Bif&st. Bari International Film Festival (5-12 aprile 2014)

C’è quello che il direttore Felice Laudadio, definisce «un festival nel festival»: un grande tributo, finora il più vasto, a Gian Maria Volonté a vent’anni dalla sua scomparsa. Una mostra di fotografie e locandine dei suoi film negli spazi del Teatro Margherita e l’attraversamento, lungo otto giorni di Bif&st, della storia artistica, ricchissima, dell’attore fra cinema, televisione, teatro, documentari a lui dedicati e, persino, da lui diretti. A Bari verranno a raccontare di lui, tra gli altri, Marco Bellocchio e Gianni Amelio, Giuliano Montaldo e Lou Castel, i fratelli Vanzina e Mattia Sbragia, Ennio Fantastichini, Sergio Rubini. Francesco Rosi farà arrivare il suo ricordo, e nella sua “lezione”, Andrea Camilleri, in dialogo con Pif, parlerà dei film con Volonté tratti dai romanzi di Leonardo Sciascia.

Il Bif&st, alla sua quinta edizione (5-12 aprile), punta come di consueto lo sguardo sul cinema italiano, cercando nella sua memoria. E nel suo presente: attraverso i concorsi
ItaliaFilmFest/Lungometraggi e ItaliaFilmFest/Opere prime e seconde, su una serie di film approdati in sala o comunque apparsi in festival diversi fra il 2013-14;  ancora,soprattutto, vagando nelle zone del cinema meno visibile, attraverso cioè i corti di ARCIPELAGO e la sezione dedicata ai documentari che, fra i titoli in competizione e fuori concorso, presenta lavori come  Maldimare di Matteo Bastianelli e Buongiorno Taranto di Paolo Pisanelli (entrambe focalizzate sulla città pugliese e i drammi legati all’Ilva), La memoria degli ultimi di Samuele Rossi e La preda. Silenzio in nome di Dio di Luca Bellino e Silvia Luzi.

Bari International Film Festival, invece, guarda altrove, allarga l’orizzonte, nelle diramazioni di Panorama Internazionale: dalle visioni di Lech Majevski che firma Onirica: Field of Dogs all’horror Controra di Rossella De Venuto poi Didi Papa di Irakli Kochlamazashvili e Tangerines di Zaza Urushadze, Of Horses and Men di Benedikt Erlingsson e West di Christian Schwochow, Giraffada di Rani Massalha e Fever di Elfi Mikesch, Les Interdits di Anne Weil, Kidon di Emmanuel Naccache e Pas son genre di Lucas Belvaux.

Le anteprime internazionali serali al Teatro Petruzzelli – precedute da premiazioni dei vincitori dei vari concorsi e dalla consegna dei Federico Fellini Platinum Awards (a Paolo Sorrentino, Sergio Castellitto, Cristina Comencini, Luis Bacalov, Michael Radford, Ugo Gregoretti e Andrea Camilleri, tutti protagonisti delle ormai tradizionali lezioni di cinema mattutine con il pubblico) – saranno inaugurate da Noah di Darren Aronofsky e si chiuderanno con Fading Gigolo di John Turturro. Nel mezzo, The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, The Other Woman di Nick Cassavetes e The Invisible Woman di Ralph Fiennes, War Story di Mark Jackson, L’amour est un crime parfait di Arnaud e Jean-Marie Larrieu e Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Felix Herngren.

Questi gli snodi principali dei 338 appuntamenti in programma tra un sabato e l’altro, tra proiezioni e incontri (ad esempio quelli con Valeria Golino, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova,Isabella Ferrari,Elio Germano, Edoardo Leo e Alessandro Roja, Ettore Scola – Presidente del Bif&st – e Mauro Berardi), mostre, laboratori e presentazioni di libri, tavole rotonde sullo stato della critica cinematografica e sulla promozione del cinema italiano all’estero, tra tributi a Massimo Troisi, Carlo Mazzacurati e Alain Resnais, eventi speciali e altre (possibili) direzioni.