#Cannes68 – Situazioni “croniche”: incontro con Michel Franco e Tim Roth

Presentato in questo penultimo giorno di Festival il controverso film in concorso Chronic del giovane regista messicano Michel Franco con protagonista assoluto Tim Roth

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Presentato in questo penultimo giorno di Festival il controverso film in concorso Chronic del giovane regista messicano Michel Franco con protagonista assoluto Tim Roth nei panni di un infermiere impegnato con malati terminali. Presenti in conferenza attore e regista che risponde subito all’obiezione sulla provocatorietà del suo film, “per me il personaggio di Tim dà ai suoi pazienti affetto, ma nel mezzo di importanti dinamiche di vita volevo filmare quelle cose che complicano il quadro, mettendo al centro il valore etico della sua professione.” Per Tim Roth è stato un ruolo non certo facile, “mi ci sono buttato dentro” dice, “inizialmente quando ho letto la sceneggiatura ho fatto ovviamente molte ricerche sugli infermieri che operano in situazioni simili, ho fatto meeting e incontri, è stato un lavoro duro. Un film non certo fatto per vanità. Ma non sono un attore di “metodo”, non seguo molto quelle cose, ho parlato molto con Michel e il film è nato. Il mio personaggio è chiaramente in un periodo chiave della sua vita, lacerato da un trauma interiore, il tono musicale che scandisce il film aiuta molto a capire questa cosa”.

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ChronicA chi chiede se in qualche modo il film nasce da esperienze personali, il regista risponde che “parte anche della mia vita, certo, qualche anno fa è morta una persona a me molto cara. Un film molto personale in piccoli dettagli della malata che mi ricordavano mia nonna e il rapporto con la sua infermiera, ma ho fatto un film di finzione che si nutre di sentimenti reali. Per me il cinema è il più bel medium per tradurre le cose della vita. Ho sviluppato la sceneggiatura insieme a Tim, mi sono sempre sentito in perfetta sintonia con lui, ho cercato di dare una struttura tra la tematica e i contrasti del personaggio di Tim. In fondo il plot non è molto importante qui, è un film sul personaggio, tutto passa dal personaggio”.

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Sui riferimenti cinematografici Franco ne cita solo uno “Robert Bresson è il mio Dio, un film come Mouchette è stato una fonte di ispirazione continua. Il modo in cui ho girato è il modo in cui credevo che le emozioni di quel particolare personaggio potessero essere mostrate.” Per il titolo, Chronic, il regista dice “beh, nei momenti decisivi della vita è giusto non drammatizzare con il cinema ma dare un ritratto di quello che accade. La cronica condizione dei pazienti era anche la cronica condizione del personaggio. Per l’ambientazione americana non credo proprio significhi particolari analisi sociologiche sull’America, è solo il mio film e ho deciso di ambientarlo a Los Angeles. Tutto qui.”

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