Come saltano i pesci, di Alessandro Valori

Il regista e gli sceneggiatori realizzano un film basato prevalentemente sui dialoghi, ma poco realistico e a tratti inverosimile ed eccessivo

Dopo Radio West e Chi nasce tondo, Alessandro Valori torna alla regia, per un film che vuole mostrare il lato nascosto che si cela sotto la patina della famiglia perfetta. La storia è quella di due ragazzi, Matteo e Luca, rappresentati inizialmente agli antipodi. Se Matteo è il figlio modello e fratello amorevole di Giulia, saggia ragazzina con la sindrome di down, Luca è un viaggiatore tormentato. Tutto cambierà quando Matteo verrà a sapere che la madre biologica non è quella che fino a quel momento aveva creduto essere. Dal momento della scoperta, inizierà insieme a Giulia il viaggio alla ricerca delle origini, nell’arco del quale farà una serie di importanti incontri e rincontri, primo tra tutti quello col fratellastro Luca.

come saltano i pesci

Questo il punto di partenza del film di Valori, che nasce da un’idea dell’attore protagonista Simone Riccioni, e si pone come una sorta di rivisitazione italica di Segreti e bugie, infarcito con una quantità di elementi distanti ed eterogenei, che vanno dal road movie tardo adolescenziale, al dramma alla commedia. Tanti timbri e cambi di tono che rendono Come saltano i pesci un lavoro piuttosto informe, che non si sbilancia né da una parte né da un’altra, nel racconto di quella che dovrebbe essere una vicenda drammatica, all’interno della quale nei momenti più impropri regista e sceneggiatori hanno pensato di introdurre inverosimili sketch comici, o viceversa. Ed è all’insegna dell’inverosimiglianza che si sviluppa tutto il film, a partire da elementi che pur essendo di contorno e non avendo un reale impatto sulla trama disturbano comunque la visione, come la rappresentazione del personaggio della tossica giramondo Angelica, che sembra uscita dagli anni ’90, e partecipa ad un rave improbabile. Fin dall’inizio il film sembra essere frutto di una non attinenza alla realtà rappresentata, mancano uno studio sul contemporaneo (e lo dimostrano i costumi e il linguaggio dei protagonisti), ed il tentativo di mantenersi fedeli alla realtà emotiva o psicologica dei personaggi risulta completamente fallito.

giorgio colangeli come saltano i pesciIl film è enfatico e pieno di sottolineature, i dialoghi sono “troppo” ben fatti in quanto praticamente ad ogni battuta si legge il lavorìo di scrittura che la sottende, rendendola un Bignami di filosofia in pillole. La trama, se ripulita, sarebbe interessante, ma in ogni scena il film di Valori sembra crollare sotto il peso di un’ansia da prestazione, un panico di non bastare a sé stesso, che lo porta a dover incasellare una serie di scene topiche, una più fallimentare dell’altra, dove l’incontro tra i due fratelli, durante il quale Matteo già sa della morte della madre biologica, mentre Luca, appena tornato dai viaggi in mare, viene a sapere simultaneamente di trovarsi di fronte a suo fratello e di non avere più una madre, è sottolineato ed urlato fino a rasentare l’assurdo. Assistiamo a Luca urlare e picchiare il fratello, vediamo i volti basiti di Giulia e di Angelica, e come se non bastasse si sente una sorta di dong! provenire dalla colonna sonora. L’ horror vacui da cui sembrava colto Valori quando ha girato il film, ha portato lui e gli sceneggiatori a intessere una rete fittissima di incroci all’interno della quale sembra essersi imbrigliato e perso lui per primo, assieme agli attori e allo spettatore. In tal modo tra un dialogo filosofico e un altro, assistiamo al triangolo amoroso tra una redenta Angelica e la coppia di fratelli, incontriamo una coppia di anziane anch’esse tragicomiche intervenire durante alcuni snodi del racconto, pur non avendo nulla a che fare con gli eventi narrati, scopriamo che ad essere fratelli non sono solo Luca e Matteo, ma anche gli altri due protagonisti adulti del film, e così via, per un lavoro che tira fino a spezzare il filo di un’emotività imposta e forzata, che non si lascia e non ci lascia mai andare ad un momento di sana ed autentica libertà.

Regia: Alessandro Valori

Interpreti: Simone Riccioni, Brenno Placido, Marianna Di Martino, Giorgio Colangeli, Biagio Izzo, Maria Amelia Monti, Armando De Razza, Sarah Maestri

Distribuzione: Multivideo e Mariposa

Durata: 110′

Origine: Italia 2016

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