'Basque & Furious' infuocato che sul piano dell’azione mantiene ciò che promette, ma su quello narrativo mostra alcune debolezze. Troppo piccolo per la sala, della giusta misura per Netflix.
Biopic sul dualismo tra artista e uomo, solido nella ricostruzione storica ma privo di vera tensione. Il mito umanizzato resta racconto e non diventa dramma
Commedia natalizia tra cinismo e buoni sentimenti, che inciampa nel tentativo di mescolare emotività e comicità all’interno di una struttura a metà tra un road movie e un film Hallmark. Prime Vid
Un biopic pittorico, tra cronaca e immaginazione, che si esalta nella sua costante ricerca della forma, per poi smarrirsi in una narrazione poco sorprendente. La Kiberlain il vero magnete del film.
Un film sulla memoria e sulla libertà personale, diretto con precisione e ben interpretato, ma che resta in superficie senza mai affondare nel cuore delle cose
Un dramma in costume che oscilla tra il mélo e la fiction televisiva dove non mancano i momenti suggestivi ma resta prevalentemente chiuso nella sua eleganza artificiosa.
Senza cedere al dramma il giovane regista catalano racconta la crisi di una decadente famiglia borghese in un’opera che brucia lentamente, come le ceneri dei silenzi che lascia sullo schermo.
Un film che affronta la malattia e il silenzio che spesso la circonda con uno sguardo intimo, riducendo all’essenziale la messinscena, permettendo così alle emozioni di emergere con naturalezza.
Un film con una tale onestà narrativa da non risultare mai manierista, ma che tende a suonare su un’unica corda emotiva, senza particolari guizzi formali o variazioni di ritmo.
Trilogia sull’etica del consumo di carne. Nonostante una narrazione a tratti affrettata e una durata che limita l’approfondimento, il film stimola una riflessione su valori ed etica personale.
Il giovane regista traccia un sentiero ben definito con uno stile preciso ma inciampa su qualche spiegazione di troppo che indebolisce la trama rispetto al potenziale evocativo e mistico del racconto.
Pur toccando tematiche attuali e sociali il regista si allontana dal suo cinema sperimentale cimentandosi in un mix tra action-comedy e thriller urbano privo della tensione necessaria.
Secondo capitolo della saga "EstTrip" che rinuncia alla componente documentaristica del precedente film in favore di una spy-story popolata da villain italiani. Un ritratto efficace e ricco di spunti.
Un ritratto commemorativo di una figura chiave della politica francese. Nonostante la buona resa visiva, l’eccessiva decostruzione narrativa finisce per penalizzare lo sviluppo della storia.
Quattro attivisti adottano un linguaggio in sintonia con il loro tempo, dando vita a un racconto sofferto che supera la semplice narrazione per trasformarsi in qualcosa di più viscerale.
Il regista si muove tra ribellione e ricerca di appartenenza perdendo talvolta il calore della narrazione, ma centrando il tema dell’auto-isolamento giovanile.
Il regista esplora ancora il tema del distacco causato dall'avanzamento tecnologico con una commedia agrodolce e seducente ma che fatica a evitare le convenzioni di quella sentimentale italiana.
Un classico viaggio di formazione dal tratto convenzionale che adotta un approccio progressista introducendo elementi moderni come i social media. Prodotto da Leonardo DiCaprio.
Commedia estiva ambiziosa e fragile, con un incipit interessante e bravi attori, ma spesso maldisposti da battute superficiali e dialoghi politically correct.
Seconda opera del regista cileno che offre uno sguardo realistico in superficie ma ricco di metafore e valori simbolici in profondità. Presentato al +Giffoni Film Festival
Un film che esplora il concetto di "limite" usando la famiglia come nucleo preesistente che detta legge, ma senza che una forte chiave estetica riesca a riscattare uno spunto narrativo deciso.
Le icone della musica e del cinema guidano il giovane Adam in un viaggio all'estenuante ricerca dell'immagine evocativa che non trova la giusta misura tra visionarieta e dialogo.
Naviga abilmente attraverso un'esperienza profonda e metaforica, affrontando il tema della formazione in un contesto di guerra molto attuale. Musiche di Nicola Piovani.
Secondo capitolo della saga francese tratta dal romanzo di Dumas. Un blockbuster con una dose d'Intrattenimento di grande portata, ma che non riesce a convincere pienamente.
A vent'anni da The Italian Job, Gray torna in Italia per dirigere un action movie a suo modo divertente, purché lo spettatore sia disposto a sospendere il proprio senso dell'incredulità. Su Netflix.
Il regista francese prosegue il suo viaggio esplorativo, alla ricerca di un futuro migliore attraverso l'istruzione. Ne esce un ritratto anche autentico ma privo di drammatizzazione.
Un omaggio ad un tempo dove tutti erano pronti alla possibilità di cambiare, con la grande contraddizione di vedere la libertà nel capitalismo. Reunion dei CCCP. Presentato al Festival dei Popoli 20
Adattamento da Henry James che coinvolge lo spettatore grazie al suo approccio immersivo, mantiene una rigidità letteraria in uno stile in parte distaccato. Dall'Efebo d'Oro di Palermo
Esempio efficace di film di guerra che parla senza alzare la voce, nonostante alcune svolte narrative. Presentato al 76° Festival del Cinema di Locarno, ora all'Efebo d'Oro di Palermo
Girato in un Iran cosmopolita e immerso nel fondamentalismo islamico, racconta, insieme alla storia di Mahsa Amini, una delle più tristi pagine nel paese. Dall'Efebo d'Oro 2023 di Palermo
Un action movie al femminile con una ricca dose di azione ma indebolito da una narrazione ancorata alle convenzioni tipiche delle piattaforme streaming e ai cliché abituali del genere. Su Netflix