Box Office USA 14 novembre 2011

Katie Holmes ha collezionato un altro traguardo: la sua presenza in Batman Begins aveva rischiato di affossare tutte le potenzialità del nuovo eroe di Gotham City e adesso la moglie di Tom Cruise ha minato persino l’affidabilità di Adam Sandler. Il popolare attore americano aveva cercato di evitare il pericolo in ogni modo: in Jack and Jill si è trasformato in una parte femminile, pur di limitare la nefasta presenza dell’attrice. Il suo lodevole sforzo non gli è servito: dopo una ripetuta serie di successi, la sua collaborazione con Dennis Dugan è incappata in qualche difficoltà e dovrebbe mancare l’obbiettivo abituale dei cento milioni di dollari. Inoltre, la nuova commedia di Adam Sandler non ha nemmeno raggiunto la vetta della classifica: a sorpresa, il primato gli è stato tolto da Immortals, che ha esordito con trentadue milioni di dollari. Mark Canton e Gianni Nunnari sembrano gli unici produttori a conoscere fino in fondo le potenzialità del nuovo peplum: dopo il boom di 300, il genere ha collezionato fallimenti come Clash of the Titans e The Eagle. Dopo aver fatto colpito con Leonida e i suoi spartani, i due hanno centrato il bersaglio anche con Teseo ed Iperione. L’incasso non resterà nella storia, ma ha evitato l’ombra dello scivolone che aleggia su tutti i titoli che si affacciano sul mercato: l’autunno non ha portato nessuna inversione di tendenza e il divario rispetto ai profitti del 2010 resta molto alto. Real Steel sta per lasciare le prime dieci posizioni senza nemmeno aver avvicinato la soglia dei cento milioni di dollari e The Rum Diary ha bruciato completamente il nome di Johnny Depp. Allo stesso modo, Roland Emmerich non sa dove andare a riprendersi il budget di Anonymous: il re del film catastrofico ha cambiato strategia ma il contenimento dei costi non ha prodotto gli effetti sperati e anche trenta milioni di dollari possono pesare come un macigno. Anche Clint Eastwood non ha sfondato e il pubblico ha accolto il suo J. Edgar senza entusiasmi: il suo biopic ha avuto una distribuzione limitata ma non ha brillato nemmeno nella media per sala: un debutto da dieci milioni lo ha confinato al quarto posto. Il trionfo di Gran Torino è lontano, ma la storia del fondatore dello FBI ha seguito la linea dei precedenti Changeling ed Invictus: male che gli vada, il solo nome del regista vale un finale da trenta milioni. Puss in Boots ha ancora un buon passo, ha sfondato il muro dei cento milioni e ha raggiunto sia Megamind che Bee Movie: ha scampato il pericolo di essere ricordato come uno dei peggiori insuccessi della Dreamworks e questa è già una notizia.