Yaya e Lennie – The Walking Liberty, di Alessandro Rak

Un’opera animata sull’amicizia, ma soprattutto sulla libertà di vivere una vita senza dover subire nessun diktat, in una Napoli trasformata in giungla dalla catastrofe ambientale. In Piazza Grande

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Alessandro Rak torna sul grande schermo con una storia di fantapolitica animata, localizzata in una Napoli distrutta da una catastrofe ecologica e trasformata in una giungla tropicale, e per il debutto sceglie lo schermo di Locarno, inserito nel programma proiettato a Piazza Grande. I protagonisti della storia sono Yaya (Fabiola Balestriere), una ragazza sveglia ed emancipata, e Lennie (Ciro Priello) un giovane gigantesco non troppo sveglio ma dotato di forza straordinaria, sono nati sbagliati e fanno sogni sbagliati, come dice la filastrocca di Zia Claire, sentita in voice over con la voce profetica di Lina Sastri, quelli che moriranno di quello che gli piace, guidati dalle parole su un sentiero inesplorato e senza padroni, verso la Terra della Musica, dove il tempo si è dimenticato di passare, trasportato dalle note e dalla gioia, o verso qualunque altro posto, decidendo all’istante seguendo un semplice impulso. Insieme passano la vita a correre da un rifugio all’altro per sfuggire alla milizia, una forza militarizzata chiamata Istituzione, che costringe tutti i giovani ad essere reclutati ed arruolati nelle proprie fila, quindi inseriti dentro una catena di montaggio e favorire la produttività dello Stato totalitario. Ed apparentemente non fanno altro che litigare, ma rappresentato il più chiaro esempio di un’amicizia abbastanza forte da reagire a qualunque pericolo.

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Yaya e Lennie è un inno alla libertà, ragiona su diversi punti vista circa l’idea di progresso, separa accuratamente i buoni dai cattivi, da chi pensa ad un’esistenza fatta di fantasia, colorata, senza bisogno di qualcuno per scoprire la strada, che vuole correre e cantare e ballare e sbagliare in solitudine, usando la propria testa, da chi mette al primo posto le regole, da chi vuole la prevaricazione, pretende di farsi maestro e carnefice, da chi privo di scrupoli usa verbi come appartenere o obbligare. L’animazione realizzata, da un nutrito gruppo di animatori, regge il passo favoloso di Gatta Cenerentola, combina sulle tavole il residuo di una civiltà estinta con quella ancestrale ricca di vegetazione ed animali, dei paesaggi bellissimi per addormentarsi tra i sogni, sotto un universo popolato da stelle ed un cielo invaso dalle lucciole, ma anche attraversata nel suo volto distopico da militari a caccia di ribelli. Il principale filone avventuroso, provvisto, in un continuo immaginare la fuga, di una struttura narrativa flessibile, viene integrato con gli altri personaggi del racconto, i sobillatori impegnati a preparare la rivoluzione comandati da Rospoléon, la risposta all’Istituzione, che dopo aver salvato i due fuggitivi dalle grinfie dei soldati, decidono di infiltrarsi dentro il sistema per sabotarlo.

La vicenda porta Yaya e Lennie ad affrontare tanti pericoli, ed ogni situazione sarà un momento di crescita o di confronto, per conoscere le opzioni di un mondo precipitato nel caos, ed invaso dai relitti del passato, dentro le piccole comunità create per sfuggire all’idea stessa di sistema, fedeli ad un modello di autonomia a cui non vogliono e non possono rinunciare. Ed anche per incontrare il desiderio e l’amore, ed essere traditi ed umiliati. L’impianto metaforico strutturato del film ha una struttura molto semplificata, pronuncia un messaggio immediato inequivocabile, con i dialoghi e la musica, composta dallo stesso regista insieme a Dario Sansone ed Enzo Foniciello, per diffondere un ideale di bellezza alternativo al modello imperante, sceglie di volare dove nessuno aveva mai osato farlo per suggerire che un’alternativa è sempre possibile, anche quando tutto sembra perduto, quando si è feriti nell’animo e nel corpo.

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Regia: Alessandro Rak
Voci: Ciro Piriello, Fabiola Balestriere, Lina Sastri, Francesco Pannofino, Massimiliano Gallo, Tommaso Ragno, Fabrizio Botta
Distribuzione: Nexo Digital
Durata: 98′
Origine: Italia, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
1 (1 voto)
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