Cannes 77 – The Apprentice: incontro con Ali Abbasi e il cast

Si è tenuta oggi la conferenza stampa del film in concorso al 77° Festival di Cannes, durante la quale il regista e il cast (Sebastian Stan, Martin Donovan) hanno parlato del biopic su Donald Trump

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Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di The Apprentice, film in concorso alla 77ª edizione del Festival di Cannes diretto da Ali Abbasi, autore tra gli altri di Border – Creature di confine e Holy Spider. Nel corso del lungo incontro con la stampa, lo stesso Abbasi, sostenuto sulla questione dall’interprete principale Sebastian Stan, ha evidenziato quanto secondo lui The Apprentice non sia affatto un biopic a danno della figura di Donald Trump: “Non penso necessariamente che questo sia un film che non gli piacerebbe, così come non posso dire che potrebbe invece piacergli. Penso che sarebbe sorpreso. Non è un film che si scontra con lui, piuttosto lo incontra. Per questo, come dicevo prima, mi offrirei di andare a incontrarlo dove vuole e parlare del contesto del film, quindi proporre un discorso insieme a lui prima o dopo la proiezione del film. Potrebbe essere interessante perfino per la sua campagna politica”. Quando è stato chiesto invece, allo stesso Abbasi, così come agli interpreti Sebastian Stan e Martin Donovan, quanto le clip internet e così le interviste rilasciate nel corso degli anni, sia da Donald Trump che da suo fratello Fred, siano state di aiuto per la costruzione dei personaggi, la risposta è stata pressoché univoca: “Di certo la possibilità di avere reference e di poter quindi lavorare sull’espressività, le movenze e il linguaggio ci ha permesso di aderire maggiormente al reale, anche se così come ha sottolineato precedentemente Ali, questo è un film che sta a metà. Certamente c’è Trump, ma c’è anche un’oscurità e una narrazione che fa molto più riferimento alla fantasia, che alla cronaca dei fatti che tutti conoscete”.

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Basti pensare alla sequenza dello stupro ai danni della prima moglie Ivana, così come agli interventi per la cura della calvizie. Abbasi sottolinea infatti: “Questo non è davvero un film su Donald Trump. È un film su un sistema e sul modo in cui lo stesso funziona, sul modo in cui è costruito e così sull’energia che lo circonda e lo attraversa, perfino quella malvagia”.

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A spezzare tensione e serietà è invece una domanda rispetto alla possibilità di immaginare un sequel, o altrimenti un nuovo film che possa raccontare l’acceso e discusso scontro tra Donald Trump e Joe Biden. Il cast sorride e così Abbasi, finchè Martin Donovan (qui nel ruolo di Fred Trump), indicato dal giornalista come potenziale interprete di Joe Biden risponde tra il serio e il faceto: “Non credo di voler pensare a questo come ad un’ipotesi concreta. Io non ho ancora raggiunto quel punto”. E sull’annunciata minaccia di ritorsioni legali da parte dell’ex presidente degli Stati Uniti, il regista iraniano liquida la questione alzando metaforicamente spallucce: “Tutti parlano di lui che fa causa a un sacco di gente. Non parlano però della sua percentuale di successo, sapete?

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