Big Game – Caccia al Presidente, di Jalmari Helander

Big Game è un piacevole “oggetto del passato”, un film che alle fascinazioni evidenti per il primo Spielberg unisce tutto un armamentario action che deriva dai cult anni ’80 targati Joel Silver

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Aerei, montagne, foreste, il Presidente degli Stati Uniti in pericolo, nemici temibili e un bambino coraggioso. Ecco tutti gli ingredienti base di un buon vecchio action movie americano come si “cucinava” una volta… tolto il fatto che qui produce l’Europa e dirige un finlandese innamorato di Hollywood. Sì perché dopo il buon successo internazionale di Trasporto Eccezionale – Un racconto di Natale, il giovane Jalmari Helander torna a dirigere con un budget più alto questo Big Game: storia dell’assalto al treno – pardon all’Air Force One – da parte di fantomatici terroristi che lasciano il Presidente in balia del freddo e della foresta finlandese. Nel frattempo un tredicenne del luogo viene lasciato solo in quello stesso inospitale ambiente per un rito di passaggio tradizionale: diventare “uomo” significa cavarsela da solo una notte e, possibilmente, riportare a casa una preda. Non c’è bisogno di dire che i due si incontreranno e che sarà il bambino a “difendere” il Presidente dagli attacchi nemici. Ce la farà?

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samuel l. jackson e onni tommila in big gameBig Game è un fragile e anacronistico oggetto che viene dal passato. Un film che alle fascinazioni evidentissime per il primo Spielberg (la magia dell’infanzia salva il mondo…), unisce tutto un armamentario action materico e macchinico che deriva dai cult anni ’80 targati Joel Silver (da Die Hard a Arma Letale, da 48 ore a Commando).

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È interessante, ovviamente, la commistione tra la stretta attualità (un Samuel L. Jackson obamizzato) e l’immaginario odierno (gli assurdi intrighi complottistici a cui assistiamo nella Base americana tra Vicepresidente e alti funzionari sanno molto di House of Cards), con un’esperienza filmica da viaggio nel tempo: gli effetti speciali artigianali, gli archetipi classici rispettati alla lettera, gli snodi narrativi mutuati da decenni di cinema popolare, insomma un vero Big Game di chi ha passato l’adolescenza negli anni ’80. Come se quelle atmosfere, che implica(va)no un tempo e una precisa modalità percettiva all’azione (sembrano passati anni luce se lo confrontiamo a Furious 7), fossero ormai esiliate nei ghiacci finlandesi. E allora: tolti gli evidenti buchi di sceneggiatura e qualche sbavatura negli effetti speciali, questo è un buon film-nostalgia che riesce ancora oggi a far “volare via” 90 minuti al suo spettatore mangiando pop corn e illudendosi di poter salvare il mondo. Jalmari Helander ha raggiunto il suo obiettivo.

 

Titolo originale: Big Game
Regia: Jalmari Helander
Interpreti: Samuel L. Jackson, Onni Tommila, Felicity Huffman, Victor Garber, Ray Stevenson
Origine: Finlandia, UK, Germania, 2014
Distribuzione: Eagle
Durata: 90′

 

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