interpreta: Credo sia essenziale che la storia inizi con una giovanissima Priscilla e arrivi fino alla fine di questa storia d’amore. È importante vedere tutte le fasi che Priscilla attraversa per trovare la propria voce, la propria autonomia. E credo che Sofia riesca a raccontare questo molto bene.

La regista Coppola esprime il suo amore per i dettagli nella costruzione del film, sia per quanto riguarda la parte estetica e musicale, sia per la parte emotiva e romantica: All’inizio pensavamo di utilizzare della musica moderna. Poi ho iniziato a capire che per restituire davvero le sensazioni di Priscilla dovevo rimanere sulle sonorità dell’epoca. Così anche per la scenografia, gli ambienti, i colori. È stato un lavoro di immersione per cercare di dare allo spettatore la sensazione di vestire i panni di Priscilla, che è esattamente ciò che si prova leggendo il libro. 

Così anche i dettagli che ho avuto dalla stessa Priscilla, durante le nostre chiacchierate nella preparazione al film, sono state di enorme utilità per noi, ci hanno aiutato a tirare fuori sfumature che non c’erano nemmeno nel libro.

Tutte le domande virano proprio verso il rapporto di Priscilla Presley con la regista e con la troupe, fino a chiamarla direttamente in causa con una domanda diretta, in particolare su quale parte del film l’abbia colpita di più: Il finale. È veramente difficile sederti e guardare un film che parla di te, della tua storia d’amore.

La donna si emoziona e riesce a continuare con il supporto del pubblico in sala, raccontando generosamente alcuni dettagli della sua esperienza con Elvis ed elogiando il lavoro di Sofia Coppola: È stato molto difficile per i miei genitori comprendere cosa una personalità come Elvis potesse trovare in me. Io credo che sia perché sono stata una buona ascoltatrice di tutte le sue paure e speranze. Quella era la nostra vera connessione. Le persone pensano che sia tutta una questione di sesso, ma non era niente di tutto questo. Eravamo connessi mentalmente ed emotivamente ma lui ha sempre rispettato il fatto che avessi solo 14 anni.

Sofia Coppola ha fatto un gran lavoro, ha svolto bene il suo compito.

Poche parole sugli scioperi ad Hollywood e sulla situazione con il WGA interrompono solo di poco il flusso emotivo che ha guidato la conferenza, quasi a confermare l’empatia che lo stesso film dimostra nei confronti del pubblico di riferimento – le giovani donne – e della quale la regista si fa capace portavoce: Sono cresciuta molto in fretta, e sono molto affascinata dalle persone che cercano la loro identità e il loro posto nel mondo e dal processo evolutivo che questo comporta. Ecco perché spesso le mie storie sono dei coming of age o in generale raccontano di una ricerca di sé stessi. Il contesto in cui Priscilla Presley ha vissuto questo momento è stato per me molto affascinante, credo che ogni giovane donna possa rivedersi in esso.

Dopo la bella accoglienza a Venezia80, il film sarà nelle sale Americane il 27 Ottobre. Ancora non è stata resa nota la distribuzione nelle sale italiane.

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