Atlantide 2017 – 2023. Yuri Ancarani in mostra a Bologna

Fino al 7 maggio al MAMBo una mostra dedicata al film del videoartista, con materiali prodotti nell’arco di circa sei anni, prima, durante e dopo la realizzazione del film, proposti in forma immersiva

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Daniele è un ragazzo che vive su un’isola rurale della Laguna di Venezia. Solitario ed emarginato desidera possedere il “barchino” più veloce e potente. Questa è la sinossi di Atlantide, il lungometraggio di Yuri Ancarani presentato in anteprima alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti. Il film è stato distribuito nelle sale italiane a partire dal 22 novembre 2021 e candidato ai David di Donatello 2022 come miglior documentario. Il MAMbo di Bologna ha deciso di dedicare al film, in occasione di Art City, una mostra curata da Lorenzo Balbi e di mettere al centro del progetto le inquietudini e le disillusioni giovanili nel microcosmo veneziano indagate dal regista.

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C’è tanta violenza in queste inquietudini di Daniele dove lui si sente uno sfigato per colpa del gruppo”, racconta il regista in una videointervista esclusiva rilasciata alla redazione di Sentieri Selvaggi. “Noi abbiamo vissuto le loro vite e quindi il film l’abbiamo scritto in divenire e ci siamo basati su un fatto di cronaca, un grande classico della vita di questi ragazzi, che sono le tragedie sui barchini.” Atlantide ha come riferimenti artistici il cinema Tsukamoto, quello più tradizionale (e altrettanto nebbioso) di Antonioni, ma ci porta direttamente dalle parti di Anna (1975) di Alberto Grifi e Massimo Sarchielli, in quanto capace di indagare il vuoto che aleggia nell’animo umano, di muoversi in un limbo delicato e raccontare un periodo di passaggio di ricerca del senso e del proprio posto nel mondo, che rende la realtà infinitamente più drammatica della fantascienza. Yuri Ancarani definisce la sua opera come horror. “Mi occupo di cinema del reale, di realtà, di verità, proprio perché oggi la verità fa molto più paura della fantascienza e dei film horror”.

Ancarani, videoartista per definizione le cui opere nascono da un mélange tra cinema e arte contemporanea, con Atlantide strizza dunque l’occhio al cinema moderno e miscela la bellezza e il contrasto dei suoi due mondi. Riferimenti, tematiche e visioni che hanno convinto il MAMbo di Bologna ad ospitare il progetto legato a questo artista e ad addentrarsi in un viaggio all’interno del processo di ricerca e dei numerosi materiali prodotti nell’arco di circa sei anni, prima, durante e dopo la realizzazione del film, sui quali l’artista ha operato una selezione, dando loro una nuova forma. In un’atmosfera immersiva il pubblico potrà seguire una narrazione che va oltre il film, grazie a una serie di contenuti inediti prodotti per la mostra, che sarà visitabile fino al 7 maggio prossimo. In occasione di Atlantide 2017 – 2023 esce per Edizioni MAMbo la sceneggiatura inedita di Atlantide, adattata da Marco Alessi e Marta Tagliavia, che hanno creato un testo successivo alla realizzazione del film, nato appunto senza sceneggiatura, con dialoghi spontanei. La pubblicazione è arricchita da un testo inedito del curatore della mostra Lorenzo Balbi e da una selezione di immagini prese dal film.

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