WolfWalkers – Il popolo dei lupi, di Tomm Moore

Wolfwalkers di Tomm Moore è una storia d’animazione fiabesca, ambientata in un villaggio irlandese, posto al limitare di un bosco abitato dai lupi. Presentato a Toronto, disponibile su AppleTV+

Il bosco è un luogo incantato protetto dagli spiriti, custode di mistero, cuore e memoria della terra. Non a caso deputato ad accogliere la contorta linea di confine che divide l’incanto dalla realtà. In un bosco dell’Irlanda, a Kilkenny, nell’anno del Signore 1650, è ambientato Wolfwalkers, di Tomm Moore, presentato al Toronto International Film Festival. L’arrivo in paese di un Lord Protector, associabile alla figura di Oliwer Cromwell, segna l’inizio della storia, il superamento di quel limite sacro e l’approdo nel territorio dei lupi, con intento persecutorio e scopo lucrativo. Uno dei cacciatori assunti per l’impresa è Bill Goodfellowe, genitore della piccola Robin, vera protagonista del racconto, rimasto solo ad accudire la figlia dopo la morte della moglie. Poco propensa a crescere secondo il costume dell’epoca ed accontentarsi all’idea di essere una massaia, Robin emula invece le gesta del padre con la balestra, sognando una vita avventurosa. In perfetta disobbedienza preadolescenziale finisce per perdersi nel bosco, e nel tentativo di inseguire l’inseparabile falco da compagnia Merlin, resta ferita. A soccorrerla arriva Mebh Óg MacTíre, una Wolfwalkers, creatura ibrida dalle sembianze umane, una suggestiva variazione di licantropo classico, e questo incontro farà scaturire tutta una serie di conseguenze.

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Con la sua animazione di stampo artigianale nel tratto e l’uso intelligente di una prospettiva bidimensionale sovrapposta, la storia presenta caratteristiche fiabesche, il punto di partenza per declinare tematiche anche molto attuali. Come il ruolo della donna all’interno della società e l’evidente proposito di necessaria ridefinizione, un monito sempre necessario; lo scontro generazionale, frutto di incomprensione, figlia molto spesso della paura; la scelta antitetica tra il città e campagna ovvero il dilemma se assecondare un regime regolamentare o affidarsi ad una libertà incontrollata, una divisione condizionata da diffidenza e pregiudizio reciproco. Una scelta ripetuta, salendo di un gradino, mettendo a confronto la tradizione, di cui i popolani sono emanazione, preoccupati di non infrangere i sigilli di rispetto verso la natura, e l’arroganza del potere progressista, bravo a tacciare sbrigativamente di arretratezza e superstizione ogni cultura fuori dal suo cerchio di interesse. Un binomio conflittuale dentro una cornice d’epoca, ricostruita con eccezionale fantasia cromatica, ed evidenti influenze pittoriche, Van Gogh e Kandinskij (limitandoci ai più evidenti), ed un sound design molto efficace.

Il regista irlandese Tomm Moore continua nella crociata contro l’aridità del contemporaneo e ritrova la magia di Song of the Sea (La canzone del mare), in uno stile sempre nutrito dalla voglia di esplorare le origini attraverso un canto o una rivolta. Continuando a narrare di orfani, vittime di un destino avverso e perduto alle spalle, in un linguaggio visivo e dialogico basilare, ricchissimo di emozioni, diretto esplicitamente a spezzare le catene dell’indifferenza, a sensibilizzare il cuore più arido del mondo, a chiamare alla reazione alle ingiustizie terrene e divine ed a chiamare alla rivolta contro il sopruso della rassegnazione. Per ribadire, senza una superflua originalità, il valore di qualcosa di autentico.

 

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Titolo originale: Wolfwalkers
Regia: Tomm Moore
Distribuzione: Apple TV+
Durata: 103′
Origine: Irlanda/USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.7

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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