Coming Back di Alessio Rupalti su RaiPlay

L’ultimo cortometraggio del regista genovese che racconta la Brexit e i dissidi di una famiglia britannica. Visibile su Rai Cinema Channel e Rai Play

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La Brexit come pretesto con il quale lo spettatore viene accompagnato nell’intimità di una famiglia inglese che deve affrontare vecchi rancori mai superati. Il Regno Unito che ha votato per uscire dall’Unione Europea e l’incertezza che domina tra le persone. Questi sono alcuni degli ingredienti principali dell’ultimo cortometraggio di Alessio Rupalti, già assistente alla regia di Pupi Avati e adesso al suo primo film in lingua inglese. Prodotto da Cliff Films e distribuito da Rai Cinema in occasione dell’anniversario della Brexit, è ora visibile su RaiPlay dopo il passaggio ad Alice nella città del 2019.

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William decide di andare a casa dei suoi genitori, per discutere con il padre del risultato del referendum. Le visioni contrastanti dei due riapriranno vecchie ferite mai guarite del tutto, dimostrando però che l’amore può nascondersi ovunque, anche dietro le scelte più inaspettate.

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Il regista genovese Alessio Rupalti racconta un tormento familiare che in parte ricorda film britannici come Il discorso del re o The Danish Girl, trasformando la Brexit in un dramma funzionale nel quale assistiamo al passaggio da un’atmosfera tesa fino ad arrivare ad una più intima, privata e senza dubbio più emozionale. Rupalti distribuisce efficaci pennellate su sfondi e interni accurati, e sceglie una composizione cromatica che ci trasporta, seppur in maniera fugace, nel cinema di Tom Hooper. La regia è ben definita e alterna un linguaggio classico ad uno più “sgrammaticato”, e mantiene atmosfere eleganti e aristocratiche nonostante una trama intrisa di dissenso, stupore e rabbia.

Ogni dettaglio di questa storia, girata interamente a Londra e scritta dallo sceneggiatore britannico Ivor Baddiel, ha un gusto strettamente british e un equilibrio narrativo chiaro e preciso. Il duro dialogo tra William e il padre si arricchisce gradualmente di nuovi elementi, spostando l’attenzione dallo scenario della Brexit ad un contesto più intimo e privato. Karl Hughes interpreta il giovane protagonista con una performance moderata, contenuta e nevrotica, fatta di labbra tremanti, pallore e rabbia impotente. Nel ruolo dei genitori troviamo Gillian Broderick e Mark Lisseman che a vederlo seduto e ingessato sul divano, ricorda un po’ la solennità di Colin Firth.  Nel film, Broderick e Lisseman assieme al giovane protagonista, offrono un’interpretazione corale che trova la giusta dose di rabbia attraverso sguardi e gesti.
L’intera opera, fotografata dall’italiano Giacomo La Monaca, utilizza cromie essenziali e accurate, che ben si miscelano con la messa in scena costruita sulla apparente assenza di relazione tra i personaggi del cortometraggio di Rupalti.

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