Box Office USA 5 marzo 2013

box office usa

Il 2013 è iniziato con una serie di delusioni minori e senza perdite. Questo week-end ha regalato il primo flop da duecento milioni di dollari: Jack and the Giant Slayer ha esordito con meno di trenta milioni e rischia di fare persino peggio di John Carter. Il fantasy resta uno dei generi meno amati dal pubblico ma Hollywood continua a sacrificare budget mostruosi per imporlo sul mercato. Bryan Singer lega il suo nome ad un altro disastro e Nicholas Hoult ha fallito un'altra occasione di lancio.

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Il 2013 non aveva dato dei segnali incoraggianti sin dalle prime settimane di gennaio. Il week-end ha dato seguito a questo trend negativo con la testa di un blockbuster da duecento milioni di dollari. L'ostinazione con cui Hollywood punta sui fantasy d'avventura è difficile da spiegare: la lezione di John Carter non è stata sufficiente ad evitare questo tipo di produzioni e la Warner Bros. avrà molto tempo a disposizione per riflettere sulla reiterazione dell'errore. Jack the Giant Slayer ha esordito con meno di trenta milioni di dollari e ha affossato il mercato invece di lanciarlo verso la fine dell'inverno. La storia è la stessa di altri titoli simili ma in questo caso il ritorno internazionale è molto incerto: il genere non ha mai avuto dei risultati trionfali al di là della saga di The Lord of the Rings ma le major inseguono l'eccezione da almeno dieci anni senza avere alcun riscontro accettabile. La lista dei nomi che hanno subito l'indifferenza del pubblico è molto lunga e comprende il progetto incompiuto di The Chronicles of Narnia, il tentativo disastroso di Prince of Persia e l'altrettanto dimenticabile esperimento di The Golden Compass. Le prime indicazioni fanno pensare che Jack and the Giant Slayer avrà lo stesso trattamento e farà molta fatica a toccare la quota dei cento milioni. Il pareggio delle pese è fissato ad almeno duecentocinquanta milioni e la scena overseas potrebbe non essere sufficiente… Bryan Singer si è ritrovato per le mani l'ennesimo kolossal ma non ha saputo sfruttare tutte le risorse di un conto spese sostanzioso: il suo nome si lega ad un'altra disfatta eclatante. Nicholas Hoult doveva essere l'attore dell'anno ma ha infilato la seconda delusione dopo lo zoppicante riscontro di Warm Bodies: il giovane attore deve evitare di diventare il Taylor Kitsch del 2013. L'effetto Oscar non c'è stato e solo Silver Linings Playbook è rimasto nella classifica dei primi dieci film: la commedia di David O. Russell resiste da quattro mesi, è arrivata a centoquindici milioni e non è impossibile pensare ad un finale da centotrenta milioni. Identity Thief è rimasto tranquillamente in seconda posizione e ha resistito all'attacco di 21 and Over. La coppia di sceneggiatori Jon Lucas e di Scott Moore non si sono più ripetuti ai livelli del 2009 e il trionfo mondiale di The Hangover è un lontano ricordo nonostante l'esordio alla regia. Questo anno continua a non reggere il peso dei record del 2012: Sam Raimi e Oz The Great and Powerful proveranno ad invertire la tendenza sin da venerdì…

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